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Da Andreotta Calò a Steve McQueen: due anni di nuove mostre

sabato 15 dicembre 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Un biennio di nuove mostre all'insegna della ricerca e del dialogo con lo spazio espositivo. Pirelli HangarBicocca ha presentato il proprio programma fino al 2020: otto personali che porteranno a Milano artisti di nome come Giorgio Andreotta Calò, Cerith Wyn Evans, Chen Zen, Sheela Gowda o Steve McQueen, ma anche nomi emergenti come Daniel Steegmann Mangrané, Trisha Baga e Neil Beloufa. A presentare il palinsesto che verrà è stato il direttore artistico Vicente Todolì. "L'idea - ha detto ad askanews - è sempre 'gli artisti prima, le opere prima', ma artisti e opere che si adattano perfettamente ai nostri spazi. Poi sempre nuove ricerche, se non c'è una cosa nuova da dire è meglio tacere, non fare la mostra". Istituzione che con gli anni si è conquistata una reputazione di primissimo piano sulla scena globale, Pirelli HangarBicocca è anche un luogo, come ha ribadito il vicepresidente esecutivo e CEO di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, nel quale la cultura e l'impresa che la sostiene incontrano la società. "Questo - ci ha spiegato - è un impegno, è una responsabilità. Quando si riescono a fare le cose bene bisogna sentirsi l'impegno a farle sempre meglio per realizzare un progetto che è a favore di tutta la comunità e che è un modo per l'azienda di essere parte della società". Ospite alla presentazione del programma anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha parlato della necessità di mantenere la città aperta e internazionale, con un occhio di riguardo alla produzione di conoscenza. "Credo che nel dovere di chi fa politica - ha detto il sindaco ai cronisti - sia sempre da avere in testa che se c'è una cosa che fa la differenza tra una città e l'altra, tra un territorio e l'altro, questa è la cultura. e io questo ce l'ho bene in testa". Quello che invece hanno in testa i visitatori di HangarBicocca è il fatto che le cose che accadono qui lo fanno in un modo molto particolare, in uno spazio che per le sue stesse caratteristiche non è assimilabile ad altri e proprio su questo aspetto si è costruita l'identità dell'istituzione. "Due cose uniche - ha aggiunto Todolì parlando delle caratteristiche che ogni progetto deve avere qui -: la simbiosi tra l'arte e l'architettura e poi una mostra completamente nuova e irripetibile, perché, primo, nessuno ha questo spazio, e poi sono retrospettive espressamente concepite per lo spazio. Quindi se una persona vuole vedere queste mostre deve venire a vederle a Milano, queste mostre non girano. Come nel caso di Steve McQueen, che prima va alla Tate, ma l'esperienza è completamente diversa: si passa dai film nelle stanze piccole a vedere questo grande paesaggio filmico in tutto questo spazio". Il primo appuntamento del nuovo ciclo di mostre è fissato per il 14 febbraio 2019, quando aprirà nello Shed l'esposizione dedicata a Giorgio Andreotta Calò.

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