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Vacondio (Federalimentare): politica ci tuteli, aiutare l'export

sabato 15 dicembre 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Le linee guida del mandato e gli obiettivi da affrontare nei prossimi quattro anni; il ruolo della politica per l'industria del cibo; i consumi interni in calo e l'export che torna a salire; il ruolo degli imprenditori e delle associazioni di categoria in un rapporto con il governo e la classe politica a volte ruvido e difficile. Ivano Vacondio, il nuovo presidente di Federalimentare (cui aderiscono le associazioni nazionali di categoria dell industria alimentare, che associano quasi 7.000 imprese produttive), intervistato negli studi di Askanews affronta alcuni degli argomenti chiave per l'industria del food italiano. "Noi siamo leader nel mondo sul cibo: dopo la Ferrari - sottolinea Vacondio - il cibo è il brand più conosciuto al mondo e l'incremento del turismo in questo Paese dipende anche dalla capacità nostra di offrire un cibo che per il turista che arriva da noi è interessante". "Grandi proclami non ne voglio fare, bisogna stare con i piedi per terra: è un momento difficile, non solo nel nostro Paese, contrariamente a quello che pensano i nostri cittadini, ma in tutto il mondo. Noi soffriamo ancora di più. Piedi per terra vuol dire cercare di aggredire sempre di più i mercati emergenti, quindi l'export, sul quale dobbiamo fare qualcosa, ma purtroppo da soli non ce la facciamo: abbiamo bisogno di essere accompagnati. Quando dico così di solito, chi fa il mio mestiere in altre associazioni allude ad avere qualche contributo di carattere economico: non è così. Noi abbiamo bisogno di un'assistenza di carattere politico. In un mercato come la Cina, dove esistono delle protezioni, a seconda degli stati per qualche nostro prodotto, la politica può intervenire con degli accordi bilaterali o addirittura regionali, come ha fatto l'Emilia-Romagna su alcuni prodotti agroalimentari. Mi aspetto un grande contributo in questa direzione, perchè noi rappresentiamo la seconda manifattura di questo paese". "Riteniamo che dovremmo essere tutelati maggiormente sul piano politico, di rappresentanza: siamo una rappresentanza - ricorda il presidente di Federalimentare - che fattura 140 miliardi di euro, incidiamo per l'8% del fatturato. Offriamo un posto di lavoro a 385.000 persone. Abbiamo aumentato l'export del 75% negli ultimi 10 anni". Secondo Vacondio "per i consumi interni non si può, quando piove, prendersela con il governo: credo che il governo non possa fare dei miracoli, anche se la nostra posizione è molto critica rispetto soprattutto alle ultime scelte di dare denaro che non c'è. Noi al governo chiediamo la possibilità di essere aiutati per poter incrementare una cosa importante in questo Paese, la ricchezza prodotta. Abbiamo bisogno di sostegno, anche politico, non solo economico. "Diminuire il costo del lavoro, investire di più sulle infrastrutture e negli aiuti da un punto di vista degli investimenti sarebbe una grande cosa. Ne dubito: non solo in questo governo ma in generale - osserva - si è sempre fatto delle politiche a corto, il problema è incassare il consenso immediato, poi il resto ci penseremo. Ma questo non ci porta da nessuna parte". Da parte del governo, prosegue Vacondio, "c'è stata un'apertura, bisogna vedere quanto questa apertura fatta nei confronti del sistema industriale, degli imprenditori. Questa battuta che circolava, orribile, che siamo dei 'prenditori' e non imprenditori ... noi siamo degli imprenditori che producono ricchezza, poi la politica può contestarci su come la distribuiamo o ci può imporre di distribuire in una certa maniera, ed è legittimo che la politica si occupi di ridistribuire meglio la ricchezza. Ma la ricchezza la facciamo noi. Quando si dà lavoro a 385.000 persone è una responsabilità molto ma molto importante. "Anche la classe imprenditoriale ha la sua responsabilità: ci dobbiamo far sentire di più. Bisogna che cominciamo a parlare alla gente - continua - non è sufficiente fare un prodotto, venderlo, portarlo in tavola e girare il mondo. Noi abbiamo anche una responsabilità sociale, credo, ed è quello che cercherò di fare. Io rispetto il ruolo della classe dirigente, ma vogliamo essere rispettati anche noi: se qualcun altro si azzarda a dire che siamo dei 'prenditori' credo che abbia bisogno di una visita. In questo momento bisogna fare squadra per salvare questo Paese", ha concluso Vacondio.

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