CATEGORIE

Spazio, la sonda Nasa Voyager 2 vola nello Spazio interstellare

sabato 15 dicembre 2018
2' di lettura

Milano, 13 dic. (askanews) - Silenzio assoluto e buio pesto, anzi quasi totale assenza di luce. È questa la condizione in cui si trova ora, navigando nello Spazio profondo, la sonda Voyager 2 della Nasa che è a oltre 18 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra e viaggia oltre l'eliosfera, la bolla magnetica prodotta dal Sole che contiene buona parte del Sistema solare. Si tratta del secondo oggetto costruito dall'uomo a raggiungere lo Spazio interstellare, prima era toccato alla sua gemella, la Voyager 1 nell'agosto 2012. Dopo una straordinaria calvalcata tra i pianeti e le lune del nostro sistema solare che ci ha regalato splendide immagini e importanti informazioni, il superamento del "confine" con l ingresso nell eliopausa da parte di Voyager 2 è avvenuto il 5 novembre 2018, quando gli strumentio non hanno registrato più alcuna interazione con il vento solare, ovvero il flusso di particelle prodotte dalla nostra stella, dalla quale la sonda si sta allontanando alla velocità di 15,380 km/s. Ora la navicella si trova a 16,5 ore luce da noi, tanto ci vuole, infatti, affinché i suopi segnali raggiungano la Terra. Ci vorranno almeno 300 anni prima che possa raggiungere il confine interno della Nube di Oort e altri 30mila anni per attraversarla. Lanciate nel 1977, entrambe le sonde Voyager erano state progettate per esplorare Giove e Saturno, con missioni di 5 anni. Incredibilmente, invece, dopo 41 anni sono ancora vive e vegete e continuano a comunicare con noi. Nel 1990 la Voyager 1, voltandosi "verso casa" ha scattato questa foto, immortalando la Terra come un "pallido puntino blu" sospeso nel nero dell'universo. A bordo della Voyager 2 invece, c'è questo disco d'oro, il Voyager Golden Record; è un disco registrato placcato in oro contenente informazioni sulla Terra e sui terrestri, se mai una civiltà aliena dovesse intercettare la sonda saprà della nostra esistenza.

tag

Ti potrebbero interessare

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. - Durante le giornate del TEF - Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell'edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule - Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

TMNews

Flotilla, due italiani fermati in Libia: processati come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) - Si sono persi domenica (24 maggio alle 15.22) pomeriggio i contatti con Domenico Centrione e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla (GSF), fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar. Su Instagram di Centrione un ultimo video in cui si sentono le sirene.

Secondo fonti informate, i due connazionali sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di processo mentre vengono trattati come potenziali clandestini. Sono 10 in tutti i volontari del "Land Convoy" fermati (sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), mentre tentavano di avanzare la loro posizione per negoziare con le autorità libiche.

A margine di un evento all'Istituto Treccani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l'udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. "Speriamo che si possa risolvere in modo positivo la questione", ha aggiunto Tajani. "Stiamo avendo un'interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati, Ndr) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice", ha spiegato il ministro.

TMNews

Flotilla, Tajani: "Cresce consenso in Ue per sanzioni a Ben Gvir"

Roma, 25 mag. (askanews) - "Mi pare che la risposta sia nel discorso del presidente" israeliano "Herzog su quello che accade nel suo Paese, la condanna unanime, la presa di distanza molto dura del ministro degli Esteri" israeliano Gideon Saar, "la presa di distanza anche di Netanyahu". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" per la Giornata dell'Africa 2026, a una domanda se siano arrivate reazioni di Israele dopo la dura presa di posizione dell'Italia in merito al video diffuso dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, che riportava le umiliazioni a cui sono stati sottoposti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze di sicurezza israeliane e portati in Israele.

"Mi pare che stia crescendo il consenso in Ue sulla nostra proposta di infliggere sanzioni a Ben Gvir per quello che ha fatto in occasione dell'arresto di un gruppo di militanti della Flottiglia, quindi la richiesta è finalizzata a quello, poi del resto ne parleremo, la nostra richiesta è finalizzata a quanto è accaduto" che è "inaccettabile, vergognoso, indegno nei confronti di queste persone", ha aggiunto. "Sapete come la penso io politicamente, non sono vicino politicamente ai militanti della Flotilla, ma sono cittadini italiani che devono essere rispettati", ha ribadito Tajani.

TMNews

Hormuz, Tajani: voto in Parlamento? Vediamo, missione non di guerra

Roma, 25 mag. (askanews) - "Vediamo, si andrà in parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto abbiamo già informato le Commissioni congiunte di Camera e Senato Esteri e Difesa, aspettiamo di vedere quando sarà operativo" un eventuale accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti i e Iran, "perché noi intendiamo partecipare a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti paesi, un po' sul modello 'Volenterosi'". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" in occasione della Giornata dell'Africa 2026, a una domanda sul voto in Parlamento per autorizzare una eventuale missione italiana per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Vediamo come evolve la situazione, bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz una volta raggiunta la tregua, una volta stabilizzata siamo pronti a partecipare", ha spiegato Tajani.

TMNews