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Italia e Francia più unite che mai, anche nel nome di Leonardo

sabato 15 dicembre 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Solidarietà, diritti umani, relazioni industriali e impegno comune nella lotta ai cambiamenti climatici. Italia e Francia, a poche ore dal grave attentato di Strasburgo che, in modi diversi, ha toccato entrambi i Paesi, si riscoprono più uniti che mai, anche nel nome del genio Leonardo Da Vinci di cui, il 2 maggio 2019, ricorreranno i 500 anni dalla morte. Sono i temi affrontati nel corso del tradizionale gala dinner per gli auguri natalizi della CCI Camera di commercio Francia-Italia a Milano che si è tenuto all'acquario civico cittadino nella serata di giovedì 13 dicembre 2018. Denis Delespaul, presidente della camera di commercio italo francese a Milano. "Tra Italia e Francia siamo tra cugini - ha detto - nelle storie di famiglia ci sono sempre alti e bassi, diciamo che adesso viviamo uno dei momenti un po' più bassi ma la storia, la nostra cultura, i nostri elementi in comuni sono talmente importanti che non posso immaginare che tra Francia e Italia si possa avere una crisi seria e profonda. Ci sono momenti difficili ma abbiamo tante cose in comune; ricordiamo che abbiamo 1.600 società francesi presenti in Italia e 1.500 società italiane presenti in francia, quindi questo è un elemento di cui dobbiamo essere sicuri. Queste società creano posti di lavoro e questo è molto importanto. E poi ricordiamo: è vero che Leonardo Da Vinci è italiano, nessuno metterà mai in discussione la sua nazionalità però ha fatto belle cose anche in Francia e presto noi festeggeremo i 500 anni di Leonardo da Vinci e questo è un esempio di un italiano che ha fatto una grande opera in Francia. Un grande saluto a tutti i miei amici italiani".

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In tanti si sono riversati in strada per protestare contro quello che, hanno denunciato, è solo l'ultimo episodio di una repressione da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dei suoi rivali politici in vista delle prossime elezioni. "Lui (Erdogan) ha ordinato che la sede del nostro partito venisse perquisita dalla polizia, ha sparato gas, ci ha picchiato con i manganelli, ha devastato il partito e ci ha buttato in strada. Solo per sbarazzarsi di noi e consegnare il partito a un avversario che pensa di poter sconfiggere facilmente" ha detto Ozel. "Il mondo deve saperlo. Erdogan ha perso ogni ragione. Proprio come ha fatto gettare in prigione il candidato presidenziale che avrebbe potuto sconfiggerlo, ora sta ufficialmente chiudendo il partito politico che avrebbe potuto sconfiggerlo. Sta cambiando il suo leader. Vuole essere lui a decidere chi sarà il suo leader" ha aggiunto riferendosi al sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, arrestato con l'accusa di corruzione.

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"Abbiamo sul tavolo quella che considero una proposta piuttosto solida riguardo alla loro capacità di riaprire gli stretti e mantenerli aperti", ha detto ai giornalisti mentre lasciava la capitale indiana, dove si trovava in visita ufficiale.

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