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Start up, parole d'ordine filiera e cultura del fare impresa

sabato 27 ottobre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Un quadro in chiaroscuro quello dell'ecosistema italiano delle start up nate in ambito universitario, che registra indubbiamente molti talenti e capacità individuali ma che fatica a farsi sistema efficiente, principalmente per ragioni di carattere culturale. E' quanto emerso durante il convegno annuale di IAG, Italian Angels for Growth, il più grande network nazionale di business angel che si è tenuto nell'Hub romano di LVenture Group e al quale ha partecipato anche Luca Carabetta, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, che ha spiegato i piani del Governo per il sostegno alle startup. Un'occasione per i principali attori - università, centri di ricerca e mondo del Venture Capital - per confrontarsi e cercare soluzioni al gap che ci separa da altri Paesi. Per Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group, la strategia vincente dev'essere necessariamente corale: "Abbiamo un popolo talentuoso, abbiamo tanti talenti, il problema di questi talenti è che dobbiamo farli diventare, con i progetti che hanno, delle grandi imprese, per cui dobbiamo creare una catena di crescita, di nascita di questi progetti dalle università, centri di ricerca fino al mercato". "Oggi l'Italia è indietro - ha proseguito -, sono state tirate fuori diverse soluzioni come quelle da noi suggerite di supportare gli acceleratori, che sono la congiunzione coi centri di ricerca o con il venture capital propriamente detto, altri hanno sottolineato l'importanza delle università di creare anche dei gruppi di "angels", come sta facendo la Luiss, che investano nelle startup, in questo caso di startup correlate all'università per cui credo che ognuno di questi attori deve fare un pezzetto affinché si crei una filiera, dal pensiero, dalla creatività, che non manca, fino al mercato". Tra i punti di debolezza del sistema Italia, sicuramente la scarsa propensione all'imprenditorialità derivante dal sistema scolastico, ma anche la tendenza a tenere separate le competenze tra chi fa ricerca e chi reperisce risorse sul mercato, che spesso porta anche a inadeguatezza nel fare squadra. A questo cerca di sopperire Iag, come ha spiegato il presidente Antonio Leone, secondo il quale va sfatato anche un altro mito: "Il ruolo di Iag è di dare garanzia a queste cose, cioè a che si arrivi a dei team preparati e di ragionevoli progetti, quindi non parlo di eccellenze ma di ragionevoli progetti con team preparati. In Italia non c'è nessun problema di finanziamenti necessari per fare impresa, non è vera la storia metropolitana (secondo cui) non si fa impresa perché non ci sono soldi, non si fa impresa perché non c'è cultura per fare impresa". Sono tuttavia ormai numerosissime le storie di successo di startup italiane nate in campo universitario il che fa guardare con discreto ottimismo alla capacità del sistema di competere sul mercato. Per citarne una tra quelle più recenti e promettenti della scuderia di LVenture Group, Capello fa il nome di 2HIRE, un device ideale per applicazioni nel campo del car sharing che ha lasciato increduli gli ingegneri delle case automobilistiche.

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Manovre nelle Filippine evidenziano priorità Usa in Asia

Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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