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Conte: l'Ue ci consenta di spiegare la manovra, eviti pregiudizi

sabato 27 ottobre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - La permanenza in Europa non è in discussione, vogliamo dialogare con le istituzioni ma ci consentano di spiegare la manovra, senza avere pregiudizi. A ribadirlo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando dalla sede della stampa estera a Roma dopo l'invio della lettera di risposta alla Commissione europea sulla manovra. "Ieri sera mi sono visto con Tria, abbiamo rivisto insieme la lettera ai commissari europei, ha detto Conte. "Vi preannuncio che abbiamo ribadito nella lettera spedita poco fa che noi siamo assolutamente in Europa, vogliamo dialogare con le istituzioni europee e che questa interlocuzione si svolga nella leale collaborazione e nel dialogo costruttivo". "Non mettiamo in discussione il ruolo della Commissione e degli organi comunitari. In questa lettera abbiamo anticipato quali sono le ragioni di una manovra economica così impostata". Nella lettera il governo afferma di "essere cosciente di aver scelto un'impostazione non in linea con le norme del Patto di stabilità e di crescita", una decisione "difficile ma necessaria" si scrive, per il ritardo nel recupero della crescita e delle "drammatiche condizioni" in cui si trovano gli strati più svantaggiati della società. Lo stesso Conte ha spiegato: "Il 2,4% è il tetto massimo che ci siamo impegnati e faremo di tutto per rispettare. Abbiamo già detto che nel 2021 sarà l'1,8. Siamo anche disponibili a valutare in corso di attuazione di manovra economica un contenimento. Non è che dobbiamo raggiungere per forza il 2,4, sicuramente non lo supereremo". E se alla fine la bocciatura dovesse arrivare, "ci siederemo intorno a un tavolo e valuteremo insieme" ha detto Conte. "Lo scarto effettivo del deficit è in realtà dello 0,4%. Questo significa sedersi al tavolo, spiegare che si partiva dall'1,2%, con la clausole Iva si va al 2%, e quindi lo scarto è solo dello 0,4%", ha ribadito Conte. "Sediamoci a un tavolo, cerchiamo di capire cosa abbiamo fatto, ascoltiamo le valutazioni dei commissari e poi valuteremo"

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Roma, 20 giu. (askanews) - Una donna chiude gli occhi mentre un giovane vestito da prete le impone entrambe le mani sulla fronte. Pochi istanti dopo, cade a terra davanti a decine di fedeli. La scena si svolge non in una chiesa, ma nello scantinato di un piccolo centro commerciale a pochi passi dalla vasta spianata del santuario di Fatima, uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati della Chiesa cattolica.

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"Questa persona (Francisco Marques) non è in comunione con la Chiesa. E questo è molto chiaro. È in questo senso che diciamo: 'non nel nostro nome'. Tutto qui. Significa anche che dobbiamo proteggere le persone affinché non vengano fuorviate dalla 'cartolina' di Fatima o dal riferimento al Santuario di Fatima in relazione a questo tipo di attività. Questo è molto importante perché può avere conseguenze particolarmente gravi per le persone vulnerabili."

Di recente, più di 100 persone attendevano il momento in cui Francisco Marques, 27 anni, avrebbe iniziato a imporre le mani sui partecipanti uno ad uno.

Indossando una tonaca nera e un colletto romano, Marques ha l'aspetto di un tradizionale ecclesiastico cattolico. Ma né il Vaticano né le autorità ecclesiastiche locali riconoscono il suo ministero, fondato nel 2006.

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Ancora una volta colonna di fumo si alza sul Libano meridionale

Milano, 20 giu. (askanews) - Nuvole di fumo si levano sopra la città di Nabatieh e il vicino villaggio di Nabatieh Al-Fawqa dopo gli attacchi israeliani nel Libano meridionale. L'agenzia di protezione civile libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani in corso nel distretto di Nabatieh, nel sud del Paese, hanno causato la morte di 16 persone sabato, il giorno dopo l'ultimo annuncio di cessate il fuoco da parte di Israele e Hezbollah.

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Giornata Internazionale dello Yoga, tra guru e benessere globale

Milano, 20 giu. (askanews) - Dopo aver insegnato yoga in Europa, Nord America e Asia, Varun Veer, che vediamo in queste immagini, è tornato in India per aprire uno studio chiamato Lifeyoga a Nuova Delhi, dove spera di preservare quelle che considera le tradizioni spirituali più profonde di questa antica pratica. Veer afferma che lo yoga spesso perde la sua essenza spirituale man mano che diventa più popolare all'estero, tuttavia la Giornata Internazionale dello Yoga - che si celebra ogni anno il 21 giugno in tutto il mondo - dimostra che la pratica inizia a intrecciarsi sempre più con il benessere globale e trend turistici che valorizzano paesaggi unici, patrimoni naturali e itinerari su misura. E la Giornata diventa un'occasione per ripensare a come viaggiamo e ci prendiamo cura di noi stessi.

Il fenomeno si osserva bene in California e riflette due dinamiche contemporanee. Da un lato la domanda crescente di esperienze immersive che non siano semplici vacanze ma percorsi di trasformazione personale; dall'altro la capacità del territorio di offrire cornici naturali uniche - dalle spiagge di Laguna Beach ai boschi e ai laghi dell'entroterra - in cui lo yoga si integra con pratiche come meditazione, mindfulness, paddle-yoga e terapie naturali. Boutique retreat e resort selezionati propongono programmi personalizzati per chi cerca un benessere su misura, mentre iniziative pubbliche in parchi e spiagge mantengono viva l'anima comunitaria della disciplina.

Allargando lo sguardo oltre la West Coast, la tendenza a collegare yoga e patrimonio culturale è sempre più evidente. In Italia, per esempio, luoghi patrimonio UNESCO come la Val d'Orcia offrono scenari ideali per pratiche lente e ritiri; la campagna toscana, con sorgenti termali e paesaggi modellati dalla storia, alimenta format che combinano pranayama, camminate consapevoli e terapie termali. Questa contaminazione tra paesaggio culturale e pratiche di benessere valorizza sia la destinazione sia l'esperienza personale, creando un'offerta turistica che punta sulla qualità del tempo e sulla sostenibilità.

Ci sono poi piattaforme come Evaneos che stanno ampliando itinerari che includono non solo visite culturali ma anche percorsi di riconnessione attraverso yoga e meditazione in destinazioni remote o culturalmente ricche. Questi viaggi sono pensati per chi desidera combinare la scoperta di luoghi autentici con pratiche rigenerative, scegliendo guide locali e programmi costruiti attorno ai ritmi del corpo e del paesaggio. Dall'Oman alle montagne del Sudafrica, passando per Marrakech e le sue oasi, l'offerta su misura permette di vivere il benessere nel contesto autentico delle comunità che ospitano i visitatori. E anche se è vero che la meditazione viene insegnata fin dall'infanzia nelle famiglie indiane, come dice Varun Veer, qualcosa si può apprendere anche viaggiando.

Oltre al beneficio individuale, lo yoga sta assumendo una funzione sempre più rilevante nel sostenere economie locali e promuovere forme di turismo responsabile. Eventi e percorsi che coinvolgono piccole strutture, operatori locali e pratiche a basso impatto ambientale contribuiscono a distribuire i flussi turistici fuori dalle grandi rotte, favorendo la manutenzione dei territori e il rispetto delle comunità. In molte località balneari italiane e in destinazioni naturali estere, le lezioni all'alba o al tramonto diventano parte di un racconto territoriale che intreccia slow tourism e cura del paesaggio.

Per la Giornata Internazionale dello Yoga e per la stagione estiva emergono tendenze chiare: la personalizzazione dei programmi, l'integrazione con il territorio e una crescente attenzione alla responsabilità e alla sostenibilità. I viaggiatori chiedono esperienze calibrate sulle proprie esigenze fisiche ed emotive, pratiche che dialogano con patrimoni naturali o culturali come grotte termali e aree protette, e operatori che adottino comportamenti etici coinvolgendo le comunità locali. Anche in Italia le proposte non mancano: dalle lezioni sulla spiaggia alle Alpi, dalle grotte termali in Toscana ai programmi nelle campagne patrimonio UNESCO, con luoghi come la Val d'Orcia o le coste sarde che coniugano tradizione termale e innovazione del benessere.

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"Abbiamo trattato al Cnao finora oltre 6.000 pazienti affetti da neoplasie che sono difficili da curare in altro modo - ha aggiunto Rossi - dove la precisione e la capacità efficace e terapeutica delle radiazioni che produciamo sono essenziali per la buona riuscita del trattamento". La visita del Papa rappresenta un gesto prezioso per rafforzare il connubio tra scienza e fede. "Seguendo anche l'enciclica Magnifica Humanitas del Santo Padre - spiega il dg - qui la scienza e la tecnologia non sono fine a se stesse, non sono spinte all'eccesso per il delirio di onnipotenza dell'uomo che governa la natura ma sono in realtà a servizio del paziente, a servizio dell'uomo. Effettivamente si realizza quello che anche Sant'Agostino aveva prefigurato, ovvero come il connubio tra la ragione e la fede, tra la ragione e l'umanità al servizio della persona nella maniera più completa possibile".

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