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Il progetto di Open Fiber: banda ultralarga in 8000 comuni

sabato 27 ottobre 2018
2' di lettura

Rimini, (askanews) - Mobilità sostenibile, controllo elettronico degli accessi, info-parking, gestione dei flussi di traffico e ricarica dei veicoli elettrici. Sono alcuni dei vantaggi che una maggiore diffusione della fibra ottica può garantire al territorio nazionale. Benefici, di cui possono godere prima di tutto le pubbliche amministrazioni che hanno il compito di garantire la sicurezza sul territorio attraverso la videosorveglianza, un sistema efficiente dell'illuminazione pubblica e la digitalizzazione dei servizi turistici. Per questo Open Fiber, la società costituita da Enel nel 2015, intende realizzare una rete in fibra ottica in circa 8000 città italiane. Un piano presentato dall'amministratore delegato, Elisabetta Ripa. "È un progetto ambizioso che mette in campo risorse finanziarie, economiche e professionali che hanno una fortissima ricaduta sul territorio e che vedono nella relazione con il Comune chiaramente un'interlocuzione fondamentale e un punto di partenza importantissimo per accelerare i tempi, per realizzare questa infrastruttura con il minore impatto sul territorio e per poi valorizzarne i ritorni perché una rete in fibra che dà connettività al Comune poi deve essere valorizzata attraverso lo sviluppo di servizi e attraverso servizi al cittadino ovvero alle imprese e alle famiglie". L'interlocuzione con il Comune - ha spiegato l'amministratore delegato intervenendo all'assemblea nazionale di Anci a Rimini - è fondamentale per mettere in campo una rete innovativa fra le prime in Europa e creare quindi un valore aggiunto per tutto il territorio nazionale. "Ma abbiamo necessità di trovare con il Comune un'interlocuzione che ci consenta di avere quelle autorizzazioni e quei permessi che poi possono determinare il processo produttivo che danno quell'abilitazione che è fondamentale per la realizzazione dell'opera. Il Comune, in questo senso, non solo ci dà i permessi ma è il nostro alleato nel sensibilizzare tutte quelle entità che devono contribuire al processo autorizzativo di una grandissima opera di infrastruttura che parte dal territorio ma che ha fortissime ricadute sul contesto sociale, educativo e culturale del comune stesso".

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Manovre nelle Filippine evidenziano priorità Usa in Asia

Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

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