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Fondazione Symbola, Realacci: a Treia per capire radici futuro

sabato 7 luglio 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Negli studi di askanews Ermete Realacci presenta il seminario estivo della Fondazione Symbola, di cui è presidente, in programma questa settimana con conclusione il 6 e 7 luglio a Treia nelle Marche, proprio nell'area del cratere del terremoto. A precedere le due giornate finali il festival della soft economy: "Il festival della soft economy e il seminario estivo di Symbola sono una occasione, come un po' tutto il lavoro che svolge la Fondazione. Per ragionare sull'Italia che c'è e capire dove può andare, quali sono le radici del futuro. Inizieremo parlando del terremoto, ovviamente, essendo nell'area del cratere del terremoto. Con una chiave particolare però, partendo dalle imprese, dal lavoro. Perchè se non ricostruiamo l'economia, se non rafforziamo l'economia che c'è sarà difficile avere un futuro per quelle zone. Parleremo anche di Appennino e di piccoli comuni. Di investimenti nella cultura e di nuove filiere produttive. E poi il cuore del ragionamento, venerdì e sabato sarà appunto il rapporto "Coesione è competizione" predisposto dalla Fondazione Symbola assieme ad Unioncamere, che punta a leggere l'economia italiana con occhi diversi. Noi spesso ci facciamo leggere dagli altri, dalle agenzie di rating, da osservatori distanti che non riescono a capire i punti di forza del nostro paese. Che ha sì enormi punti di debolezza che bisognerebbe affrontare anzichè soltanto evocare, non solo il debito pubblico ma le diseguaglianze, l'illegalità, la criminalità, la burocrazia soffocante, il Sud che perde contatto. Ma ha anche punti di forza, in particolare ci concentreremo su una delle caratteristiche italiane: Ivrea ha avuto il riconoscimento Unesco anche in quanto città che ha, attraverso l'esperienza di Adriano Olivetti, proposto una idea di economia. Nella quale la competività delle imprese dipende dal rapporto con i lavoratori ed il territorio. Su questa linea che è precedente ad Olivetti e molto presente anche in Italia, sta la forza dell'economia italiana. Le imprese che vanno meglio, che esportano di più, che producono più lavoro, sono quelle che hanno un buon rapporto con i lavoratori, con le comunità, con il territorio, con il futuro, la green economy, l'ambiente. Noi di questo parleremo, insieme ad esponenti del mondo dell'economia, della società, della politica, per trovare un filo comune che tenga assieme l'Italia nelle sfide che ha davanti". Da Treia quindi possono arrivare messaggi importanti, come detto il fatto stesso di ragionare di futuro dal cratere del terremoto indica che proprio dalle situazioni più difficili si può ripartire, anche da un punto di vista imprenditoriale: "Assolutamente sì, i lavori che Symbola fa nel corso dell'anno provano sempre a capire quali sono i fili da tirare , vale per i lavori fatti sulla green economy, da cui risulta che la green economy è una straordinaria occasione per le imprese di crescere e di produrre lavoro. Vale per il lavoro recentemente presentato sulla cultura, da cui di nuovo risulta che con la cultura l'Italia mangia, produce bellezza e ricchezza, e in quella zona ci sono tante imprese che del design fanno un punto di forza. E vale per questo rapporto che presenteremo. Molto spesso si sottovaluta quanto i nostri saperi antichi sono un pezzo della sfida del futuro, che non vinceremo competendo sul basso costo del lavoro con la Cina o i paesi emergenti, trascurando l'ambiente e riducendo le garanzie sociali. Perchè la nostra scommessa è produrre bellezza e qualità. Le imprese forti italiane fanno questo". "Questo vale anche per il terremoto - prosegue Realacci - un elemento drammatico da fronteggiare, ma può essere anche una grande occasione. Quello che oggi è un peso enorme, anche in termini simbolici, cioè il fatto che il sisma ha messo in discussione, distrutto, un enorme patrimonio culturale e storico, solo le chiese distrutte o danneggiate sono più di 1200, può diventare anche l'occasione per fare di quell'area il più grande distretto del restauro del mondo".

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