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Delitto Sarah Scazzi, nuove rivelazioni e testimonianze sul Nove

sabato 28 aprile 2018
1' di lettura

Roma, 24 apr. (askanews) - Una puntata dedicata al delitto di Avetrana, l'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi avvenuto nell'agosto 2010, per cui sono state condannate in via definitiva la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano. Andrà in onda giovedì 26 aprile, in prima serata alle ore 21:25 sul Nove, il secondo speciale di "Tutta la verità", il programma (prodotto da Verve Media Company per Discovery Italia), che ricostruisce alcuni dei più controversi e clamorosi fatti di cronaca del nostro Paese. Grazie al lavoro di ricerca compiuto dagli autori e registi Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli, Tutta la verità ripercorrerà la cronologia delle indagini e la storia di uno dei processi mediaticamente più dibattuti della storia giudiziaria italiana. Lo farà attraverso nuove testimonianze, filmati inediti, audio originali delle intercettazioni e video degli interrogatori. In particolare, verranno approfonditi i rapporti all interno della famiglia Misseri, che tanto hanno pesato sull evolversi della vicenda e sulle contrastanti versioni fornite dallo zio Michele. Ci sarà anche l inedita testimonianza di Concetta Serrano Scazzi, che per la prima volta dichiara di nutrire seri dubbi sul ruolo di sua sorella Cosima.

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Hollywood, Javier Bardem lascia le sue impronte al Chinese Theatre

Los Angeles, 17 giu. (askanews) - L'attore spagnolo Javier Bardem ha lasciato le impronte delle sue mani e dei suoi piedi nel cemento durante una cerimonia fuori dal TCL Chinese Theatre di Hollywood e scherzando ci ha messo anche il naso, prima di apporre la sua firma.

"È davvero speciale avere a disposizione uno spazio come questo per immortalare il proprio nome", ha detto l'attore premio Oscar. "Quando penso ai nomi che sono comparsi proprio in questo posto, mi riesce difficile credere che siano reali", ha affermato durante una cerimonia gremita di fan sul soleggiato Hollywood Boulevard.

Una tradizione iniziata per caso durante la costruzione del teatro, ma ad oggi ci sono oltre 200 impronte di star conservate, che abbracciano quasi un secolo di cinema.

Alla cerimonia per la star di "Non è un paese per vecchi" c'erano anche i registi Denis Villeneuve e Michael Mann.

Villeneuve, il cui film "Dune: Parte terza", con l'attore spagnolo, debutterà a dicembre, ha elogiato la capacità camaleontica di Bardem di dare vita a personaggi diversi nel corso della sua carriera lunga più di trent'anni.

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Nato a Sassuolo, in provincia di Modena nel 1931, considerato a tutti gli effetti il principale braccio destro di Giovanni Paolo II per la gestione della Chiesa in Italia, con lui se ne va uno degli ultimi grandi ecclesiastici legati ai tempi di Wojtyla e Ratzinger.

Raffinato teologo e assertore di un costante dialogo tra fede e ragione, Ruini si ricorda anche come un abile politico. Come quando, nel 2007, da presidente Cei di fatto organizzò la mobilitazione cattolica contro il disegno di legge sui Dico (le prime unioni di fatto, poi naufragate) del governo Prodi II, portando all'organizzazione del primo Family Day a Roma. Poco in sintonia con Papa Francesco, a cui rimproverò di aver "trascurato la tradizione", guardava con interesse a Papa Leone XIV che a suo dire aveva "riportato subito, con la sua elezione, pace e serenità nella Chiesa".

Cordoglio unanime per la sua scomparsa. "Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza episcopale italiana" ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.

"Un grande uomo di Chiesa, dalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità, che ha difeso con vigore l'identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana" ha commentato la premier Giorgia Meloni.

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Roma, 17 giu. (askanews) - "Quello che ho detto soprattutto alle Isole Canarie sulla migrazione riguarda il rispetto per la persona, molte volte noi non riusciamo a riconoscere le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto lasciare i loro paesi, per molte ragioni: violenza, guerre, conflitti. E quindi dire semplicemente "mandateli via", è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana". Così Papa Leone XIV lasciando Castel Gandolfo e rispondendo ad alcune domande dei giornalisti sul tema dell'accoglienza e dell'integrazione.

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Roma, 17 giu. (askanews) - Parlando ai giornalisti mentre lasciava la sua residenza a Castel Gandolfo per tornare in Vaticano, Papa Leone XIV ha chiesto continui sforzi verso la pace e il dialogo, esprimendo la speranza che con la firma del memorandum venerdì tra Stati Uniti e Iran si possa davvero arrivare a porre fine alla guerra.

"Ci saranno ancora diversi punti da risolvere, ma è sempre meglio farlo attraverso il dialogo e la negoziazione piuttosto che tornare alla guerra" ha affermato il Pontefice.

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