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Strage Bologna, Bonafede: obbligo morale giungere a verità certa

sabato 4 agosto 2018
2' di lettura

Bologna (askanews) - "C'è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospetti. Questo e l'unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervenuto in consiglio comunale a Bologna per il 38esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Per il ministro ci sono ancora "troppi lati oscuri, zone d'ombra che riguardano lo stesso Stato messo sotto attacco" da stragi come quella del 2 agosto 1980. "Ce lo dicono - ha spiegato nel discorso poi postato sulla sua pagina Facebook - le sentenze che hanno accertato depistaggi per impedire verità inconfessabili. E' ora di dire basta". "Rimango sempre sconvolto che dopo decenni i familiari riescono ancora a guardare un politico negli occhi e dirgli: forza, dateci la verità, è quello che mi è accaduto anche oggi mentre arrivavo qui", ha detto il guardasigilli. "E' incredibile, che dopo che lo Stato si è mostrato negligente per 38 anni, i familiari danno una lezione di civiltà che la politica non ham mai dato, dimostrano di voler credere nello Stato, questo mi onora e sento la responsabilità di essere qui. Voglio dirvi subito: non saranno le parole che pronuncerò adesso a rassicurarvi, di parole ne avetascoltate tante, voglio e pretendo da me stesso che saranno i fatti a dimostrarvi che c'è un impegno dello Stato nella ricerca della verità". "Tutti gli atti relativi ai processi sulla strage saranno digitalizzati e accessibili a tutti, consultabili da una platea più vasta possibile" ha aggiunto. "Questo è l'impegno del governo, è incredibile che lo Stato si sia dimostrato negligente per 38 anni e non abbia voluto far luce su verità incoffessabili su cui ora dobbiamo accendere un faro".

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"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

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"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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