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L'Aquarius torna in mare: non sbarcheremo mai migranti in Libia

sabato 4 agosto 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - La priorità assoluta è il soccorso di vite in mare. Con questa convinzione la nave Aquarius, operata in partnership da Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere è ripartita il primo agosto dal porto di Marsiglia, dopo oltre un mese di stop per accertamenti e aggiornamenti tecnici e strategici, in seguito all'Odissea della nave con centinaia di migranti a bordo conclusasi con lo sbarco nel porto spagnolo di Valencia, dopo il no di Italia e Malta. C'è stato un radicale cambiamento delle condizioni del contesto in cui operiamo nel Mediterraneo centrale, hanno spiegato in conferenza stampa a Roma da Sos Mediterranee: manca chiarezza da parte dell'Europa; si è rafforzato il ruolo delle autorità di competenza libiche in zona SAR e si è ristretto lo spazio operativo delle navi civili. Ma la Aquarius torna a operare nel rispetto di tutte le convenzioni internazionali. Attenderemo le istruzioni delle autorità libiche che coordinano le operazioni, dice Nicola Stalla, coordinatore Sar di Sos Mediterranee, ma non sbarcheremo mai i migranti in Libia: "Persone che dalla Libia fuggono non possono essere sbarcate in Libia se non in contravvenzione dei principi e delle normative internazionali". "Requisiti per un place of safety sono che la vita delle persone soccorse in mare non deve essere più a rischio e questo riguarda la necessità di accedere a cure mediche e bisogni fondamentali ma riguarda anche la possibibilità di accedere a forme di protezione internazionali, come l'asilo o alle procedure che si applicano a persone che fuggono in quanto esposte a violazioni e abusi, ed è il caso della Libia". C'è urgente bisogno di prevenire altre vittime in mare, spiega, i morti negli ultimi due mesi sono aumentati e c'è anche bisogno di fare chiarezza sull'operato della Aquarius e sul quadro normativo internazionale, vincolante per tutti. Da qui, anche l'idea di un diario di bordo aggiornato in tempo reale che tutti possono seguire su onboard-aquarius.org. "La situazione è molto confusa, ogni intervento di soccorso trova delle soluzioni ad hoc di volta in volta". Ma la nave, dopo il precedente, si è attrezzata per fronteggiare situazioni di prolungata presenza di migranti soccorsi a bordo. E Claudia Lodesani, presidente di MSF Italia aggiunge: "Non possono chiudere i porti a persone che hanno bisogno e rischiano di annegare, è un diritto a cui va data una risposta". "Noi abbiamo chiesto un incontro, per ora l'unico che ci ha ascoltato è stato il presidente della Camera Fico, per ora il ministro Salvini pur con una nostra lettera di richiesta di due mesi fa non ci ha dato appuntamento, siamo pronti a incontrarlo, se vuole ben venga".

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Londra, 16 mar. (askanews) - Mentre Donald Trump aumenta la pressione sugli alleati perché contribuiscano alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per una quota rilevante dei flussi mondiali di petrolio e gas, il premier britannico Keir Starmer afferma che Londra sta lavorando con partner europei e internazionali a un piano collettivo "praticabile" per ristabilire la libertà di navigazione e limitare le ricadute economiche della crisi.

"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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Roma, 16 mar. (askanews) - Kpop Demon Hunters continua a fare incetta di premi: alla 98esima edizione degli Oscar ha vinto come Miglior Film d'Animazione e Miglior Canzone Originale con "Golden", conquistando entrambe le statuette per le quali era candidato. In occasione dell'evento, inoltre, Audrey Nuna e Rei Ami, le voci delle protagoniste, le Huntr/x, sono salite sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per una speciale esibizione.

Un trionfo per il film d'animazione Netflix, già diventato il titolo più visto nella storia della piattaforma, vincitore già di due Golden Globes nelle categorie Best Motion Picture - Animated e Best Original Song, premi ottenuti anche ai Critics Choice Awards. Inoltre, "Golden" ha vinto anche un

Grammy Award: è la prima volta che un brano Kpop si aggiudica il premio internazionale per eccellenza nell'industria musicale.

Emozione sul red carpet per Maggie Kang, co-regista del film, in cui nella battaglia tra bene e male a suon di musica, c'è la mitologia tradizionale coreana.

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E la produttrice Michelle LM Wong ha aggiunto: "Questo evento rappresenta l'apice di tutto ciò per cui abbiamo lavorato, quindi siamo davvero felici di essere qui". "Siamo orgogliose". "È difficile dedicare così tanti anni della propria vita, per me sono sette anni, a lavorare su qualcosa che non si crede possa avere un impatto enorme, e penso che abbiamo lavorato davvero duramente per garantirlo. Ci credevamo davvero, è difficile, ma sai, devi crederci. Se non puoi, se non ci credi, nessun altro lo farà" ha raccontato ancora la regista.

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"Noi siamo parte dell'Unione Europea, siamo alla guida della missione Aspides, che credo debba essere rinforzata per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso e a Suez, continueremo a lavorare in quella direzione, ripeto, disposti anche a rinforzare la missione Aspides e la missione Atalanta, però non mi pare che siano missioni che si possono allargare allo Stretto di Hormuz, anche perché sono missioni che hanno compito una antipirateria e l'altro difensivo, quindi sono missioni diverse e ritengo che sia giusto continuare a lavorare nel Mar Rosso per garantire il traffico marittimo, la libera circolazione e per quanto riguarda Hormuz credo che debba prevalere la linea della diplomazia, si debba fare uno sforzo diplomatico aggiuntivo per garantire la libertà di navigazione a Hormuz che interessa non soltanto i paesi occidentali ma interessa tutto il mondo, Cina compresa". "Io credo che debbano essere rinforzati la missione all'interno del Mar Rosso, cambiare la missione mi pare complicato" ha aggiunto Tajani.

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