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Conte: su manovra se necessario disponibili ad altro intervento

sabato 17 novembre 2018
2' di lettura

Roma, 15 nov. (askanews) - Siamo disponibili a fare un altro intervento, se serve, ma la manovra è quella. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando da Abu Dhabi dove ha incontrato una rappresentanza di imprenditori italiani e il principe ereditario dell'Emirato, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. "Abbiamo deciso con una voce sola nel governo di avviare un dialogo in modo costruttivo, franco e sereno, convinti della nostra manovra: abbiamo fatto un intervento, riassunto nella lettera di Tria a Bruxelles, mantenendo i saldi finali ma facendo importanti correzioni nell'interesse degli italiani". Tra le correzioni elencate dal premier "l'incrementato del piano di dismissioni fino all'1% e la riqualificazione della spesa per gli investimenti, alla luce delle ultime tragedie del maltempo". Poi Conte ha precisato: "Se ci sarà necessità di fare un ulteriore intervento per tutelare gli interessi degli italiani siamo disponibili a farlo, ma la manovra è quella. Andiamo a Bruxelles in modo franco, sereno e quando incontrerò Juncker sarò lì a spiegare la manovra, ad ascoltare ma a ribadire le nostre convinzioni. Io mi siederò non per chiedere come modulare la procedura di infrazione ma per invitarlo a considerare di non avviarla". Poi Conte ha voluto rassicurare le imprese italiane. "Devono aver fiducia - ha detto - abbiamo già adottato delle misure a loro favore nel decreto fiscale e nella legge di bilancio e ne stiamo studiando altre". E ha ricordato la forza del "sistema Italia": "Qui ho trovato i rappresentanti di circa 600 aziende. Abbiamo un export che si aggira intorno ai 5,3 miliardi, una media nell'ultimo triennio".

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"Per ora, non è stato ritenuto opportuno lanciare un attacco di terra, motivo per cui non è stato effettuato. Ma quando arriverà il momento, torneremo sicuramente all'interno del Paese e ci opporremo al regime con tutte le nostre forze."

Huseyin Babasex, Segretario Generale dell'Organizzazione Iraniana per la Lotta del Kurdistan: "Questo è un campo per famiglie, ma le famiglie non vivono più qui dopo l'attacco. Erano molte. Subito dopo il bombardamento, a causa degli attacchi con droni e missili, abbiamo evacuato tutti."

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