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Orlando: Palermo pronta ad accogliere, posizione governo illegale

domenica 17 giugno 2018
2' di lettura

Palermo, (askanews) - "Siamo tutti contro i razzisti ma io rivendico il diritto di essere una città razzista, perché esiste una sola razza, la razza umana. Chi non capisce questo è un criminale nazista. Palermo proprio perché pensa che si sia un'unica razza umana non se la prende con Salvini ma con l'intero governo." Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commentando la notizia della volontà di chiudere i porti italiani alla nave Acquarius, espressa dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Troppo comodo dire che c'è un ministro scimunito che dice stupidaggini. E' chiaro che se questo ministro modifica la cultura si un popolo, fa tornare indietro questo paese che aveva acquisito come un principio comune e condiviso il principio dell'accoglienza. E' per questo che ho dichiarato che il porto di Palermo è pronto ad accogliere tutte le navi che salvino vite umane, e questa non è una posizione umanitaria. E' una posizione che rispetta la legalità dei diritti. Siamo in presenza di una palese violazione del diritto internazionale e del diritto di ogni essere umano di essere salvato quando è in pericolo" ha detto Orlando. "Io invito il presidente del Consiglio a chiedere un parere legale al suo ufficio legislativo e al Consiglio di Stato perché poi partiranno le denunce penali alla Corte di Giustizia dell'Aia se dovesse continuare questo comportamento. E' talmente evidente quello che sta accadendo, che non potrà che essere ritirato questo provvedimento; ma intanto si è prodotto il guasto in termini culturali. Si è introdotto un elemento di paura nei confronti dei migranti. Siamo noi invece che dobbiamo aver vergogna nei confronti di un governo come questo".

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"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente - ha ricordato il capo dello Stato - tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri".

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