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La Camera di Commercio Franco-Italiana premia la sostenibilità

domenica 17 giugno 2018
3' di lettura

Milano (askanews) - Letizia Moratti, Yves Perrier, Fabio Cerchiai, Mathieu Brissaud, e Marco Gualtieri, sono i rappresentanti del mondo economico premiati dalla Camera di Commercio Franco Italiana in riconoscimento delle loro scelte imprenditoriali che hanno segnato il rafforzamento dei rapporti economici e commerciali tra Francia e Italia con particolare attenzione al tema della sostenibilità. "Oggi la sostenibilità è un dovere che ciascun di noi, impegnato nel business, nelle associazioni nella politica, ha il dovere di avere sempre in mente - ha detto Denis Delespaul, presidente della Camera di Commercio Franco Italiana - Questo vuol dire rispetto per le generazioni future, rispetto per le diversità tra le persone, rispetto dell'ambiente. Questo è il senso storico che ognuno di noi deve avere più che mai". I riconoscimenti sono stati assegnati in occasione della quindicesima Cena di Gala della Camera di Commercio Franco Italiana che ha riunito a Milano, all'Unicredit Pavillion, oltre 350 rappresentanti del mondo imprenditoriale e finanziario dei due Paesi. Una serata che ha mostrato la concretezza dei rapporti di collaborazione tra Francia e Italia all'insegna della buona impresa. "Le relazioni tra Italia e Francia - ha affermato Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia - sono antiche e molto forti. Siamo l'uno per l'altro il secondo partner in Europa e questa sera abbiamo qui tantissimi attori e protagonisti di queste relazioni, sono loro che fanno gli 80 miliardi di interscambio commerciale tra i nostri Paesi; sono loro che fanno investimenti per centinaia di migliaia di assunzioni. E sono loro i portatori dell'innovazione che fa crescere i due Paesi". E' stata "la sostenibilità" il tema che ha caratterizzato la serata e guidato le scelte per l'assegnazione dei riconoscimenti. "Credo che la sostenibilità sia importante non solo come comportamento sociale o etico-aziendale, ma anche come garanzia di una profittabilità stabile nel tempo -ha detto il presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai - Perché se non si concilia l'interesse dell'azienda con l'interesse collettivo non si ottimizza il risultato; cioè non lo si rende sostenibile nel tempo. E credo che cercare l'ottimizzazione che è appunto la conciliazione tra interesse privato e interesse generale, sia fondamentale, sia un dovere etico, sociale, ma anche un interesse economico". "La sostenibilità è la parola chiave, però non è più uno strumento di marketing, ma un'esigenza concreta e un modo di gestire le imprese - ha aggiunto Marco Gualtieri, presidente di Seeds and Chips - i consumatori chiederanno sempre di più di verificare la sostenibilità di chi offrirà loro prodotti e servizi. Ma anche nell'ambito della ricerca di un lavoro le nuove generazioni preferiscono scegliere una azienda che abbia il rispetto di certi valori tra cui in primis la sostenibilità. Quindi nella ricerca di nuovi talenti è indispensabile non solo raccontare, ma dimostrare il proprio impegno concreto nella sostenibilità". Letizia Moratti ha proposto una riflessione ancora più ampia sul concetto di sostenibilità con l'obiettivo di dare una risposta concreta alla domanda di crescita e benessere che giunge dai paesi del continente africano. La strada che indica è la formazione imprenditoriale, come per esempio sta già realizzando la Fondazione E4Impact di cui è presidente. "Con l'ingresso nell'età lavorativa di circa 29 milioni di giovani africani all'anno - ha detto Moratti - non possiamo pensare che si fermi l'immigrazione verso l'Europa. Ma bisonga pensare che vanno aiutati questi giovani nei loro Paesi, e credo che Italia e Francia possano e debbano sentire questa responsabilità e lavorare insieme su questo progetto".

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Nuove soluzioni per aiutare la ricerca onco-ematologica

Milano, 25 giu. (askanews) - Una missione che si traduce in termini concreti, in investimenti costanti e continui per la salute delle persone. Johnson & Johnson è da oltre trent'anni in primissima linea in ricerca e sviluppo, con strategie volte a sviluppare nuove soluzioni per patologie gravi, come quelle relative all'onco-ematologia, tumori genito-urinari e tumori solidi come quello del polmone. Una delle patologie più diffuse che si sta cercando oggi di trattare con metodi innovativi e terapie target. "Il tumore del polmone oggi ha tante distinte patologie in una, che sono valutate attraverso il profilo biomolecolare. Per ogni sottodivisione abbiamo delle cure differenti, quindi non si può parlare di una aspettativa di vita unica, ma di tante aspettative diverse di vita, a seconda del sottotipo di tumore del polmone. Grazie all'avanzamento tecnologico e farmaceutico, oggi si riesce a parlare di una reale cronicizzazione, per una percentuale di pazienti che è al di sopra del 50%" ha dichiarato Diego Cortinovis, direttore di Oncologia Medica della Fondazione IRCCS di San Gerardo dei Tintori (Monza).

Tra i tumori dell'apparato genito-urinario, le novità riguardano il trattamento del carcinoma uroteliale e prostatico. Con passi avanti enormi, grazie a ricerca e sviluppo, rispetto agli ultimi vent'anni.

"Il trattamento del tumore della prostata è stato completamente rivoluzionato nel corso degli ultimi anni, principalmente grazie all'utilizzo di terapie innovative che spesso vengono somministrate simultaneamente, allo scopo di migliorare i tassi di cura dei nostri pazienti. E' sempre molto importante considerare che il tumore della prostata è una patologia estremamente eterogenea, che alcune volte addirittura non merita neanche di essere trattata, almeno inizialmente. Abbiamo capito che la biologia, essendo eterogenea, merita trattamenti differenti. In alcuni pazienti un trattamento intensificato è ciò che fa la differenza, in altri anche l'osservazione può essere molto importante, se la malattia lo permette, per garantire una qualità di vita opportuna e idonea" ha aggiunto Alberto Briganti, Professore Ordinario di Urologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Un percorso ancora lungo e difficile, che Johnson & Johnson porta avanti con costanza. A riprova di questo, gli oltre 50 abstract presentati dall'azienda ai prestigiosi congressi dell'American Society of Clinical Oncology e della European Hematology Association. Un impegno solido e continuo al servizio delle persone in difficoltà.

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Futuro Nazionale protesta sotto sede Rai contro la censura al partito

Roma, 25 giu. (askanews) - Al grido di "Generale" e tenendo striscioni con le scritte "Il futuro non si oscura" e "La Tv di Stato è di tutti", un piccolo presidio di "vannacciani" e simpatizzanti ha protestato sotto gli uffici della Rai in Via Alessandro Severo (davanti alla Cristoforo Colombo) a Roma.

"Un semplice presidio sotto gli uffici della Rai - ha scritto in una nota il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Rossano Sasso - si è trasformato in una vera e propria manifestazione di protesta contro la censura operata dalla televisione di Stato nei confronti di Futuro Nazionale".

Secondo Sasso, "sono mesi che oscurano un partito che ha 112.000 iscritti, 8 deputati, centinaia di consiglieri comunali in tutta la Nazione".

"Abbiamo denunciato la censura della Rai e la mancanza di pluralismo dell'informazione pubblica nel giorno in cui a Montecitorio si celebra l'ottantesimo anniversario della prima seduta dell'assemblea costituente, crediamo che il bavaglio messo al Generale Vannacci e a tutti noi non sia degno di un Paese democratico e il Governo è il principale responsabile di tutto questo", ha aggiunto.

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Tor Bella Monaca, un progetto per superare i pregiudizi

Roma, 25 giu. (askanews) - Dal percorso di co-progettazione del progetto BELLA - Fateci Spazio è emerso come Tor Bella Monaca sia un quartiere di cui molti parlano, ma che pochi conoscono davvero. Anche chi lo abita non sempre è consapevole delle risorse, delle opportunità e delle realtà che il territorio offre.

Per contribuire a superare i pregiudizi che ancora lo circondano, è stata ideata un'azione che utilizza le cartoline, simbolo del viaggio e della scoperta. Attraverso una cartolina si racconta un luogo e si crea una connessione tra persone che vivono nella stessa città, ma che spesso non si incontrano.

Le parole di Claudia Bernabucci, Presidente dell'Associazione Cubo Libro: "Progetti come Bella cercano di raccontare, insieme a tante altre iniziative, un altro volto, quello vero, quello vissuto realmente e non da cronaca delle periferie. Noi stiamo crescendo un sistema fatto di etichette e stereotipi che diamo sui luoghi senza renderci conto dell'impatto che questi hanno sulle persone e magari i bambini, le bambine, le ragazze, le ragazze che crescono in quei luoghi. I luoghi di periferia sono molto spesso i luoghi in cui il sistema concentra categorie di descrizioni come il disagio, come lo spaccio, come la povertà. Ma sono in realtà luoghi ricchi di complessità dove il numero delle persone amplifica il numero delle possibilità e delle storie che contengono."

L'obiettivo è avvicinare Tor Bella Monaca al resto di Roma, favorendo una conoscenza più autentica del quartiere.

L'intervista a Maria Sole Piccioli, responsabile Education ActionAid: "Portiamo delle cartoline che ritraggono Tor Bella Monaca ma come se fosse un vero e proprio posto turistico. Le cartoline sono state realizzate insieme a bambini e bambine delle scuole di Tor Bella Monaca proprio per lanciare un messaggio diverso: la periferia non è un luogo di disagio, di povertà e di spaccio o quantomeno non è solo quello ma è un luogo vivo pieno di speranza."

In occasione del 24 giugno, Giornata Nazionale delle Periferie Urbane, un gruppo di giovani ha distribuito le cartoline nelle fermate più frequentate della Linea C, invitando i passanti a scoprire il quartiere oltre gli stereotipi.

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Aurora Quattrocchi: ci siamo fatti fregare il nostro cinema

Roma, 25 giu. (askanews) - Un appello ad aprire le sale cinematografiche. E un sogno nel cassetto: fare un musical. Da Mary per sempre fino a "Gioia mia". Una carriera sul set. I riconoscimenti, dal David di Donatello al Pardo di Locarno, sono forse arrivati tardi. Ma per Aurora Quattrocchi, per tutti Rori, palermitana di 83 anni, che ha appena vinto il David di Donatello come miglior attrice per "Gioia mia", il tempo non conta. "E' stato giusto tutto ciò che ci accade, nel momento in cui ci accade. Le cose accadono quando devono accadere. Se sei partecipe della tua meravigliosa vita, se vivi insieme a lei quello che vuoi arriva sempre".

L'attrice è stata intervistata in occasione del Marefestival a Salina, dove ha ricevuto il Premio Troisi. Cosa direbbe Rori al cinema italiano? "Prima di tutto di riaprire le sale, non è vero che la gente non ci vuole andare più. Le sale cinematografiche devono essere belle grandi, i biglietti non devono essere numerati. È un orrore. La vogliamo finire?". "Il nostro cinema italiano, ma come ce lo siamo fatti fottere. Avremmo potuto fare scuola a tutto il mondo. Abbiamo avuto geni, di attori, registi sale cinematografiche tutte chiuse".

Aurora Quattrocchi ha ancora un sogno nel cassetto: "Fare un bel musical, io amo cantare molto e ho sempre cantato... ma ormai, una nonna che fa il musical ce la risparmiamo".

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