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US Trenton, Sea-Watch: in mare un numero imprecisato di dispersi

domenica 17 giugno 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - Una situazione tragica, con persone in mare da tre giorni in attesa del loro destino. Sono i 40 migranti a bordo della Us Trenton, la nave militare americana che sta aspettando di sapere dove poter far sbarcare i migranti. Ma ci sono anche 12 morti e un numero imprecisato di dispersi. Come spiega ad askanews Giorgia Linardi, portavoce in Italia di Sea-Watch 3, Ong chiamata dalla Trenton per effettuare l'operazione di trasbordo, poi mai avvenuta per mancanza di comunicazione da parte del centro di coordinamento. "Nelle ultime 48 ore Sea-Watch non ha avuto un ruolo attivo nelle acque del Mediterraneo nel senso che è rimasta in stand by e in attesa di istruzioni, con la nave militare Us Trenton che ha a bordo 40 sopravvissuti da un naufragio e poi si è allontanata procedendo verso Nord, ora si trova davanti al porto di Augusta, in attesa di istruzioni rispetto a uno sbarco. Si tratta di persone soccorse il 12 giugno, che avrebbero bisogno di essere portate a terra il prima possibile e di ricevere assistenza. Anche perché non si sa nulla delle loro condizioni di salute, non si sa quanti siano i dispersi. La Trenton aveva parlato di 12 cadaveri, ma non si sa quanti siano i dispersi. Si tratta di un gommone che di solito trasporta più di 100 persone, a volte 150. Una vicenda assolutamente tragica".

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"Al contrario - ha sottolineato Mattarella - si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell'equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità".

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Danzica, 25 giu. (askanews) - "Ricordate tutti, senza eccezioni, (...) in Polonia, (...) in Ucraina e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro soltanto sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia". Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk, all'apertura della Conferenza annuale per la ricostruzione dell'Ucraina, a Danzica.

Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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"Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo", ha concluso La Russa.

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