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Muccino: "A casa tutti bene" un successo perché muove emozioni

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - Il suo ultimo film, "A casa tutti bene", sta riscuotendo un grandissimi successo, e Gabriele Muccino è particolarmente soddisfatto di questo ritorno in patria. Al festival di Montecarlo dove è arrivato con la moglie Angelica Russo e la figlia Penelope, ha commentato così il consenso che sta riscuotendo il suo nuovo film "italiano". "Il cinema ha una funzione, che è quella di muovere emozioni, che siano della risata, o quelle del dramma o siano quelli della riflessione su noi stessi, comunque deve emozionare. E' un film che credo il pubblico ha intercettato dall'inizio come emotivo o emozionale, e questa caratteristica, unita a un grandissimo cast, ad una coreografia particolare che unisce la storia e gli abitanti di questa storia in modo nervoso, anche nevrotico a tratti perché comunque la costrizione a vivere insieme è un elemento molto importante della storia, ha creato una forte comunicazione tra i personaggi e il pubblico che li osserva e si riconosce in loro". Dopo quasi dieci anni trascorsi negli Stati Uniti, dove ha realizzato quattro film, da "La ricerca della felicità" a "Padri e figlie", il regista romano sembra convinto di voler riprendere il suo cammino artistico in Italia. "Tornando dai film fatti in America ho voluto tornare a fare un tipo di cinema che io ho fatto perché era la grande ispirazione a fare sempre meglio un certo tipo di cinema. Oggi sono tornato, l'ho rifatto e ho ritrovato quel pubblico. E' stato particolarmente significativo per me, e forse non solo per me, per il pubblico ma anche per il cinema in senso lato, che ha inseguito per anni delle commedie sempre un po' simili a se stesse. Forse questa scossa è importante e sana per tutti gli altri anche, per produttori, sceneggiatori, registi, attori. Credo che sia un bel momento ma non solo per me".

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L'autobiografia "Sulla giostra della vita" racconta senza filtri i momenti luminosi e le difficoltà incontrate nello show business. I proventi della vendita del libro spettanti all'artista sono devoluti al reparto che cura i tumori pediatrici dell'Ospedale Meyer di Firenze. Il disco inoltre è stato interamente suonato con pochissimo uso di campionamenti.

Tra le varie location in cui è stato girato il video di Radici (23) c'è anche la casa di Stefano, da cui è stata tratta la copertina stessa, scelta proprio per restare il più fedeli possibile alla storia narrata nel brano. Per rendere il racconto ancora più autentico e verosimile, gli attori sono stati scelti volutamente tra i membri della famiglia del cantante. Il bambino che canta nell'androne delle scale - presenza che punteggia l'intero video come un filo conduttore - è infatti il nipotino di Stefano, a cui somiglia molto. La madre, appena dopo aver dato alla luce il bambino, è interpretata da Lucrezia, nipote dell'artista, mentre la nonna, che interra il cordone ombelicale sotto le radici di un rosaio (da cui il titolo), è la signora Graziella, la madre. Questo gesto propiziatorio, secondo un'antica credenza popolare, avrebbe trasmesso al neonato la passione per la musica e per il canto.

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