CATEGORIE

Riparte "Ballando con le stelle", debutta una coppia di uomini

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Riparte, da sabato 10 marzo su Rai1, l'appuntamento con il dance show di "Ballando con le Stelle"; tredicesima edizione, quest'anno dedicata a Bibi Ballando che ha fortemente voluto fin dall'inizio lo spettacolo. Tredici i vip in gara, guidati da vere star internazionali della danza; tredici storie sorprendenti, tra attori, modelli, musicisti, sportivi. Al timone l'immancabile Milly Carlucci, con tante novità: "Non possiamo ripetere cose già fatte, schemi, movimenti, intrecci di storie. È complicatissimo". Dieci appuntamenti con un cast agguerrito, che si sfiderà ogni settimana per raggiungere la meta finale. Tra gli altri Gessica Notaro, miss sfregiata dal suo ex. Carlucci spiega: "E' un pezzo della nostra vita e della nostra storia su cui credo sia importante fare un'operazione di "noi ci siamo". Io sono donna e non potrei non esserci con le donne che subiscono violenza. Ma anche per dire: succedono delle cose orribili nella vita, c'è una strada per riprendere a vivere, e dobbiamo non mollare la speranza. Questa è Gessica". Molte le prove da affrontare con diversi stili di danza: balli caraibici, latino-americani, tango, e anche prove a sorpresa. Tra i concorrenti anche Cesare Bocci, il vice di Montalbano: "Avevo paura di una cosa che non sapevo fare. Ma mi avevano detto fallo perché è proprio divertente e tanto faticoso. Non potevo immaginare fosse così divertente e così faticoso". Il ballo? "Me la cavo, diciamo che me la cavo, ma quando viene un passo è una soddisfazione incredibile". Sul palco anche Eleonora Giorgi: "Non sono sicuramente dotata per il ballo, ma ho grande perseveranza e carattere, e voglio riuscire a farcela. Spero solo che la giuria sia sufficientemente comprensiva la prima puntata perché posso essere il tipico personaggio che cresce". Per la prima volta sul palco un uomo ballerà con un altro uomo. Giovanni Ciacci: "Da questa competizione mi aspetto solo di vincere, non temo nessuno perché sono l'unica star di questo programma". Tra gli altri concorrenti anche Amedeo Minghi, Stefania Rocca, Don Diamont, Akash. Sul palco Paolo Belli e la sua Big Band, mentre la giuria sarà composta da Guillermo Mariotto, Ivan Zazzaroni, Selvaggia Lucarelli, Fabio Canino, e Carolyn Smith.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews