CATEGORIE

"Moresche e altre invenzioni" il nuovo album di Maria Pia De Vito

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - E' uscito il nuovo album della cantante e compositrice napoletana Maria Pia De Vito, "Moresche e altre invenzioni". Il frutto di un lungo lavoro di ricerca, un qualcosa di inedito e totalmente innovativo nel panorama italiano e internazionale. "Moresche e altre invenzioni" è un progetto per un Large Vocal Ensemble, un coro di 22 voci, che si chiama Burnogualà e lavora sulle Moresche di Orlando di Lasso, intervallandole con delle invenzioni e introducendo elementi diversi rispetto alla composizione originale che è cinquecentesca e di solito viene eseguita a cappella da voci barocche". L'artista jazz ha riunito un insieme di voci interessanti e ha fondato l'Ensemble, che lei stessa dirige; oggi sono un gruppo autonomo di cantanti e ricercatori, con cui ha realizzato performance innovative, come quella a Ventotene durante il festival "Rumori nell'Isola" 2015. E con cui ora ha presentato ufficialmente il nuovo album, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, in cui sono accompagnati da pianoforte, contrabbasso, kora, balafon e si esibiscono insieme a molti ospiti tra cui Ralph Towner e Rita Marcotulli. Il risultato è improvvisazione, sperimentazione. "Le Moresche sono state scritte da Orlando dopo un periodo a Napoli e il linguaggio che si usa è un napoletano storpiato, che poi si è scoperto essere lingua Kanuri, una lingua africana e rappresenta litigi e bisticci fra schiavi e liberti che vivono a Napoli". Una Napoli rinascimentale in cui però c'era anche accoglienza. Quello che ne viene fuori, spiega Maria Pia De Vito, è uno spaccato sulla vita degli schiavi che vengono liberati e possono esprimere la loro cultura musicale. E non solo: "È un ciclo musicale pensato per la corte, per le feste, ha un carattere impertinente, divertito, pieno di doppi sensi, offre moltissimi spunti". "In fondo rappresentano il primo incontro tra la musica europea e quella africana 400 anni prima del jazz". Una festa musicale, un lavoro corale. Dopo l'Auditorium Parco della Musica si replica a Roma a Officina Pasolini e a luglio al Festival "I suoni delle Dolomiti" con un'esibizione all'alba in montagna. E dopo: "L'Ensemble è praticamente ormai una famiglia allargata"... "Sicuramente dopo questo progetto ce ne saranno altri, dopo un progetto del genere un gruppo è pronto a tutto, o quasi".

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews