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Beppe Grillo dà i numeri per un futuro governo in spiaggia

sabato 10 marzo 2018
1' di lettura

Milano, 10 mar. (askanews) - Beppe Grillo dà i numeri sul futuro governo in spiaggia Maggioranza scritta sulla sabbia, Ventimiglia (askanews) - Video show di Beppe Grillo, il garante del Movimento 5 Stelle dà i numeri sul futuro governo scrivendoli sulla sabbia. In maglietta e bermuda gioca a costruire i numeri delle possibili alleanze per formare un governo tenendo conto delle varie forze politiche in campo e cercando di far quadrare i conti. "La composizione per avere una democrazia e un governo in questo paese, allora, potremmo mettere il 32 del Movimento 5 Stelle più un 10, diciamo, del Pd, arriveremmo ad una maggioranza del 42, di qua abbiamo Forza Italia che sarebbe il 17 , cioè, il 16, il 15, non mi ricordo neanche più, poi Salvini il 17: 34. Poi rimangono fuori Libera e Bella (Ah) Liberi e Uguali 3% con la Boldrini, e poi di qua possiamo metterci tutti gli altri, con i Radicali. E poi, e poi ci manca qualcosa ah, forse ci sono, Dio mio, Fratelli D Italia, li possiamo passare sia di qua che di qua. Quindi potremmo avere un 42,5 e un 48,6, possiamo fare un buon governo, una democrazia e possiamo fare veramente una bella democrazia in questo paese!" dice Grillo alla fine distruggendo le scritte con i piedi. Il video girato a Ventimiglia e postato su Facebook e sul sito www.beppegrillo.it ha subito raggiunto migliaia di visualizzazioni.

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Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

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