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Crisi Usa-Iran, Rohani: Trump ignora il diritto internazionale

sabato 14 ottobre 2017
2' di lettura

Teheran (askanews) - Le accuse di violare sistematicamente l'accordo sul nucleare del 2015 rivolte dal presidente statunitense Donald Trump a Teheran hanno trovato una pronta replica dal parte del presidente iraniano, Hassan Rohani, già pochi minuti dopo il discorso in cui il presidente degli Stati Uniti negava la certificazione del rispetto dell'intesa minacciando di recedere dall'accordo. Rohani ha prima definito l'attacco di Trump come frutto di false accuse contro la nazione iraniana e poi ha attaccato direttamente la Casa bianca: "Invito il presidente degli Stati Uniti a studiare meglio la storia e la geografia e anche l'etica e gli impegni internazionali. Evidentemente Trump non ha correttamente studiato il diritto internazionale, altrimenti saprebbe che un accordo multilaterale, adottato dalle Nazioni Unite, all'origine di un documento delle Nazioni Unite stesse, non può essere invalidato da un solo presidente. Con ogni evidenza ignora che non si tratta di un accordo bilaterale tra Iran e Stati Uniti e vorrebbe fare di testa sua", ha concluso Rohani. Il presidente iraniano ha poi ricordato come in passato siano stati proprio gli Stati Uniti ad avere fatto ricorso alle armi nucleari, non una ma due volte e ha accusato Washington di sostenere il regime di Israele che si avvale del suo aiuto per costruire armi nucleari al di fuori di ogni controllo internazionale. Rohani ha poi concluso su un tono minaccioso. "Se un giorno i nostri interessi non fossero più difesi e se i nostri avversari non intendessero rispettare gli obblighi pattuiti sappiamo che l'Iran non avrebbe alcuna esitazione a rispondere in maniera adeguata", ha dichiarato Rohani.

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Greenpeace punta le termocamere sui rider: superfici fino a 80 gradi

Milano, 25 giu. (askanews) - Le immagini della termocamera mostrano l'asfalto e le superfici di lavoro arroventate dall'ondata di caldo che sta investendo l'Italia. A Roma, durante una giornata da bollino rosso, Greenpeace e Cgil hanno monitorato alcuni luoghi di lavoro frequentati da rider e operai, rilevando temperature superficiali molto elevate.

Nell'area della stazione Termini, punto di ritrovo per molti rider, la termocamera ha registrato picchi superiori agli 80 gradi. Nei cantieri monitorati in zona Piazza Bologna e all'Università La Sapienza sono stati rilevati valori superficiali compresi tra 60 e quasi 100 gradi, con le temperature più elevate registrate in prossimità di una gru in funzione.

Le misurazioni riguardano le superfici e non la temperatura dell'aria, ma secondo Greenpeace rappresentano un segnale delle condizioni estreme a cui sono esposti molti lavoratori che trascorrono ore all'aperto durante le ondate di calore. Secondo un'analisi diffusa dall'associazione, tra il 25 e il 27 giugno fino a un milione e mezzo di lavoratori in Italia potrebbero essere esposti a un elevato rischio legato al caldo estremo.

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Petrone sottolinea l'importanza dei legami tra Italia e Stati Uniti in molti settori, compreso il turismo, evidenzia come il rafforzamento dei collegamenti aerei e l'attività di promozione delle camere di commercio e delle istituzioni abbiano favorito scambi sempre più intensi. Grazie anche al lavoro di network e alle filiali delle multinazionali presenti in Italia, cresce l'interesse reciproco per investimenti, collaborazioni accademiche e iniziative innovative che avvicinano le due sponde dell'Atlantico. Oltre al turismo: l'Italia è uno dei Paesi maggiormente visitati dai cittadini americani, ci ricorda. Soltanto da Napoli si sono aperti 7-8 voli giornalieri, oltre che da Catania, da Palermo e quest'anno anche da Bari.

"In questo un grande plauso va al lavoro che fa la Camera di Commercio americana, che è la Confindustria americana in Italia" evidenzia. "All'interno del board della AmCham noi abbiamo tante aziende americane ma anche tante aziende italiane che hanno investito al di là dell'Atlantico, come le aziende americane hanno investito in Italia. In Italia abbiamo tante filiali importanti di grandi multinazionali, abbiamo un esempio anche dal punto di vista innovativo, vediamo l'Apple Academy a Napoli (Apple Developer Academy) fondata dieci anni fa dal professore Giorgio Ventre, con l'attuale sindaco Gaetano Manfredi, ma anche il grande lavoro che il rettore dell'Università Federico II, Matteo Lorito ha fatto per incrementare i rapporti con l'università, tra l'università italiana Federico II e l'università americana, aprendo un ufficio importante negli Stati Uniti, a New York. Io quindi sono sempre fiducioso e ripeto vedo il bicchiere sempre mezzo pieno", chiosa Petrone.

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