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Comuni del Lago di Bracciano in allarme: ecosistema a rischio

sabato 29 luglio 2017
2' di lettura

Trevignano Romano (askanews) - "Questo è il frangiflutti del lungolago di Trevignano dove manca un metro e sessanta d'acqua. Prima l'acqua arrivava fin qua e sbatteva sugli scogli": il ristoratore Carlo Franchini è preoccupato, come tutte le persone che vivono o hanno attività sul lago di Bracciano, per il livello dell'acqua. In uno dei paesi che affaccia sul lago, Trevignano Romano, il paesaggio è cambiato. "Adesso mancano due metri d'acqua, tutti i pontili sono asciutti, sta cambiando tutto l'ecosistema dell'acqua, nei primi venti, trenta metri di tutto il lago l'area è completamente cambiata, è irriconoscibile". Negli ultimi giorni il livello del Lago di Bracciano si è abbassato di 10 cm, arrivando a -163 cm rispetto allo zero idrometrico. Il lago di Bracciano è al centro di una polemica legata all'emergenza idrica nella capitale. È infatti uno dei bacini d'acqua che rifornisce Roma. Ma il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha ordinato la sospensione del prelievo per il rischio di una "catastrofe ambientale". Una scelta saggia, secondo Costantino Del Savio, presidente del consiglio comunale di Trevignano Romano. Anche perché il mancato rifornimento d'acqua a Roma da Bracciano non è la causa dei mali della capitale. "Se sono veri i dati di Acea - ha spiegato - il prelievo dal lago di Bracciano non è assolutamente necessario per il riforninmento di Roma. Acea ha sempre parlato di un prelievo che equivaleva al solo 8 per cento della necessità di acqua per Roma e gli altri comuni. Se è così sarebbe sufficiente che Acea, intanto, riducesse quelle perdite che ha sulla condotte, che sono pari a circa il 42% dell'acqua che preleva". Secondo De Savio, il sindaco di Roma Virginia Raggi ha raccolto troppo tardi il grido d'allarme lanciato nei mesi scorsi dagli amministratori dei Comuni che affacciano sul lago. "È da ottobre - ha sottolineato De Savio - che interloquiamo con regione ed Acea. La città metropolitana e il Comune di Roma a questi tavoli non si sono mai presentati. Se la situazione fosse stata affrontata in maniera seria nel momento in cui noi abbiamo lanciato l'allarme oggi Roma si troverebbe con un piano di emergenza già definito che non avrebbe messo in difficoltà i cittadini". Il sindaco di Roma ha annunciato la convocazione di un tavolo in campidoglio con la Regione e Acea per affrontare l'emergenza.

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