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Crisi acqua a Roma, Raggi: Regione e Governo facciano loro parte

sabato 29 luglio 2017
2' di lettura

Roma (askanews) - "È intollerabile che Roma venga privata dell'acqua. Sono estremamente preoccupata per i miei concittadini, per le attività commerciali e per le attività turistiche. Sono molto allarmata per quello che potrebbe accadere agli ospedali, alle case di cura, alle case di riposo e anche ai Vigili del Fuoco se dovesse essere tagliata l'acqua". Così la sindaca di Roma in una dichiarazione alla stampa improvvisata in Campidoglio sull'emergenza idrica a Roma, a poche ore dalla scadenza del termine per il razionamento. "Adesso ciascuna istituzione, compresa Regione e Governo, deve fare la sua parte e lo deve fare adesso, non è più possibile rinviare: non abbiamo tempo"; ha aggiunto Raggi. "Anche Acea ha fatto la sua parte - ha aggiunto - Si è immediatamente adeguata a quelle che erano le richieste sulle reti e già, su 5mila chilometri di rete, sono andati in riparazione oltre 2.500-3mila. Hanno sostituito già 50 chilometri di tubature, sono intervenuti sulle perdite, hanno ridotto le captazioni dal lago di Bracciano da 1800 litri/secondo a circa 1100. Stanno lavorando con una velocità mai vista su cose che non erano mai state fatte". "Io sono stata la prima ad intervenire proprio sul Lago di Bracciano - ha sottolineato la sindaca - Il 22 giugno scorso ho emanato un ordinanza proprio per regolamentare gli utilizzi dell'acqua e per tutelare il lago. Per questo l'ordinanza è stata oggetto di derisione ad opera delle stesse persone che oggi stanno attaccando". Ancora, ha spiegato Raggi "come sindaco della Città Metropolitana, ho immediatamente attivato un monitoraggio su tutti i piccoli prelievi che sono quelli di competenza della ex Provincia per verificarne gli utilizzi e verificare soprattutto che fossero effettuati all'interno delle norme previste. Insomma stiamo mettendo tutti quanti in campo azioni per ridurre i prelievi, ridurre le perdite ed effettuare attività che non venivano effettuate da anni. Tutto questo per tutelare al massimo il Lago di Bracciano", ha detto ancora.

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La scarsità d'acqua ovviamente rende difficile la produzione agricola, i campi appaiono estremamente secchi, la terra si spacca e per le piante è sempre più difficile crescere. Ma il livello basso del fiume significa anche problemi per che si muove lungo il Po. "La navigazione - ha spiegato Davide Martini dell'agenzia Tipo - è praticamente impossibile, è pericolosa anche per chi fa diportistica perché emergono alberi, ci sono dei resti di imbarcazioni, ci sono dei sassi e cose del genere che rendono tutto impossibile per il navigante".

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