CATEGORIE

Sanità: le quattro mosse per evitare la "catastrofe di Barnet"

sabato 4 novembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) -La maggior parte dei Paesi industrializzati dovrà a breve affrontare la crisi della sanità pubblica. La popolazione infatti sta invecchiando, vive più a lungo, ma è anche sempre più afflitta da patologie croniche che drenano via via risorse economiche crescenti fino al collasso del sistema di assistenza. E' la "catastrofe di Barnet" dal nome della cittadina inglese utilizzata per elaborare il modello matematico che incrocia invecchiamento della popolazione, patologie e spesa sanitaria. Nel corso de "Le giornale cardiologiche" - organizzate a Saint Vincent dalla Fondazione Iseni di Lonate Pozzolo - oltre 200 cardiologi si sono confrontati su come e se è evitabile la "catastrofe di Barnet". "Sicuramente è evitabile, e lo è attraverso il supporto dei medici che sono qui riuniti, che insieme possono fare attività di prevenzione per il cittadino che soffre", sottolinea Fabrizio Iseni, presidente della Fondazione Iseni di Lonate Pozzolo. Quattro i pilastri della strategia per evitare la catastrofe: curare l'alimentazione fin da piccoli; attività fisica; conoscenza del paziente; uso dell'alta tecnologia. Quattro pilastri cementati in una piattaforma di raccordo: la prevenzione, come spiega Andrea Macchi, direttore generale degli Istituti di ricovero e cura Gruppo Iseni Sanità. "Approfondiamo i quattro elementi. Curare l'alimentazione fin da piccoli vuol dire prevenire tutte le malattia metaboliche, pensiamo alla piaga dell'obesità e del diabete tipo 2. L'attività fisica serve al momento, ma soprattutto serve alla terza e alla quarta età: potersi mantenere con la capacità di mobilizzarsi e riuscire a raggiungere una toilette in età avanzata è una grande cosa e questo lo possiamo ottenere con un grosso allenamento. Tre, abbiamo detto una prevenzione con gli screening, ma mirati, sempre guidati dalla clinica. Se non conosciamo il nostro paziente tutti i check-up sparati nel mucchio non porteranno a nulla. Da ultimo l'alta tecnologia: esami di alta qualità presto, per trovare la patologia, se c'è, alla sua insorgenza e cambiarne il corso".

tag

Ti potrebbero interessare

Gerusalemme, frammenti di missili nei luoghi santi della Città Vecchia

Gerusalemme, 16 mar. (askanews) - Frammenti di missili e di intercettori sono caduti nella Città Vecchia di Gerusalemme, anche vicino ad Al-Aqsa e al Santo Sepolcro, dopo una nuova raffica lanciata dall'Iran verso la città.

La polizia israeliana riferisce che i detriti - alcuni di grandi dimesioni - sono stati trovati in più punti, compresi il complesso della Spianata delle Moschee, il Santo Sepolcro e il quartiere ebraico. Sul posto sono intervenuti agenti e artificieri per i controlli e la messa in sicurezza dell'area.

Resti sono stati trovati anche in un parcheggio della Città Vecchia. Si tratta di una delle aree più sensibili di Gerusalemme, dove sorgono luoghi sacri per le tre religioni monoteiste. Non si segnalano feriti né vittime.

TMNews

Iran, Trump su Mojtaba: "Non sappiamo se sia morto oppure no"

Washington, 16 mar. (askanews) - Donald Trump afferma di non sapere se Mojtaba Khamenei, nuova guida suprema dell'Iran, sia ancora vivo. Il passaggio segna un cambio di tono rispetto ai giorni scorsi: il 13 marzo il presidente americano lo aveva descritto come "vivo ma ferito", mentre ora ammette che Washington non sa con certezza chi stia davvero guidando Teheran.

"Molte persone dicono che è gravemente sfigurato - afferma Trump - Dicono che abbia perso una gamba, una gamba sola, e che sia stato ferito molto gravemente. Altri dicono che sia morto. Nessuno dice che stia bene al cento per cento. Sapete, non ha parlato. L'ayatollah stava seduto e vomitava odio da una sorta di trono. Non bello come un trono vero. Io preferisco molto di più il trono inglese. Però era una sedia vistosa. Ma da quella sedia spargeva odio. Lo vedevate spesso, giusto? Questo invece non lo abbiamo visto affatto. E questo può dipendere da molte ragioni diverse. Non sappiamo se sia morto oppure no".

TMNews

Iran, Trump: alcuni alleati non entusiasti di proteggere Hormuz

Washington, 16 mar. (askanews) - Il presidente Donald Trump ha criticato alcuni alleati degli Stati Uniti per la loro tiepida risposta al suo appello a contribuire alla protezione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz durante la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Per 40 anni vi abbiamo protetto e voi non volete essere coinvolti?", afferma Trump, che si è divertito a "mimare" le risposte esitanti di alcuni governanti stranieri, senza però dire apertamente quali fossero.

TMNews

Trump: "Risposta Francia su Hormuz non è perfetta, ma è la Francia"

Roma, 16 mar. (askanews) - La risposta del presidente francese Emmanuel Macron alla richiesta del presidente Donald Trump ai Paesi alleati di aiutare gli Stati Uniti a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz nel contesto della guerra contro l'Iran "non è stata perfetta": lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca prima di un incontro con i membri del consiglio di amministrazione del Trump Kennedy Center.

"Ho parlato con lui. Su una scala da zero a dieci, direi un otto. Non è perfetto, ma è la Francia. Non ci aspettiamo la perfezione", è stato il commento di Trump.

TMNews