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Redgrave regista per i rifugiati: un film perché stanno morendo

sabato 4 novembre 2017
2' di lettura

Roma (askanews) - Si intitola "Sea sorrow - Il dolore del mare" il documentario che Vanessa Redgrave ha presentato alla Festa del Cinema di Roma per sottolineare la cattiva gestione da parte dell'Europa dell'emergenza-rifugiati e il mancato rispetto delle Convenzioni dei diritti dei bambini. L'attrice, ambasciatrice dell'Unicef dal 1990, sempre in prima linea nelle battaglie umanitarie, per la prima volta si è messa dietro la macchina da presa, filmando la "giungla" di Calais, intervistando operatori britannici o politici come Lord Alf Dubs che si batte perché i minori rifugiati ottengano assistena in Inghilterra, ricordando, in prima persona, le occasioni in cui il suo Paese, in passato, ha dato supporto ai profughi. "Stanno morendo, muoiono, muoiono, muoiono, per questo facciamo questo film. Stiamo vivendo in un periodo terribilmente nefasto, di grande disprezzo per la gente, della gente qualsiasi, quindi naturalmente anche per i profughi. Io non posso capire come qualsiasi persona, sia politici conservatori, liberaldemocratici o laburisti, non sostengano questi diritti". Il viaggio di testimonianza della Redgrave ha toccato la Grecia, il Libano, Calais, Londra e l'Italia. E a proposito della gestione dei migranti nel nostro Paese la regista ha detto: "La maggior parte della gente qui in Italia secondo me è umana, cioè sentono la voglia di aiutare, solo che manca sapere come si può, perché i numeri sono grandi. Bisogna sempre fare il proprio meglio nelle cose. Io penso che il governo non sta facendo il suo meglio, assolutamente no. Non è il mio affare dire tutte le cose che non sta facendo. Tocca a voi dirlo".

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Kallas: l'Ue non ha interesse ad allargare missione navale a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) - I ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno mostrato "alcun interesse" ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell'Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l'Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell'Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

"Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c'è interesse a modificarne il mandato", ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles.

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Trump: chiesto alla Cina di rinviare il vertice con Xi Jinping

Roma, 17 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver chiesto alla Cina di rinviare di circa un mese il vertice con Xi Jinping previsto per l'inizio di aprile a causa della guerra in Iran.

"Ci stiamo lavorando in questo momento, stiamo parlando con la Cina. Mi piacerebbe molto ma a causa della guerra, voglio essere qui, devo essere qui - ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale - quindi abbiamo chiesto di rimandare l'incontro di un mese o giù di lì... È molto semplice, abbiamo una guerra in corso".

La Cina afferma di aver preso atto dei "chiarimenti" forniti dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, ha confermato che "le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire", ha affermato rispondendo a una domanda.

Il portavoce ha smentito che la visita sia collegata alla questione della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, dopo che alcuni media avevano suggerito che il rinvio potesse essere legato alla richiesta di Trump a diversi paesi, tra i quali la Cina, di contribuire alla riapertura dello stretto, bloccato dall'Iran in seguito all'attacco israelo-americano, che sta mettendo in grave difficoltà il transito del greggio.

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Cuba alle prese con un nuovo blackout generale

Roma, 17 mar. (askanews) - Nuovo blackout generale a Cuba. La compagnia elettrica nazionale (UNE), collegata al ministero dell'Energia, ha dichiarato sui social la "disconnessione totale del sistema elettrico nazionale".

Il Paese, che conta 9,6 milioni di abitanti, è soggetto da oltre due anni a ripetute interruzioni di corrente su vasta scala, che talvolta durano per giorni. All'inizio di marzo, due terzi dell'isola, compresa L'Avana, erano già stati colpiti da un'interruzione di corrente.

Ma questo nuovo blackout generale, il sesto dall'ottobre 2024, si è verificato in un contesto particolarmente teso. L'economia cubana è in forte crisi, paralizzata dal blocco energetico imposto da Washington dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro all'inizio di gennaio. Da due mesi, le forniture di petrolio provenienti dal Venezuela, principale fornitore dell'Avana, sono interrotte e l'amministrazione Trump minaccia di sanzionare qualsiasi Paese che invii petrolio all'isola caraibica.

In questo contesto, il persidente Usa, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato: "Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia". Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono in trattativa con L'Avana sul futuro del Paese, definendo Cuba "una nazione molto indebolita in questo momento".

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

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Libano, nuovi attacchi israeliani a Beirut e nel Sud del Paese

Beirut (Libano), 17 mar. (askanews) - Vigili del fuoco al lavoro dopo un attacco aereo israeliano nella notte sui sobborghi meridionali di Beirut, in Libano.

I raid, ha riferito l'agenzia ufficiale Ani, hanno colpito all'alba tre quartieri della città e diverse località nel Sud del Paese. Secondo l'agenzia, aerei israeliani hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik, mentre un attacco aereo ha colpito un appartamento in un edificio residenziale a Doha Aramoun, sempre nell'area meridionale. Israele ha confermato le operazioni, affermando di colpire Hezbollah, dopo aver annunciato l'avvio di "operazioni terrestri limitate" nel Sud del Libano.

Gli attacchi israeliani hanno provocato oltre un milione di sfollati dall'inizio del mese, ha reso noto il governo libanese. Le autorità hanno allestito 622 centri di accoglienza, che ospitano più di 130mila persone, mentre centinaia di famiglie risultano ancora accampate nel centro di Beirut e sul lungomare.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che i residenti del Sud del Libano non potranno rientrare nelle loro case fino a quando non saranno garantite condizioni di sicurezza per il Nord di Israele.

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