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Ambiente e finanza: investire in titoli low-carbon rende di più

sabato 4 novembre 2017
2' di lettura

Firenze (askanews) - Puntare sulla sostenibilità conviene, all'azienda, ma anche al risparmiatore e all'investitore. Dal 2011 a oggi, un portafoglio titoli di aziende a ridotte emissioni di CO2 avrebbe garantito un rendimento del 12 per cento in più rispetto a un portafoglio composto da aziende ad alta intensità di emissioni. A rivelarlo è una simulazione della Banca d'Italia sulle utilities del settore energetico europeo. Uno studio - tra i tanti che confermano il ruolo cruciale della finanza per velocizzare la transizione verso un'economia decarbonizzata - illustrato durante il 14esimo Forum internazionale di giornalismo ambientale organizzato a Firenze da Greenaccord e dai ministeri degli Esteri e dell'Ambiente. "Abbiamo visto che soprattutto negli ultimi anni dove è stata più intensa la decarbonizzazione, e le politiche per spingere la decarbonizzazione, la performance delle 'low-carbon' è stata nettamente superiore - conferma Ivan Faiella, senior economist Banca d'Italia - Se questa cosa continuerà sicuramente ci possiamo aspettare che un investimento low-carbon sia più sicuro e meno rischioso" Tra gli analisti finanziari il filone è sempre più noto e la finanza green non è più considerata un fenomeno di nicchia. I collocamenti di obbligazioni verdi nel mondo sono più che decuplicati in appena 5 anni e negli stati Uniti il valore dei portafogli gestiti da fondi "fossil-free" è cresciuto del 700% tra 2014 e 2016. "Ormai si è capito che la transizione può essere una grande opportunità di business, e serve non solo a fare del bene, ma anche a far crescere i profitti - aggiunge Enrico Giovannini portavoce Asvis, l'Alleanza italiana sviluppo sostenibile Ecco questo è una straordinaria opportunità per orientare risorse ingenti verso la transizione". Per velocizzare lo sviluppo di settori finanziari ed economici low carbon sono necessarie però politiche pubbliche chiare sull'obiettivo da raggiungere. Ma l'Italia in questo senso non brilla per coerenza. "Ogni anno il bilancio dello Stato trasferisce al settore privato 15 miliardi pe sussidi dannosi per l'ambiente - ammette Giovannini - anzi 16 miliardi, quelli a favore dell'ambiente sono 15: sì siamo un po' schizzofrenici". Il Forum Greenaccord vede nei quattro giorni di lavoro un serrato confronto tra esperti in cambiamenti climatici e finanza sostenibile, con l'obiettivo di trovare strumenti e occasioni per fare crescere la consapevolezza su questi temi fra gli operatori dell'informazione. "Viviamo in un tempo un po' paradossale in cui sia la politica ma anche l'opinione pubblica, e di conseguenza i media, vivono giorno dopo giorno solo sull'evento - spiega Andrea Masullo direttore scientifico Greenaccord onlus - C'è una grande difficolta a pensare sul significato dei grandi eventi climatici che si verificano al giorno d'oggi, e a pensare in una prospettiva a medio e lungo termine". luca.ferraiuolo@askanews.it

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Germania esclude la "partecipazione militare nello Stretto di Hormuz"

Roma, 16 mar. (askanews) - Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che la Germania "non parteciperà militarmente" nello Stretto di Hormuz, dopo l'appello lanciato dal presidente americano Donald Trump ai Paesi della Nato a contribuire a garantire un passaggio sicuro alle navi nella via di mare strategica che l'Iran ha chiuso al traffico Usa e ai suoi alleati.

"Una cosa è certa, posso dirlo per la Germania. Siamo pronti a garantire diplomaticamente il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, non ci sarà alcuna partecipazione militare", ha affermato Pistorius in conferenza stampa congiunta con l'omologo lettone Andris Spruds a Berlino.

"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

"Cosa si aspetta Donald Trump che una manciata o due di fregate europee possano realizzare nello Stretto di Hormuz che la potente Marina americana non possa fare da sola? Questa è la domanda che mi pongo", ha concluso.

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Hormuz, Starmer: piano con gli alleati per riaprire lo Stretto

Londra, 16 mar. (askanews) - Mentre Donald Trump aumenta la pressione sugli alleati perché contribuiscano alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per una quota rilevante dei flussi mondiali di petrolio e gas, il premier britannico Keir Starmer afferma che Londra sta lavorando con partner europei e internazionali a un piano collettivo "praticabile" per ristabilire la libertà di navigazione e limitare le ricadute economiche della crisi.

"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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Due Oscar a KPop Demon Hunters. La regista: bisogna credere nei sogni

Roma, 16 mar. (askanews) - Kpop Demon Hunters continua a fare incetta di premi: alla 98esima edizione degli Oscar ha vinto come Miglior Film d'Animazione e Miglior Canzone Originale con "Golden", conquistando entrambe le statuette per le quali era candidato. In occasione dell'evento, inoltre, Audrey Nuna e Rei Ami, le voci delle protagoniste, le Huntr/x, sono salite sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per una speciale esibizione.

Un trionfo per il film d'animazione Netflix, già diventato il titolo più visto nella storia della piattaforma, vincitore già di due Golden Globes nelle categorie Best Motion Picture - Animated e Best Original Song, premi ottenuti anche ai Critics Choice Awards. Inoltre, "Golden" ha vinto anche un

Grammy Award: è la prima volta che un brano Kpop si aggiudica il premio internazionale per eccellenza nell'industria musicale.

Emozione sul red carpet per Maggie Kang, co-regista del film, in cui nella battaglia tra bene e male a suon di musica, c'è la mitologia tradizionale coreana.

"Non abbiamo parole. È semplicemente incredibile... è stato semplicemente un viaggio incredibile.

E la produttrice Michelle LM Wong ha aggiunto: "Questo evento rappresenta l'apice di tutto ciò per cui abbiamo lavorato, quindi siamo davvero felici di essere qui". "Siamo orgogliose". "È difficile dedicare così tanti anni della propria vita, per me sono sette anni, a lavorare su qualcosa che non si crede possa avere un impatto enorme, e penso che abbiamo lavorato davvero duramente per garantirlo. Ci credevamo davvero, è difficile, ma sai, devi crederci. Se non puoi, se non ci credi, nessun altro lo farà" ha raccontato ancora la regista.

E parlando del successo incredibile per un film sudcoreano: "Penso che il pubblico sia semplicemente pronto per qualcosa di diverso e pronto per nuovi punti di vista, una nuova voce. Era la prima volta che presentavamo un cast coreano completo e la cultura coreana in un film d'animazione, e penso che le persone siano semplicemente pronte a vedere qualcosa di totalmente diverso, qualcosa che non hanno ma visto... ".

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Tajani: sì a rafforzare Aspides, complicato cambiare mandato missione

Roma, 16 mar. (askanews) - L'Italia è "favorevole" al rafforzamento della missione Aspides che opera nel Mar Rosso ma ritiene "complesso" cambiare il mandato, per allargare l'intervento nello Stretto di Hormuz.

Lo ha detto a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo, a margine del Consiglio Esteri dell'Ue, a una domanda sulla posizione italiana dopo che il presidente Usa Donald Trump ha chiesto agli alleati di contribuire a garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz.

"Noi siamo parte dell'Unione Europea, siamo alla guida della missione Aspides, che credo debba essere rinforzata per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso e a Suez, continueremo a lavorare in quella direzione, ripeto, disposti anche a rinforzare la missione Aspides e la missione Atalanta, però non mi pare che siano missioni che si possono allargare allo Stretto di Hormuz, anche perché sono missioni che hanno compito una antipirateria e l'altro difensivo, quindi sono missioni diverse e ritengo che sia giusto continuare a lavorare nel Mar Rosso per garantire il traffico marittimo, la libera circolazione e per quanto riguarda Hormuz credo che debba prevalere la linea della diplomazia, si debba fare uno sforzo diplomatico aggiuntivo per garantire la libertà di navigazione a Hormuz che interessa non soltanto i paesi occidentali ma interessa tutto il mondo, Cina compresa". "Io credo che debbano essere rinforzati la missione all'interno del Mar Rosso, cambiare la missione mi pare complicato" ha aggiunto Tajani.

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