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Dj Fabo, Cappato chiede l'immediato: voglio subito il processo

sabato 9 settembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - "Voglio andare direttamente a processo", a dirlo è Marco Cappato in un video messaggio in cui ha detto di aver chiesto di saltare la fase di udienza preliminare del procedimento che lo vede imputato per aver accompagnato in Svizzera il 40enne milanese Fabiano Antoniani, conosciuto come dj Fabo, a sottoporsi alla procedura del suicidio assistito. Il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, accusato di aiuto al suicidio, ha infatti chiesto il processo immediato. Una scelta che gli permette di bypassare l'udienza preliminare già fissata per 15 novembre prossimo davanti al gup di Milano Livio Cristofano. "A luglio - ha annunciato l'esponente Radicale - è stato chiesto il mio rinvio a giudizio per l'aiuto dato a Dj Fabo ad andare in Svizzera. Oggi ho chiesto il giudizio immediato, cioè di andare immediatamente a processo, perché voglio che in Italia finalmente si possa discutere di come aiutare i malati a essere liberi di decidere fino alla fine. Sia quando lottano per vivere, sia quando decidono di fermarsi". Cappato non ha dubbi: "Il processo sarà un'occasione per discuterne ed è bene che sia il prima possibile. Certo, dovrebbe occuparsene la politica, però la proposta di legge dell'Associazione Luca Coscioni, per l'eutanasia legale, è ferma da 4 anni in Parlamento. E c'è il rischio che non riescano a decidere nemmeno sul testamento biologico. Fabo ha avuto il coraggio di rendere pubblica la propria richiesta. Io spero che ora i parlamentari abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e di decidere finalmente". Il processo penale rappresenterà il terreno di scontro di una battaglia politica che il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni intende combattere il prima possibile: con la rinuncia all'udienza preliminare, "ci sarà il mio processo, senza ritardi".

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Roma, 24 apr. (askanews) - Mosca e Kiev hanno annunciato venerdì lo scambio di 193 prigionieri di guerra tra le due parti, con l'esercito russo che ha precisato che gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti hanno mediato l'operazione.

Nelle immagini di Afp, in un luogo non precisato, si vede il gruppo di 193 soldati ucraini liberati scendere dagli autobus e parlare al telefono, abbracciare i presenti e gioire, nell'ambito dello scambio con la Russia, una delle poche aree di cooperazione rimaste tra le due parti, mentre gli sforzi per porre fine al conflitto sono finora falliti. "È una sensazione indescrivibile. Non potevo crederci", ha detto uno dei prigionieri liberati.

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"Attualmente, il personale militare russo si trova sul territorio della Repubblica di Bielorussia, dove sta ricevendo l'assistenza psicologica e medica necessaria", ha dichiarato l'esercito russo in un comunicato stampa.

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Merz: "L'adesione immediata di Kiev all'Ue non è possibile"

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"Ho proposto di avviare un processo all'interno dell'Unione europea che preveda una strategia di preadesione per l'Ucraina, con l'adesione a pieno titolo come obiettivo finale, naturalmente, ma sono necessari passaggi intermedi. Ne ho discusso con il Presidente Zelenskyy in diverse occasioni negli ultimi giorni. Vorrei inoltre agevolare una maggiore integrazione nelle istituzioni europee, ad esempio attraverso la partecipazione ai Consigli europei, al Parlamento europeo o alla Commissione senza diritto di voto, oppure attraverso la graduale integrazione dell'Ucraina in ambiti politici, a seconda dei progressi delle riforme".

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"L'eccessiva concentrazione di queste risorse, il fatto che siano dominate da uno o due Paesi, rappresenta un rischio inaccettabile", ha detto.

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"Quello che stiamo facendo oggi è molto importante. Stiamo rafforzando la nostra relazione, e con questo memorandum d'intesa saremo più strategici insieme, raggiungeremo i nostri obiettivi molto più rapidamente di prima", ha aggiunto il commissario Ue Sefcovic.

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