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Indonesia, la difficile lotta a difesa degli uccelli del paradiso

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Sorong, Indonesia (askanews) - Nel profondo della provincia più orientale dell'arcipelago indonesiano, la Papua Occidentale, gruppi di appassionati bird watcher attendono pazientemente, nella giungla, con la speranza anche solo di una fugace occhiata al sempre più favoloso e favoleggiato uccello del paradiso, sontuosa e imperiale versione uscita dall'ordine dei Passeriformi. Una volta molto diffuso nelle soffocanti giungle di queste latitudini - sempre nere e misteriose per il Salgari Emilio dei nostri padri -, bracconaggio criminale e deforestazione hanno fatto scempio dell'habitat naturale dell'uccello del paradiso, decimando la popolazione di quelli che i locali chiamano cendrawasih. Per cui bisogna sapersi contentare, leccandosi pure i baffi, di un semplice scorcio lampeggiante e leggendario, nel folto della boscaglia. "L'ambiente naturale del cendrawasih è sempre più a rischio a causa delle attività umane, per lo più distruttive", sottolinea un ambientalista indonesiano. "In particolare, la deforestazione illegale e la conversione in campi agricoli delle foreste pluviali tropicali". L'arcipelago indonesiano ospita 41 specie di uccelli del paradiso, 37 dei quali sono stanziali nelle giungle della Papua Occidentale. E vengono considerati animali simbolo da proteggere e preservare. "Il cendrawasih è un esemplare davvero speciale, non a caso viene chiamato uccello del paradiso" spiega una guida locale di bird watching. "I suoi colori sono unici, molto diversi da quelli delle altre specie. Lo si trova solo da queste parti. Non ovunque". Nonostante le autorità abbiamo severamente vietato la vendita di questi esemplari, il commercio illegale, peraltro esteso a tutti gli uccelli esotici dell'arcipelago indonesiano, non fa che crescere, spesso alimentato da modalità di contrabbando atroci, in direzione del resto dell'Indonesia e di tutto il Sud-est asiatico.

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