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Simona Marchini: "Con Trame d'autore racconto il bello di Roma"

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Un progetto che unisce arte, letteratura e cinema. E' "Trame d'Autore", promosso e ideato da Simona Marchini, ospitato alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, fino al 5 novembre. Sei artisti, sei scrittori, sei registi: sei brevi cortometraggi, ciascuno nato dall'incontro tra uno scrittore e un artista. Come spiega Simona Marchini: "L'intento è di creare un intreccio, una coesione più o meno approfondita, tra la parola - si tratta di sei scrittori - e l'immagine figurativa, l'opera dell'artista, mediata dai registi e dagli attori. Si trova così un equilibrio tra tutte queste forme di espressione. Il segno che voglio dare è di una vitalità culturale di questa città. Non ne possiamo più di sentire solo il peggio di questa città, che esiste purtroppo, ma che naviga parallelo anche al di fuori di noi. C'è tanta gente di qualità a Roma, che ha voglia di essere riconosciuta, e questo è un segnale". Il filo conduttore? "Vogliamo difendere una identità culturale, non solo romana ma del nostro Paese. Trame d'autore fa parte di questo progetto più vasto e più profondo con l'aggiunta della parte visuale. Non c'è un tema unico, il tema è lavorare insieme, esser insieme, che è il messaggio più profondo che continuo a lanciare, perché insieme si diventa forti e si esiste". La difficoltà nell'unire diverse forme espressive? "Non è stato facile mettere insieme tutte queste espressioni e tante persone, ma con il lavoro e la pazienza, siamo riusciti a placare le ansie, i conflitti, le difficoltà, questa nostra coesione ci ha dato anche una grande forza". Dopo il Festival di Roma, il progetto va avanti. "Trame d'Autore non finisce qui, abbiamo in mente di proporre questi sei corti a tutti i festival possibile, portarlo anche fuori Italia".

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Bonelli (Avs): salvaguardare dignità Italia, via Meloni

Roma, 19 giu. (askanews) - "Pensavo di stare su 'Scherzi a parte', invece è tutto vero: le parole di Donald Trump sono la conseguenza della subalternità di Giorgia Meloni. In questo modo la premier ha rubato la dignità agli italiani. Io al posto suo mi farei da parte". Così Angelo Bonelli co-portavoce di Avs ha commentato con i cronisti fuori da Montecitorio, le parole del presidente Usa sulla premier Meloni, diffuse da La7.

Alla domanda se si sente di esprimere la solidarietà nei confronti della Premier Meloni per le parole del numero uno della Casa Bianca Bonelli ha risposto: "La solidarietà va agli italiani che purtroppo devono subire una presidente del Consiglio totalmente subalterna a Trump".

"Noi dicevamo a Giorgia Meloni di stare attenta, di non subire il ricatto di Trump sul 5% delle spese militari, sull'acquisto del gas' o quando lei diceva 'la guerra è illegittima, ma anche sì e anche no'. Queste sono le conseguenze", ha aggiunto.

"Penso che sia necessario salvaguardare la dignità degli italiani e penso che la cosa migliore sia che Meloni si faccia da parte e faccia a rappresentare l'Italia da qualcun altro. Noi siamo pronti", ha detto ancora.

"Al posto suo mi sarei profondamente vergognato: vedere la presidente Meloni fare la fila in attesa di un selfie con Trump è un qualcosa di incredibile. Questa è una cosa che l'Italia non può meritarsi", ha concluso.

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Al via il format The Visionary Exchange

Milano, 19 giu. (askanews) - Le aziende e i brand di successo individuano tra gli obiettivi principali un orizzonte chiaro: comprendere come cambiano le persone. E con esse le loro aspettative, le loro modalità di acquisto e tante altre abitudini correlate. Con questa idea nasce The Visionary Exchange, il nuovo format ideato da Scalapay, piattaforma leader del Buy Now, Pay Later nel Sud Europa, che ha riunito leader, manager ed esperti provenienti dal mondo del retail, della moda, del travel e della cultura. "Con The Visionary Exchange vogliamo creare un appuntamento fisso con professionisti e grandi brand di settore in cui scambiare opinioni su achievement personali, che poi possono avere anche un impatto nelle carriere professionali. Il core, comunque, resta quello di creare un luogo in cui si possono togliere un po' gli abiti di tutti i giorni ed essere autentici" ha dichiarato Luca Scelsa, CFO di Scalapay. Una prima edizione tenutasi a Milano che ha coinvolto tantissimi rappresentanti dei player più importanti della scena mondiale. In un contesto informale, ma non per questo meno performante.

"Il percorso che ci porta al risultato è proprio quello che ci fa capire come trovare nuovi risultati e nuovi successi. Senza quel percorso rimarremmo statici, senza trovare nuove innovazioni nel futuro" ha aggiunto Andrea Colaianni, Luxury Expert ex LVMH and Kering. Scalapay ha voluto creare uno spazio di confronto e di discussione. Dove poter mettere a terra idee e piani di sviluppo. Dove poter dare risposte alle richieste più attuali. Una indicazione generale su tutte: comprendere i cambiamenti culturali in atto si lega strettamente alla capacità delle aziende di innovare. Per cementare ancor di più quel legame tra brand e cliente finale.

TMNews

Rinnovata Casa dello Studente del Politecnico di Milano

Milano, 19 giu. (askanews) - È stata inaugurata la rinnovata Casa dello Studente "Leonardo da Vinci" del Politecnico di Milano, realizzata nel 1934 nel quartiere Città Studi, a pochi passi dalla sede storica dell'Ateneo, e rimessa a nuovo con un massiccio intervento di riqualificazione e ammodernamento. La scelta non è stata casuale, visto che in questo giorno l'ateneo si è issato all'87esimo posto nel QS World University Rankings.

"Il nostro obiettivo è continuare ad ampliare e dare opportunità agli studenti che vogliono studiare al Politecnico di Milano. Per loro è ammesso farlo indipendentemente dalle condizioni economiche, quindi è importante per noi sviluppare residenze studentesche. Questa è quella più antica che abbiamo a Milano, perché questo edificio del 1934, e aveva bisogno ovviamente di essere ristrutturata per essere resa più efficiente dal punto di vista energetico" ha dichiarato Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano.

La struttura conta 420 posti alloggio, 84 in più rispetto alla precedente configurazione. Ma non è la sola novità, visto che è stato riqualificato anche l'auditorium, così come la storica palestra è stata convertita in un campo da beach volley indoor: ambienti rinnovati per rispondere a tutte le esigenze degli studenti, per un investimento complessivo di 35,6 milioni di euro. Ha parlato così Graziano Dragoni, Direttore Generale del Politecnico di Milano: "L'esigenza è nata negli anni 2000, quando abbiamo deciso di sviluppare, anticipando i tempi, un processo di internazionalizzazione che oggi porta al Politecnico circa 9000 studenti internazionali. A Milano ce ne sono circa 20000, quindi quasi la metà sono "i nostri". Conseguentemente c'erano elementi di inclusività e attrattività a cui la residenza risponde in pieno".

La residenza è pensata per ospitare anche persone con disabilità.

"Attenzione all'accessibilità per dare l'opportunità alle persone con handicap di poter risiedere nelle residenze universitarie. E' un investimento importante, ma riteniamo sia fondamentale per poter continuare ad attrarre sempre le migliori menti, indipendentemente dalle loro condizioni economiche" ha concluso Sciuto.

Ora che la riqualificazione è stata completata, grazie agli investimenti ministeriali e regionali, il Politecnico di Milano può vantare una Casa dello Studente all'avanguardia, aumentando ancor di più il prestigio e l'attrattività di un ateneo in costante crescita.

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Obama inaugura la sua biblioteca: star e capi di Stato, senza Trump

Milano, 19 giu. (askanews) - Barack Obama ha inaugurato nella sua Chicago un centro culturale a lui dedicato, che comprende una biblioteca, come è tradizione per gli ex presidenti della Casa Bianca. All'evento sono stati invitati tutti gli ex inquilini della Casa Bianca in vita: Joe Biden, George W. Bush, Bill Clinton. Grande assente l'attuale presidente Donald Trump, non invitato.

C'erano invece capi di Stato da tutto il mondo, fra cui Angela Merkel, Matteo Renzi (presidente del Consiglio all'epoca di Obama) e Justin Trudeu, oltre al gotha dem del mondo della musica, dello spettacolo e del cinema.

Jennifer Hudson ha cantato l'inno, si sono esibiti anche Bruce Springsteen, Stevie Wonder, Eddie Vedder, che ha composto una canzone per l'occasione, John Legend, gli U2, Cristina Aguilera. C'erano Tom Hanks, Steven Spielberg, Oprah Winfrey.

Dal palco Obama, che si è commosso per le parole che gli ha dedicato la moglie Michelle, ha elogiato la democrazia "lenta, a volte inefficiente", ma "speciale e preziosa".

"Non ci saranno re né signori, né servi né sudditi, ma solo cittadini, ognuno di noi libero di perseguire la propria versione di felicità e in grado di determinare il nostro destino collettivo attraverso un governo rappresentativo eletto", ha detto Obama, infilando nella frase non a caso un "no kings", nome delle proteste contro Trump che si sono propagate in tutti gli Stati Uniti e da lì al resto del mondo.

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