CATEGORIE

Ue-Russia, Ministro del Commercio Eurasia: con Ue non c'è dialogo

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Verona (askanews) - Il problema? La mancanza di dialogo con la Commissione Europea. Ma la speranza della Commissione Economica eurasiatica è che con l'Europa, nonostante le sanzioni, si torni al tavolo dell'economia. Così in un intervista Veronika Nikishina, il ministro del Commercio dell'Unione Economica Eurasiatica: "L'Unione Europea ha sempre rappresentato per noi un partner fondamentale. Per tre dei cinque paesi dell'Unione Eurasiatica la UE è il primo partner commerciale, per gli altri è il secondo. Purtroppo nel 2014 i nostri scambi commerciali sono si sono pesantemente ridotti. Ma noi vediamo che nella prima metà del 2017 c'è una crescita del 25% rispetto all'analogo periodo del 2016. Noi speriamo che la nostra collaborazione commerciale si normalizzi. Purtroppo il dialogo attivo con la Commissione europea si è congelato in seguito agli eventi politici. Noi come Commissione eurasiatica siamo una commissione economica e la nostra Unione è meramente economica. Non possiamo discutere gli aspetti politici, ma quando vediamo che l'economia soffre a causa della politica, pensiamo che sia un errore storico. Il dialogo si può iniziare formalmente o informalmente per quello che riguarda la cooperazione economica. Devo dire che anche in questa prospettiva la nostra politica economica rispetto a paesi terzi è cambiata radicalmente negli ultimi anni: siamo passati dal protezionismo all'integrazione. Il protezionismo non compare ormai nella nostra tabella di marcia commerciale. E secondo noi è un grosso errore praticarlo. l'Unione Europea è sempre stata il nostro partner economico principale: la fetta europea dei nostri scambi commerciali è del 48%, ma come in fisica, se si lascia un vuoto, tende sempre a essere riempito. Ovviamente se continuerà a mancare il dialogo con l'Europa, questo porterà a spostare il dialogo verso qualche altra parte di mercato. Dispiace perché abbiamo alle spalle parecchi secoli di cooperazione commerciale. Noi pensiamo che sia giunta l'ora di passare al pragmatismo nelle nostre discussioni e lasciare la politica ai politici. E noi occuparci dell'economia, degli investimenti e non permettere altri errori".

tag

Ti potrebbero interessare

Biennale, Meloni: al posto di Buttafuoco non avrei aperto alla Russia

Milano, 30 apr. (askanews) - "Non so dire se le dimissioni della giuria della Biennale Arte siano collegate all'invio degli ispettori, io posso solo ripetere che la scelta che è stata fatta sul padiglione della Russia è una scelta che il governo ha dichiarato di non condividere, dopodiché la Biennale è un ente autonomo e Buttafuoco è una persona capacissima. Io questa scelta non l'avrei fatta al suo posto e questo è ciò che penso dall'inizio. Sugli ispettori credo si dovrebbe chiedere al ministro Giuli". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, commentando gli ultimi sviluppi dalla Biennale di Venezia.

"Rispetto l'autonomia della Biennale di Venezia e ritengo geniale la decisione dell'amico Buttafuco di consegnare i premi a fine Biennale e di sostituire i Leoni assegnati da una giuria di cinque persone con la scelta dei visitatori. Sarà una Biennale autonoma e democratica, meglio di così non poteva andare". Ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

TMNews

Terremoto alla Biennale, si dimette giuria: premiazione a novembre

Venezia, 30 apr. (askanews) - Non c'è pace per la Biennale Arte di Venezia, in un pomeriggio di sole e nel pieno dei preparativi per l'allestimento di mostra internazionale e padiglioni è arrivata la notizia delle dimissioni della giuria internazionale. Solange Farkas, che era la presidente, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi, dopo le polemiche per la scelta di escludere dai premi Russia e Israele e l'invio degli ispettori del ministero della Cultura, hanno rinunciato all'incarico, a nove giorni dall'inaugurazione.

Un vero e proprio terremoto che ha avuto immediate ripercussioni sull'organizzazione della Biennale: la cerimonia di premiazione, prevista per il 9 maggio, è stata spostata all'ultimo giorno di apertura, il 22 novembre e al posto dei premi della giuria dimissionaria saranno assegnati due "Leoni dei visitatori": uno per il miglior artista partecipante alla 61esima esposizione e uno per la migliore Partecipazione nazionale: a quest'ultimo premio concorrono tutte le partecipazioni, quindi anche Russia e Israele. Questo - spiegano dall'istituzione veneziana - in coerenza con i principi fondativi di apertura, dialogo, rifiuto di ogni forma di chiusura e di censura.

I voti per i Leoni saranno espressi dai visitatori con biglietto che avranno visto entrambe le sedi dell'Arsenale e dei Giardini.

Il cambio di data della premiazione non è una novità assoluta, era già accaduto nel 2021 per via del Covid, ma si tratta comunque di un evento eccezionale, che dà la misura delle difficoltà che la Biennale sta vivendo in questo 2026.

TMNews

Carburanti, Meloni: taglio accise non strutturale perchè esauriremmo risorse

Roma, 30 apr. (askanews) - "Non mi sento di dire oggi che rendo strutturale il taglio delle accise con la situazione economica che non sarà facilissima, rischieremmo di azzerare le risorse che abbiamo da qui a fine anno". Lo ha detto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri.

"Sono una grande sostenitrice del taglio delle accise ma si lavora per priorità è tagliarle costa molto per il beneficio che produce se diventa strutturale - ha aggiunto -. Chiaramente abbiamo immaginato un taglio che consentisse di bloccare un aumento che poteva impattare in modo significativo".

TMNews

Meloni sbotta: presento il Piano casa e mi chiedete di Minetti

Roma, 30 apr. (askanews) - Meloni perde la pazienza e sbotta durante la conferenza stampa al termine del Cdm che ha varato il Piano casa per una nuova domanda sul caso Minetti.

"Io due giorni fa - ha detto - mi sono presentata qui con un decreto che stanziava un miliardo di euro sul lavoro, che faceva una cosa che era stata chiesta per decenni dai sindacati e dalle parti sociali" e "mi avete fatto otto domande sul caso Minetti, va bene. Passano due giorni e mi presento con un altro provvedimento che stanzia 10 miliardi di euro per consentire agli italiani di avere 100mila case tra case popolari e prezzi calmierati in dieci anni e voi mi chiedete del caso Minetti. Adesso, posso chiedervi ogni tanto di parlare anche di quello di cui io sono responsabile e mi sto occupando. Perché le sue domande sono un po campate in aria. Nel merito ho già risposto, su Nordio ho già risposto. E se le mi chiede se ci fossero delle conoscenze...ma conoscenze de chi, de quando, di come, di che stiamo parlando, mi perdoni. Perché voi chiaramente domani fate il titolo su questo e il mio lavoro è diventato inutile anche oggi e questo non è giusto. Non è giusto perché penso che agli italiani interessino anche sapere cosa questo governo sta facendo per i loro problemi".

TMNews