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L'autismo non è sindrome per poveri: lo Stato è assente

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - L'autismo non è una sindrome per poveri: il trattamento per i bambini a cui viene diagnosticato un disturbo da spettro autistico è costoso. Ma le asl di riferimento non garantiscono la terapia più efficace secondo l'Istituto superiore di sanità, ossia il metodo ABA, sigla di Applied behaviour analysis, analisi del comportamento applicato. una terapia comportamentale che non è stata indicata chiaramente dai nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza. A denunciarlo è Alberto Zuliani, ex presidente Istat, oggi alla guida dell'Associazione "Una breccia nel muro" che tratta bambini tra due e 12 anni nei centri di Roma e di Salerno: "Le regioni, forti del fatto che i Lea non sono stati declinati in modo nitido, sono sfuggenti, magari non per cattiveria e malafede, ma non hanno il personale idoneo a fare quel tipo di trattamenti, che poi sono i metodi cognitivo-comportamentali; e il trattamento è molto costoso, quindi queste famiglie si trovano a essere sole di fronte a questa sindrome." Solitudine che racconta Esmeralda Acquaviva, mamma di Stefano, 5 anni, da due in cura presso il centro romano: "Stefano è arrivato qui che aveva già oltre tre anni e non parlava, non emetteva alcun suono e aveva dei comportamenti altamente problematici che gli impedivano di andare a scuola. Dopo 15 giorni a Breccia Stefano ha cominciato a comunicare con i pecs, che sono un sistema di comunicazione basato sulle immagini, e dopo due-tre mesi è partito il linguaggio e io ho avuto la gioia di essere chiamata mamma per la prima volta, quando mio figlio aveva quasi 4 anni, e di avere il primo bacio." Esmeralda si considera una persona privilegiata perché paga la retta con la vendita di una casa che ha ereditato: "Di mestiere faccio l'insegnante, quindi non guadagno moltissimo, e oltre 1.000 euro al mese sono dedicate alla cura di mio figlio, con grande gioia da parte mia perchè la nostra vita è migliorata. Usciamo, andiamo a fare la spesa, andiamo al supermercato, al cinema, ci facciamo una passeggiata insieme". Un problema sociale, sottolinea Zuliani: "se non si interviene precocemente anche la spesa sanitaria sarà estremamente elevata, perchè durerà per tutto il percorso di vita di questi bambini, che diventeranno adulti e saranno emarginati e che non riusciranno a entrare nella società civile e che non potranno neanche esprimere quello che sono capaci di esprimere".

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"Stiamo rompendo con la Chiesa per mantenere la fede? Si tratta di un falso dilemma. Apparteniamo alla Chiesa innanzitutto attraverso la fede, attraverso la professione integrale della fede della Chiesa", ha sottolineato il Superiore Generale della Fraternità, Davide Pagliarani, nella sua omelia, riporta Afp.

La Fraternità San Pio X, che conta circa 600.000 fedeli, è composta da cattolici fondamentalisti che si oppongono fermamente alle riforme liberali imposte dal Concilio Vaticano II negli anni '60.

Fondata nel 1970 dal controverso vescovo francese Marcel Lefebvre, la Fraternità ha provocato una rottura con il Vaticano consacrando quattro vescovi nel 1988.

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Secondo una nuova dichiarazione finanziaria obbligatoria per il 2025, Trump ha registrato nel suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca entrate per almeno 2,2 miliardi di dollari, grazie anche ai circa 1,4 miliardi provenienti dalle attività in criptovalute della famiglia, ma il presidente ha affermato di non gestire direttamente i suoi investimenti.

"Ci sono fondi che gestiscono i miei soldi. Beh, ho guadagnato un sacco di soldi prima di diventare presidente. E loro investono i miei soldi e io non parlo con loro....".

"Non so se ho avuto una carriera migliore in politica o negli affari. Ma ho avuto una grande carriera nel mondo degli affari. E di proposito, non parlo mai con nessuna delle persone che gestiscono i soldi" ha proseguito.

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