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Così Consob verificherà la Rendicontazione non finanziaria

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - "L'idea di fondo della normativa che ha reso obbligatoria per le aziende maggiori la Rendicontazione non finanziaria è quello di invitare le imprese a pensare in un'ottica di sistema, e non di breve termine, alle conseguenze che le loro azioni possono avere sul territorio, sull'ambiente, sul capitale umano. E non solo in termini solidaristici, ma proprio perchè viene ravvisato un valore intrinseco a un approccio di questo tipo, il che può generare redditività sul lungo periodo e quindi la possibilità di attirare investimenti, oltre ad innestare l'azienda all'interno di un tessuto ambientale e fare progredire tutto ciò che sta attorno all'impresa". Lo afferma Mauro Bellofiore, responsabile Ufficio analisi impatto della Regolamentazione della Consob che sovrintende alle iniziative sulla Rendicontazione non finanziaria, resa obbligatoria da un decreto del 30 dicembre scorso a partire dall'approvazione, nella prossima primavera, dei bilanci 2018. La Consob è l'organismo regolatore che vigila sulla Rendicontazione, che rappresenta un'evoluzione dei vecchi bilanci di sostenibilità che sinora molte imprese realizzavano volontariamente. "Entro l'anno - dice ancora Bellofiore - emaneremo il Regolamento attuativo del decreto che ha introdotto la Rendicontazione non finanziaria, col quale daremo delle disposizioni di dettaglio sulla modalità con cui la Consob esplicherà questa vigilanza. Nei mesi scorsi, dalla Consultazione pubblica sulla Bozza di Regolamento, che è andata molto bene e alla quale hanno partecipato imprese e organizzazioni imprenditoriali, sindacali e del volontariato, è emerso un grandissimo interesse, anche con sensibilità diverse: c'è chi ci chiede di essere molto rigorosi, chi invece ci chiede di procedere gradualmente, proprio perché si tratta di un nuovo adempimento. Le imprese obbligate sono le imprese quotate, più banche e assicurazioni (i cosiddetti enti di interesse pubblico), ma solo quelle che hanno almeno 500 dipendenti o determinati livelli di attivo o di fatturato. Ma anche le altre imprese più piccole, che non sono tenute, potranno presentare volontariamente una Rendicontazione ai sensi del decreto 254, sottoponendosi in questo modo allo scrutinio della Consob e potendo pubblicare una dichiarazione secondo cui la loro Rendicontazione è redatta con i crismi di legge". "Il numero delle imprese che potrebbero presentare il documento - specifica Bellofiore - è dunque indefinito, perchè c'è anche questo canale volontario. La legge ci chiede di verificare tre cose: che la dichiarazione sia stata presentata, che sia conforme ai criteri che ne disciplinano la redazione e che i revisori che sono incaricati di verificare il rispetto della normativa svolgano il loro compito. Nella bozza di Regolamento, a proposito dei revisori, abbiamo previsto che ci possa essere una "limited assurance", proprio per consentire un'entrata in vigore progressiva degli obblighi, anche se l'impresa può optare per una "reasonable assurance", per sottoporsi a una revisione più stringente dei contenuti".

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