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Guccini all'Ostaria delle Dame: esiste ancora, ma servono leader

sabato 28 ottobre 2017
2' di lettura

Milan (askanews) - Un rifugio dove ci si radunava per suonare e cantare ma non solo, un luogo di ritrovo entrato nella storia della musica italiana perché tassello fondamentale della storia di Francesco Guccini cantautore: tutto questo è l'Osteria delle Dame, locale di Bologna da lui fondato insieme a padre Michele Casati nel 1979, che dà il nome a una raccolta di concerti mai pubblicati e registrati proprio lì nei primi anni Ottanta in uscita in un cofanetto il prossimo 3 novembre con il titolo "Ostaria delle Dame". E proprio lì Guccini ha ricordato quel periodo irripetibile: l'Osteria sarà una casa della canzone d'autore. "Quando sono venuto qui dopo 47 anni, sono tanti, mi sono anche commosso perché ho ricordato queste volte così strane, questa enorme colonna che regge tutto quanto, tutta la gente che c'era, molti non ci sono più. Qualche amico mi ha detto che bello vedersi così in tanti come una volta e non siamo a un funerale" ha detto Guccini. "Erano altri anni, in un certo senso ci si chiudeva entro, fuori restava la bella Bologna di allora, mi dicono che è molto cambiata, che è diventata una città dove non è consigliabile di andare di notte alla stazione, allora fumavo ora sono due mesi e quattro giorni che ho smesso" ha aggiunto. È l'occasione per ricordare tanti aneddoti, l'amico musicista argentino Flaco che "mi veniva voglia di picchiare perché era troppo più bravo di me", le ragazze bellissime di quel periodo come solo a venti anni si può essere, gli amici di carte come Giulio, uno che non ci è mai riuscito di battere aveva più culo che anima, gli osti come il moretto che ora è bianchetto Perché gli anni passano per tutti". Tutto è successo all'Osteria delle Dame, un luogo che non c'è più ma che non è detto che non possa esistere ancora. "Può esistere, c'è bisogno di alcune persone leader in un certo senso, vedo che la gente si raduna ancora, però bisogna che si mettano insieme queste cose, che ci siano studenti universitari, che sia una città universitaria, che vengano studenti fuori sede è meglio, sono sempre i più liberi dai vincoli familiari e amavano molto di più stare fuori di notte, è difficile trovare quella atmosfera quel tipo di gen e che c'era allora" ha detto Guccini. Di musica ne ascolta poca, i rapper, che qualcuno ritiene i cantautori di oggi, li descrive così: "Alcuni sono abbastanza interessanti, ma non li ho ascoltati molto. Non seguo e non mi interesso più. Forse ci sono molti giovani cantautori in giro per l Italia ma è difficile entrare in un mondo molto più chiuso, fanno i talent ma di un genere molto diverso" ha aggiunto Guccini. La vita scorre più lentamente a Pavana, nelle montagne dove Guccini si è da tempo trasferito per vivere e da dove arrivare a Bologna "è un viaggio".

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