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Non si vive di solo Hirst: le prossime mostre di Palazzo Grassi

sabato 16 dicembre 2017
1' di lettura

Venezia (askanews) - "Il bello di un evento eccezionale è che è eccezionale, e un evento eccezionale riproposto ogni anno non ha più niente di eccezionale". Martin Bethenod, direttore e amministratore delegato di Palazzo Grassi - Punta della Dogana, saluta così la conclusione della pazzesca mostra di Damien Hirst e, con saggezza, apre le porte a un ritorno "alla normalità" nel museo veneziano, dopo gli otto mesi indimenticabili dedicati ai tesori dell'Unbelievable e alla loro colossale narrazione. Ma non di sola eccezionalità si può vivere, e dunque Bethenod presenta le due prossime mostre, una per ciascuna sede espositiva. A Palazzo Grassi si parte con una personale. "Una retrospettiva sul pittore tedesco Albert Oehlen, che secondo me sarà interessante perché Palazzo Grassi è un posto meraviglioso per la pittura, e infatti questa mostra di Damien Hirst è stata la prima che non ha usato Palazzo Grassi come luogo per la pittura". Punta della Dogana, dopo una mostra importante come Accrochage, ripropone invece una collettiva, formula che si adatta molto bene al patrimonio della collezione Pinault. "A Punta della Dogana ritroviamo quest'idea delle tematiche, che secondo me sono molto importanti perché consentono anche di presentare opere a volte difficili o sofisticate, con un fil rouge che le rende apprezzabili e capibili dal grande pubblico. A Punta della Dogana avremo la mostra Dancing with Myself dedicata all'uso che gli artisti fanno del proprio corpo, della propria immagine, della propria identità". Entrambe le mostre apriranno al pubblico veneziano l'8 aprile del 2018.

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"Porto Rubino pensa, musica non solo da ascoltare, ma da vivere, da sentire, Quella di Carmen Consoli, di Angelica Bove e di Erika Moo, con Concita de Gregorio, che andrà al di là della canzone, in un luogo magnifico che è Taranto, il 14 luglio per Porto Rubino pensa, poi ci spostiamo a Savelletri, al Parco di Calamasciola, il prato bellissimo, con la barca messa al centro e tutta la gente intorno a ballare, perché per l'appunto c'è Porto Rubino balla, solo musica elettronica, con Acid Arab, Frenetik, Jolly Mare e Dardust, in elettronico. E poi chiudiamo a Otranto, il 18 luglio, per Porto Rubino canta, nuovo cantautorato, apre Vale LP e poi ci sarà Nico Arezzo, Venerus e il concerto in conclusione di ditonellapiaga. Meno artisti, più tempo per godersi gli artisti e per vivere l'esperienza di Porto Rubino.

Il segreto di Porto Rubino è il fascino del luogo in cui si è ad ascoltare il concerto, banalmente il mare, le location meravigliose e inaspettate, ma c'è di più.

"Secondo me c'è una sorta di genuinità di fondo, le persone che vengono al festival sono felici, sono serene, non sono dei pazzi scatenati, vogliono vivere il luogo veramente con gioia e divertimento senza sopraffarsi" afferma.

Questo festival itinerante è nato dal concetto di accoglienza e di fratellanza in un momento in cui si parlava di porti chiusi. "Lo spirito del festival è quello dell'aggregazione anche nella diversità, è proprio la chiave di Porto Rubino" dice.

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