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Mobilità e sostenibilità, confronto intorno alla SEN

sabato 16 dicembre 2017
3' di lettura

Roma, (askanews) - Trasporti, mobilità, sostenibilità. Termini legati ma spesso troppo lontani. Che hanno però trovato una casa comune nella SEN, la strategia energetica nazionale, varata dal Governo lo scorso novembre dopo una lunga fase di consultazione pubblica. Una casa che è anche da mesi un luogo di confronto, divenuto costante, per i player e gli stakeholder del settore, guardando al traguardo 2030 ed al passaggio verso tipologie di carburanti a bassa emissione di gas serra durante il ciclo di vita, e a basso consumo di suolo. Sia per gli obiettivi rinnovabili che per l'efficienza energetica, è atteso comunque un forte ampliamento nel lungo termine del mercato mondiale dell auto elettrica. Se ne è discusso, per provare a capire se siamo veramente giunti all anno zero di questa transizione epocale, all'Antica Biblioteca della Link University, in occasione del convegno "Quale Mobilità Sostenibile" promosso in collaborazione con Askanews e con il sostegno di Iveco, Locauto e Snam, con il patrocinio dell'intergruppo parlamentare Globe Italia. Ribaditi alcuni concetti contenuti nella SEN: il gas, ad esempio, continuerà ad avere un ruolo chiave nella transizione energetica, insieme alla crescita delle rinnovabili, "poiché rappresenterà la risorsa di backup del sistema elettrico" dovendo però al contempo fronteggiare anche un mercato più incerto e volatile. Nello scenario delle azioni dettate dagli accordi di Parigi scaturiti dalla COP21, emerge inoltre un chiaro impulso al cambiamento modale, attraverso ad esempio iniziative tese alla riduzione della mobilità privata a favore del trasporto collettivo, alla cura del ferro in ambito urbano e nazionale, al potenziamento del trasporto collettivo urbano ed extra-urbano, alla promozione della mobilità condivisa basata sui servizi di bike, car e moto sharing a basse o zero emissioni. Fino alla integrazione tra i servizi di mobilità sostenibile (come strutture di sosta per i velocipedi o servizi di car e bike sharing in prossimità delle fermate del trasporto pubblico) e parcheggi di interscambio, sia ai confini dell area urbana, sia nei comuni dell area metropolitana. Tutto attraverso lo sviluppo di infrastrutture e servizi alla mobilità ad elevato contenuto tecnologico, in grado di favorire il superamento del modello tradizionale di trasporto, incentrato sull' utilizzo e possesso dell auto privata. E per le merci più logistica ottimizzata. Una mobilità tutta da leggere nell'ambito del percorso di decarbonizzazione richiesto dagli accordi di Parigi. Stella Bianchi, deputata del Partito democratico e presidente dell'intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia: "Significa da un lato continuare a investire sul trasporto collettivo e su forme di mobilità che stiamo sviluppando in questi anni e che erano state trascurate, come le ciclovie ad esempio, sostenendo lo spostamento di traffico anche in città dalle auto alle biciclette". "Dall'altro - ha aggiunto Stella Bianchi - c'è la grande sfida del futuro che viene da auto che non sono più alimentate da benzina o diesel ma che sono ibride o elettriche". E' questa "la direzione di marcia che il mercato si sta dando, con le scelte di grandi produttori e di grandi paesi, Cina in testa, che ha obiettivi di diffusione impressionanti per le auto elettriche nei prossimi anni". Se la SEN fornisce indicazioni strategiche, questa fase attuativa va costruita. Partendo ad esempio dall'importante lavoro che ha realizzato RSE attraverso proprio il dialogo con gli stakeholder e l'elaborazione di una road map della mobilità sostenibile. Un ruolo e soprattutto un metodo, quello proposto da RSE, che anche i lavori del convegno hanno evidenziato come potenzialmente centrali. Il presidente e ad di RSE, Stefano Besseghini: "La mobilità è importante ma non è un sistema". Anzi, secondo Besseghini, si tratta di "un tema che va ancora tutto affrontato nella sua capacità di dotarsi di strumenti adeguati, verso un sistema ed un settore in cui la digitalizzazione giocherà un ruolo non trascurabile perchè sarà il meccanismo con cui l'utente farà le scelte. L'utente nella mobilità fa scelte tutte le mattine, molte di queste scelte avverranno così sulle piattaforme digitali, quindi sarà questo un elemento sostanziale di cambiamento".

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Giappone, scrub e vapori: la "spa" per i peluche diventata virale

Roma, 29 apr. (askanews) - Qui vengono ripuliti, sistemati, tornano come nuovi. Una sorta di "spa" per i peluche più amati e "consumati" dai bambini. In questa lavanderia giapponese a Fuefuki, nella prefettura di Yamanashi, la "Cleaning Yonmarusan", prendersi cura di giocattoli come logorati Pikachu, orsetti e Hello Kitty è una missione. Masakazu Shimura è un professionista in questo senso con tre decenni di esperienza: gli fa una doccia a vapore li spazzola con cura dopo un delicato scrub a bolle e i suoi video sono diventati virali, è una celebrità.

"Uso una spazzola, se non lo fai non puoi davvero percepire la consistenza e la qualità delle fibre - spiega - inizio sempre con il lavaggio a mano direttamente sul tessuto. Mentre uso le mani, sento attentamente che tipo di materiale è e ne valuto le condizioni, così, massaggiandolo delicatamente con le mani mentre lo lavo".

"Questi oggetti custodiscono ricordi speciali - dice - vale anche per l'abbigliamento, ma ancor di più per gli animali di peluche, capiamo che i nostri clienti li considerano membri della famiglia. Ecco perché dobbiamo essere molto scrupolosi nel nostro lavoro per poter soddisfare adeguatamente le aspettative. È un processo in cui non possiamo abbassare la guardia. Quindi, quando li puliamo e quando i nostri clienti sono soddisfatti dei risultati, è davvero il momento in cui proviamo un forte senso di appagamento" dice.

Sebbene l'azienda pulisca peluche da decenni, negli ultimi anni gli affari hanno registrato un boom grazie ai post virali sui social, spinti anche dall'adorazione della Generazione Z per i peluche e dall'amore del Giappone per tutto ciò che è tenero e "coccoloso".

Oggi l'azienda pulisce più di 10.000 peluche ogni anno, rispetto ai circa 1.200 di dieci anni fa.

E Masakazu Shimura, che ne cura la comunicazione spiega che i peluche vengono restituiti come nuovi in soli tre giorni lavorativi e che, difficile a crederlo, clienti arrivano anche dall'estero:

"Ci sono davvero persone che vengono in Giappone appositamente allo scopo di far pulire i loro peluche. Li lasciano, si divertono a viaggiare per il Giappone e alla fine li riprendono per tornare a casa. In realtà abbiamo molti clienti così".

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Esercitazione anfibia congiunta Francia-Brasile al largo di Rio

Roma, 29 apr. (askanews) - Nelle immagini, le forze militari francesi e brasiliane svolgono esercitazioni congiunte al largo della costa di Rio de Janeiro e sull'isola di Marambaia. Le operazioni si svolgono nell'ambito della missione Jeanne d'Arc della marina francese. Impiegati circa 2.000 militari: la fase di addestramento presso il complesso navale Ilha do Governador di Rio, è stata seguita da una fase in mare con navi anfibie, navi di scorta e fregate, a cui ha fatto seguito lo sbarco.

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Obiettivo dell'esercitazione, spiegano le forze francesi, è "migliorare l'interoperabilità con le forze armate brasiliane e perfezionare le nostre procedure congiunte, in modo da poter essere impiegati in un'operazione al loro fianco".

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Washington, 29 apr. (askanews) - Re Carlo III d'Inghilterra ha dichiarato al Congresso degli Stati Uniti, fra gli applausi, che è necessaria una solida unità occidentale per garantire la pace in Ucraina, mentre la guerra continua a mettere alla prova la determinazione della NATO. "Quella stessa determinazione incrollabile è necessaria per la difesa dell'Ucraina, per garantire una pace veramente giusta e duratura", ha affermato, aggiungendo che la forza dell'alleanza risiede nel "cuore della NATO" e avvertendo che le nuove minacce richiedono uno sforzo maggiore in materia di difesa.

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Medici Emergency da Gaza: palestinesi sfiancati da fame e malnutrizione

Milano, 29 apr. (askanews) - "C'è stato un miglioramento per quanto riguarda la malnutrizione patologica, però viaggiamo sempre sul filo del rasoio e se non aumentano gli ingressi di cibo e di farmaci la situazione tornerà come prima". A raccontare ad askanews la situazione umanitaria della popolazione palestinese a 6 mesi dal cessate il fuoco di Israele è Irdi Memaj, medico di Emergency, dalla Striscia di Gaza, dove l'ong ha due cliniche in cui cura centinaia di pazienti ogni giorno.

"Per quanto riguarda la fame abbiamo l'ambulatorio che tratta i bambini dai sei mesi ai cinque anni, la malnutrizione è un po' diminuita rispetto al periodo in cui la guerra era in corso fino al 10 ottobre, però dai dati che vediamo c'è ancora un 4% di pazienti malnutriti, parlando di malnutrizione come patologia", ha spiegato.

"Però per quanto riguarda la fame in realtà i numeri sono molto più elevati - ha sottolineato - perché ci sono report che fanno vedere che il 77% della popolazione è in 'fase 3' per quanto riguarda la sicurezza alimentare, vuol dire che le famiglie mangiano solo una volta al giorno". A Gaza "una famiglia su 5 mangia solo una volta al giorno, oppure per riuscire ad avere l'adeguato introito di cibo deve entrare in meccanismi dannosi per la famiglia stessa che sono vendere i mezzi di produzione, far lavorare i bambini".

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