CATEGORIE

De Palo: Banche e famiglie, rapporto da ricostruire

sabato 9 dicembre 2017
3' di lettura

Trento (askanews) - E' il più importante, solido e indispensabile "ammortizzatore sociale"; garantisce servizi che il welfare state non riesce ad assicurare; cura bambini, anziani, soggetti deboli e -soprattutto - fa circolare l'economia. E' la famiglia, eppure, malgrado la sua centralità sociale ed economica, la famiglia è spesso dimenticata dal mondo del credito. La denuncia arriva da Trento, dal Forum delle associazioni familiari nell'ambito del 6° Festival della Famiglia, organizzato dalla PAT, Provincia autonoma. "Tante volte ci sono delle agevolazioni incredibili per quanto riguarda le imprese - stigmatizza Gianluigi De Palo, presidente Forum delle associazioni familiari - e non si calcola che mettere al mondo una famiglia, mettere al mondo dei figli, comperare una macchina più grande, equivale a imbarcarsi in una impresa molto grande. Allora le banche, e non solo le banche perché lo Stato fa la stessa cosa, e qui è il punto di riflessione, non tengono conto che la famiglia è anche produttrice economica; non è semplicemente una consumatrice, ma produce risorse e le produce per il bene comune". La scarsa attenzione da parte del mondo del credito alle famiglie è evidenziata anche dalle difficoltà di accedere a prestiti e finanziamenti da parte delle piccole imprese, realtà imprenditoriali quasi sempre a conduzione familiare. "I dati Ocse ci dicono che al 31/12 del 2014 in Italia avevamo 328 mila micro e piccole imprese; e quando si parla di micro e piccole imprese di fatto si parla di per sè di famiglie - dice Dionigi Gianola, direttore generale della Compagnia delle Opere - Quindi sostenere la micro e piccola impresa significa anche sostenere in automatico anche una famiglia". L'inversione di tendenza, è emerso durante il Forum delle associazioni familiari, può arrivare solo da un cambio di prospettiva che metta in primo piano lo sviluppo sociale. "Purtroppo oggi stiamo assistendo a delle politiche che vanno a rafforzare soprattutto il tema dello sviluppo economico, pensando che lo sviluppo economico sia alla base dello sviluppo sociali. - prosegue Gianola - In realtà dobbiamo ribaltare completamente questo paradigma perché è lo sviluppo sociale che poi genera lo sviluppo economico; e il primo soggetto è la famiglia". Ma non è solo questione di credito e risorse economiche. Altrettanto fondamentale diventa la capacità di agevolare il bilanciamento tra orari di lavoro e orari della vita extralavorativa. Una flessibilità che chiama in causa gli accordi tra lavoratori e imprese e che può rivelarsi positivo anche per i bilanci economici di queste ultime. "Abbiamo dei dati e degli indicatori - conclude il direttore generale della Compagnia delle Opere - che dimostrano che sostenere una famiglia e l'importanza della famiglia nel coniugare tempo della famiglia e tempo del lavoro aumenta anche la produttività nelle aziende stesse". Per raggiungere l'obiettivo di un maggior benessere sociale e di una miglior qualità della vita servono dunque leggi adeguate, sostegno economico alle famiglie e lungimiranza del tessuto imprenditoriale; ma anche un nuovo protagonismo degli stessi nuclei familiari. "Credo che in modo propositivo, le famiglie dovrebbero uscire dall'angolo in cui sono entrate; che è l'angolo 'dell'appartamento' immaginando che ognuna si possa salvare da sè - dice Jhonny Dotti, imprenditore sociale - Ma non è così: nel tempo dell'individualismo la famiglia non può essere l'individuo plurale; la famiglia deve ritrovare una capacità e la voglia di stare con le altre famiglie e di costruire degli spazi di socialità, di economia, cultura, di condivisione spirituale, insieme agli altri. Altrimenti la deriva funzionalista travolgerà le famiglie".

tag

Ti potrebbero interessare

Precarietà e diritti: l'Italia raccontata da The Care

Milano, 29 apr. (askanews) - Un'Italia che lotta tra precarietà e disuguaglianze, ma che prova anche a reagire attraverso partecipazione e impegno civico. È il quadro che emerge da The CARE, il progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento: in tre anni sono state coinvolte oltre 180 organizzazioni, 69 progetti e più di 33 mila persone.

Dai giovani alle prese con un lavoro instabile, ai riders spesso invisibili, fino alle comunità delle aree interne: storie diverse, unite dalla richiesta di diritti e opportunità. Un percorso che punta a rafforzare le comunità partendo dal basso.

"Il progetto The CARE è un progetto finalizzato alla promozione dei diritti e dei valori dell'Unione Europea, attraverso il supporto delle organizzazioni e della società civile. Si struttura in tre assi di intervento, supporto a dei progetti, capacity development, quindi formazione e sviluppo delle capacità e competenze dell'organizzazione e networking, ossia la creazione di un ambiente di autoaiuto tra le organizzazioni stesse" ha dichiarato Cosimo Chiesa, Responsabile The Care per ActionAid.

Non solo fondi, ma formazione, rete e strumenti per trasformare fragilità in partecipazione attiva con risulti concreti, visibili e duraturi nel tempo.

"In base alle diverse componenti del progetto, abbiamo raggiunto questi obiettivi. In termini di supporto finanziario, sono state raggiunte più di 33.000 persone. In termini di formazione, ogni organizzazione ha ricevuto 189 ore di formazione in diversi ambiti, che vanno dalla raccolta fondi alla comunicazione. In termini di attività di networking, è stato creato un percorso di elaborazione di un manifesto dell'organizzazione e della società civile, dove le organizzazioni stesse hanno buttato giù dei punti di miglioramento, di finanziamento alle piccole organizzazioni e di riforma del terzo settore." ha aggiunto Chiesa.

Un progetto che lascia un segno concreto: comunità più forti e cittadini più consapevoli. Perché il cambiamento, oggi, passa proprio da chi vive e costruisce ogni giorno i territori.

The CARE - Civil Actors for Rights and Empowerment è un progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento, cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma CERV.

TMNews

Iran, Von der Leyen: spesa import combustibili aumentata di 27 mld

Strasburgo, 29 apr. (askanews) - "In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza che ciò abbia comportato un solo kilowattora di energia in più". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando alla plenaria a Strasburgo.

"La strada da seguire è quindi evidente. Dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita a prezzi accessibili, dalle fonti rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha aggiunto.

TMNews

Ue contro Meta: inefficaci i controlli sugli under 13

Milano, 29 apr. (askanews) - La Commissione europea accende i riflettori su Meta: Bruxelles ha rilevato in via preliminare che Instagram e Facebook violano la legge sui servizi digitali (Dsa) per non aver diligentemente identificato, valutato e mitigato i rischi di accesso ai loro servizi da parte di minori di 13 anni.

"I nostri risultati preliminari indicano che, durante la creazione di un account, i minori di 13 anni possono aggirare con estrema facilità le restrizioni di età. Abbiamo inoltre concluso che lo strumento per segnalare i minori di 13 anni non è di facile utilizzo e spesso non prevede un adeguato follow-up", ha affermato la commissaria europea per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen.

Secondo la Commissione, tra il 10 e il 12% dei bambini sotto i 13 anni nell'Unione utilizza comunque le piattaforme, esponendosi a contenuti non adatti. Se le violazioni saranno confermate, Bruxelles potrà imporre a Meta una multa fino al 6% del fatturato globale annuo.

La replica dell'azienda: non concordiamo con le conclusioni, continuiamo a investire in tecnologie per individuare e rimuovere gli utenti che non raggiungono l'età minima richiesta e continueremo a collaborare con le autorità europee.

TMNews

Von der Leyen: conseguenze guerra Iran potrebbero durare per anni

Strasburgo, 29 apr. (askanews) - "Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo.

"Ed è per questo che il tema dell'energia era in cima all'ordine del giorno informale del Consiglio europeo. Si tratta della seconda crisi energetica nel giro di quattro anni. E la lezione da trarne dovrebbe essere molto chiara: la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati ci rende vulnerabili", ha aggiunto.

TMNews