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Turismo, Franceschini: Italia museo diffuso da valorizzare tutto

sabato 9 dicembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Sul turismo il sistema Paese deve fare un grande investimento, per non farsi sfuggire l'occasione del forte aumento dei flussi internazionali atteso per i prossimi anni. Entro il 2030 si stima una crescita media annua degli arrivi internazionali nel mondo di oltre il 3% che sfiora la cifra di 2 miliardi. La sfida per l'Italia è governare la crescita, per fare in modo che diventi strutturale e non contingente. Di questo si è discusso oggi a Roma al convegno "Come rendere strutturale il turismo italiano" organizzato dall'Osservatorio Parlamentare per il Turismo in collaborazione con Federturismo, durante il quale è stata presentata anche la terza edizione del rapporto di Federturismo Confindustria sulla "Programmazione regionale turistica 2017" ed è stata offerta un'anticipazione del rapporto 2017 dell'Osservatorio permanente Piani Strategici del Turismo di Confturismo Confcommercio e Ciset Università Ca' Foscari di Venezia "Segmentare per consolidare la crescita: la strada dei PST". Al convegno è intervenuto anche il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini: "In Italia parlare di turismo significa governare la crescita. Il Piano strategico del turismo è stato scritto insieme da privati e da istituzioni e consente di avere le linee lungo le quali poi ognuno fa la propria parte. In particolare, bisogna puntare su un turismo sostenibile, intelligente, in grado di portare ricchezza in Italia e di rispettare la fragilità delle nostre città d'arte, del nostro paesaggio, delle nostre bellezze naturali e, contemporaneamente, moltiplicare gli attrattori turistici internazionali per superare questo effetto distorto per cui alcuni luoghi italiani hanno già oggi un problema di sovraffollamento spesso insostenibili e altri luoghi stupendi che non attraggono turismo internazionale. L'Italia - ha concluso il ministro - è un bellissimo museo diffuso che va valorizzato tutto". Il presidente dell'Osservatorio Parlamentare per il Turismo e vicepresidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, Ignazio Abrignani sottolinea i passi avanti fatti in questa legislatura: "Sono soddisfatto del convegno che abbiamo organizzato oggi perché è emerso in maniera chiara da parte di tutti gli operatori sia politici che del settore che sono stati fatti dei passi in avanti da parte del turismo. Sia come dati, sia come risultati economici che come iniziative. Il Piano strategico del turismo ha avuto la sua importanza e dà delle prospettive di ottimismo per il futuro. Bisogna lavorare sulla burocrazia, su degli incentivi, ma soprattutto su delle norme di settore. Bisogna che ci sia il concetto che il turismo è un settore importante del Paese a cui dedicarsi, a cui dedicare norme specifiche nel settore del lavoro, dell'accesso al credito, del fisco. Le basi sono state gettate ma ci vuole un cambio culturale in questo senso, che è emerso in maniera chiara oggi dal convegno".

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L'Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all'ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l'accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. "Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all'estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta", dice.

Durante l'evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell'Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

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"Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l'importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud", dichiara.

Le parole dell'ammiraglio Wikoff restituiscono l'immagine di un comando che, pur evolvendo in un contesto geopolitico "dinamico", resta ancorato a due pilastri fondamentali: la cooperazione tra alleati e il radicamento nel territorio che lo ospita. Napoli, in questo senso, non è solo una sede operativa, ma parte integrante della proiezione strategica della NATO nel Mediterraneo.

Servizio di Cristina Giuliano

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