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Made in Italy, Aloisio e i segreti della sartoria d'eccellenza

sabato 9 dicembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Idee, genio e soprattutto mani uniche, nel segno di un'eccellenza, quella dell'alta sartoria maschile italiana, che sa trionfare nel mondo. Vestendo capi di stato, emiri, oligarchi russi, potenti imprenditori di ogni parte del globo. E' la vita stessa di Gaetano Aloisio, che dal suo altrettanto unico atelier romano di Villa Malta, ha scritto e continua a scrivere le sue personali pagine di questa storia di un'Italia vincente. Gli inizi in Calabria, un ragazzo che prova a rubare con gli occhi i segreti in una sartoria locale. Poi la formazione, Milano, le migliori sartorie di Roma, la maturità e la fama internazionale. Gaetano Aloisio: "Penso che oggi posso vantarmi di avere un'azienda che viaggia a gonfie vele nel mondo, che esporta i prodotti italiani, che impiega persone ed il mio invito è rivolto a tutti i giovani, affinchè seguano questa strada e questa mia esperienza per poter avere delle opportunità, come le ho avute io". Già perchè il sarto, italiano, che veste gli sceicchi, la casa reale del Qatar per esempio, da tempo guarda proprio al mondo dei giovani, e al futuro dei giovani italiani. In Cina ed in Russia le istituzioni gli hanno chiesto concretamente di aprire spazi di formazione giovanili per apprendere tutti i segreti dell'alta sartoria. In Italia siamo ancora ai desiderata, ai si potrebbe. Un cruccio, per chi da maestro sa di poter dare tanto. Ancora Aloisio: "Noi abbiamo problemi nel trovare mano d'opera per poter rispondere alla richiesta che c'è nel mercato estero. Si dovrebbe puntare di più a formare i giovani nelle scuole e vedere chi è più portato per certi lavori, indirizzandoli verso scuole professionali, per creare una nuova generazione di artigiani e di professionisti, una opportunità di poter lavorare data ai giovani perchè il mercato c'è e ce n'è tanto". Di sicuro ce n'è tanto all'estero, dove, come conferma Aloisio, cresce anche la conoscenza e competenza dei clienti stessi verso il prodotto di alta sartoria. Nella consapevolezza che un abito su misura è qualcosa di decisamente diverso: "Chi si fa un abito su misura lo fa perchè vuole valorizzare il proprio corpo ed essere unico. Nel senso che quell'abito che porta è fatto per lui, per il suo corpo, per migliorare e valorizzare il suo corpo. E per farlo sentire a proprio agio".

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"Questi oggetti custodiscono ricordi speciali - dice - vale anche per l'abbigliamento, ma ancor di più per gli animali di peluche, capiamo che i nostri clienti li considerano membri della famiglia. Ecco perché dobbiamo essere molto scrupolosi nel nostro lavoro per poter soddisfare adeguatamente le aspettative. È un processo in cui non possiamo abbassare la guardia. Quindi, quando li puliamo e quando i nostri clienti sono soddisfatti dei risultati, è davvero il momento in cui proviamo un forte senso di appagamento" dice.

Sebbene l'azienda pulisca peluche da decenni, negli ultimi anni gli affari hanno registrato un boom grazie ai post virali sui social, spinti anche dall'adorazione della Generazione Z per i peluche e dall'amore del Giappone per tutto ciò che è tenero e "coccoloso".

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E Masakazu Shimura, che ne cura la comunicazione spiega che i peluche vengono restituiti come nuovi in soli tre giorni lavorativi e che, difficile a crederlo, clienti arrivano anche dall'estero:

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