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Da Galleria a Fondazione Feltrinelli, la Prima fuori dalla Scala

sabato 9 dicembre 2017
1' di lettura

Milano, 7 dic. (askanews) - La prima della Scala esce dal teatro e si diffonde per la città, dall'Ottagono nella Galleria Vittorio Emanuele alla Fondazione Feltrinelli, dai luoghi storici simbolo di Milano a quelli che rappresentano il presente e il futuro di una metropoli europea. Sono oltre 50 gli eventi, tra proiezioni in diretta, concerti, reading e performance gratuite organizzati in una trentina di luoghi di Milano per la "Prima diffusa" dell'opera "Andrea Chénier" di Umberto Giordano che inaugura la stagione 2017-2018. Noi siamo andati in tre luoghi dove l'opera viene trasmessa in diretta: il più insolito è il passante ferroviario di piazza Repubblica, luogo di passaggio quotidiano dei pendolari che cambia veste nel giorno della festa dedicato al patrono della citta, sant'Ambrogio. "Andrea Chenier" appassiona anche alla Fondazione Feltrinelli, alla sua "prima" con l'opera scaligera. L'appuntamento più tradizionale e consolidato per la Prima diffusa è, invece, all'Ottagono della Galleria, dove l'opera attira anche chi è di passaggio alimentando curiosità e qualche lacrima. "Mi sto commuovendo. Non la conoscevo ma è spettacolare mi sto godendo questo imperdibile appuntamento" "A me piace, io sono di Parma e amo la lirica" "Ci piace molto. La settimana prossima la vedremo in Spagna, a Oviedo". "Molto bello e adatto a questa serata. Anche le luci sono belle, sembra riprodotta l'epoca rivoluzionaria". "Bellissimo e poi Milan è una gran Milan".

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"Uso una spazzola, se non lo fai non puoi davvero percepire la consistenza e la qualità delle fibre - spiega - inizio sempre con il lavaggio a mano direttamente sul tessuto. Mentre uso le mani, sento attentamente che tipo di materiale è e ne valuto le condizioni, così, massaggiandolo delicatamente con le mani mentre lo lavo".

"Questi oggetti custodiscono ricordi speciali - dice - vale anche per l'abbigliamento, ma ancor di più per gli animali di peluche, capiamo che i nostri clienti li considerano membri della famiglia. Ecco perché dobbiamo essere molto scrupolosi nel nostro lavoro per poter soddisfare adeguatamente le aspettative. È un processo in cui non possiamo abbassare la guardia. Quindi, quando li puliamo e quando i nostri clienti sono soddisfatti dei risultati, è davvero il momento in cui proviamo un forte senso di appagamento" dice.

Sebbene l'azienda pulisca peluche da decenni, negli ultimi anni gli affari hanno registrato un boom grazie ai post virali sui social, spinti anche dall'adorazione della Generazione Z per i peluche e dall'amore del Giappone per tutto ciò che è tenero e "coccoloso".

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E Masakazu Shimura, che ne cura la comunicazione spiega che i peluche vengono restituiti come nuovi in soli tre giorni lavorativi e che, difficile a crederlo, clienti arrivano anche dall'estero:

"Ci sono davvero persone che vengono in Giappone appositamente allo scopo di far pulire i loro peluche. Li lasciano, si divertono a viaggiare per il Giappone e alla fine li riprendono per tornare a casa. In realtà abbiamo molti clienti così".

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