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Philip Morris estende l'accordo col Mipaaf sulla tabacchicoltura

sabato 8 luglio 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Un investimento di 80 milioni di euro l'anno, con un obiettivo di collaborazione fino al 2020 e un potenziale investimento complessivo fino a 500 milioni di euro per l'acquisto di tabacco coltivato in Italia. È quanto prevede l'accordo tra Philip Morris Italia - affiliata italiana di Philip Morris International Inc. (PMI) - e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali (MIPAAF), di cui il ministro Maurizio Martina e l'ad di Philip Morris Italia Eugenio Sidoli hanno firmato l'estensione annuale. Dopo il recente annuncio dell'espansione della capacità produttiva dello stabilimento per prodotti senza fumo a Crespellano, nel bolognese, continua a rafforzarsi la presenza di Philip Morris sul territorio italiano. L'ad di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli: "L'accordo che abbiamo firmato oggi è l'accordo annuale di questo accordo quadro firmato nel 2015 che copre il periodo 2015-2020. Rinnoviamo l'accordo per l'anno in corso quindi per la raccolta che sta per venire, è un accordo importante perché garantisce volumi e quindi rinnoviamo il nostro impegno nei confronti del ministero per i volumi che andremo ad acquistare". Con acquisti pari a circa il 50% dell'intera produzione nazionale di tabacco, PMI ha sostenuto il settore nello sviluppo di un modello innovativo di gestione agricola, il cui centro è rappresentato dai coltivatori, e che garantisce prevedibilità commerciale, sostenibilità di lungo periodo e una migliore competitività. Uno sviluppo di cui beneficia il tabacco italiano di altissima qualità coltivato in Campania, Umbria, Veneto, Toscana e alta Valle del Tevere. Sul fronte della tutela ambientale, poi, particolare attenzione sarà messa sulla sostenibilità dei processi produttivi nella coltivazione del tabacco e nella riduzione delle emissioni di CO2, promuovendo l'utilizzo di carburanti non fossili, ottimizzando lquello dei fertilizzanti e riducendo al minimo l'uso di pesticidi chimici.

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Ferrara, 27 giu. (askanews) - La seconda ondata di calore del 2026 colpisce anche il fiume Po: il più lungo corso d'acqua dolce d'Italia, risorsa fondamentale per tutta la pianura Padana, sta raggiungendo livelli record di siccità, con le acque sempre più basse e difficoltà che si ripercuotono sull'intero ecosistema fluviale. "Oggi siamo a circa 15-18 km di risalita - ha detto Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio di bonifica Delta del Po - siamo quasi alla metà di quel valore. La questione è che siamo partiti un mese prima, perché questo valore nel 2022 o questa crisi sia registrata verso la metà del mese di luglio. La stiamo registrando dalla metà del mese di giugno, quindi partendo un mese prima per via della carenza della risorsa in tutto il bacino del Po, la paura è che quest'anno si toccheranno o si batteranno record negativi".

La scarsità d'acqua ovviamente rende difficile la produzione agricola, i campi appaiono estremamente secchi, la terra si spacca e per le piante è sempre più difficile crescere. Ma il livello basso del fiume significa anche problemi per che si muove lungo il Po. "La navigazione - ha spiegato Davide Martini dell'agenzia Tipo - è praticamente impossibile, è pericolosa anche per chi fa diportistica perché emergono alberi, ci sono dei resti di imbarcazioni, ci sono dei sassi e cose del genere che rendono tutto impossibile per il navigante".

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Impressionante il numero di stranieri, che sono arrivati per festeggiare lo scooter da ben 67 nazioni diverse. E questo vespista americano è arrivato qui da San Antonio, Texas. "Abbiamo portato la Vespa dagli Stati Uniti - ha detto David Baamonde - l'abbiamo portata in Germania e poi in furgone fino in Austria. Dall'Austria poi ho guidato la Vespa fino a Roma, e ci sono volute due settimane".

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