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L'amore ai tempi delle scritte oscene: Favelli a The Open Box

sabato 8 luglio 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - E' possibile che una serie di scritte, fondamentalmente oscene, su alcune pareti della stazione di Messina marittima possano diventare arte? La domanda ne sottintende molte altre, soprattutto quella, infinita, sul senso del contemporaneo e, di conseguenza sul suo valore. Non è questa la sede per rispondere a tutto, ma si può fare un esperimento, si può entrare da The Open Box a Milano e provare ad ascoltare che cosa hanno da dirci queste parole sgrammaticate e pornografiche che l'artista Flavio Favelli ha riportato sulle pareti bianche dello spazio diretto da Gaspare Luigi Marcone, dando vita alla mostra "Fami male", curata da Neve Mazzoleni. "Sono undici iscrizioni, quasi sicuramente dello stesso autore anonimo - ci ha spiegato - che offre se stesso, cerca compagnia, a un orario molto preciso, dalle 11 all'una di notte, e si presenta di persona, perché non abbiamo tracce di numeri di telefono o di contatti per raggiungerlo. Noi abbiamo scelto tre frasi, che nella trascrizione completa sono quelle più corpose in termini quasi letterari". Letteratura, oscenità, effimero, desiderio di riconoscimento, in fondo semplice desiderio d'amore. La narrazione che emerge, a brandelli verrebbe da dire, dalla lettura, ma anche solo dallo sguardo su queste misteriose parole, sembra venire da lontanissimo, da una dimensione di solitudine e di distanza da tutto, che forse solo un luogo di transito, come una stazione, ma anche come un garage se ci pensate bene, riesce a farci intravedere. Ma non basta. "La posizione dove si trova tutta l'iscrizione completa, che è composta di undici tappe, e Flavio la definisce quasi una Via Crucis - ha aggiunto Neve Mazzoleni - è in uno spazio nel quale non passerà nessuno, per cui è un'offerta che non verrà mai raccolta, quasi un urlo di amore e di attenzione che non verrà raccolto". In questa impossibilità, in questa inutilità, ci pare di scorgere un legame profondo con ciò che ogni giorno proviamo - con pochissimo successo, è evidente - a definire come arte contemporanea. In tal senso le parole riportate da Favelli, nella loro natura più pura - la grafia leggera, la matita azzurra - diventano testimonianze. Non prove, ma possibili strade per guardare oltre, per provare a pensare oltre. Sapendo che, al di là della siepe, ognuno troverà probabilmente qualcosa di diverso.

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Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

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