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La pasta e gli italiani: un amore quasi assoluto, al 99%

sabato 17 giugno 2017
2' di lettura

Predazzo (askanews) - La pasta e gli italiani: un amore che dura nel tempo, più forte delle mode alimentari e di nuovi stili di vita. Praticamente tutti, o quasi, gli italiani mangiano pasta: sono il 99 per cento e in media la consumano circa 5 volte a settimana. Lo rivela una ricerca di Doxa commissionata da AIDEPI, l Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, che ha lanciato l indagine in occasione dei 50 anni di vita della cosiddetta "legge di purezza sulla pasta", una normativa dei pastai con le regole che fissano i limiti qualitativi per produrre la pasta che il mondo ci invidia. "La legge difende l'eccellenza della pasta italiana", ha spiegato Riccardo Felicetti, presidente dei pastai di Aidepi: "E' stata la legge che ha favorito l espansione a livello planetario della pasta - ha spiegato - perché le ha dato delle regole e la capacità di essere un veicolo importante della cultura alimentare italiane e soprattutto una locomotiva del food e degli ingredienti del primo piatto all italiana". Dallo stabilimento Felicetti, a Predazzo, tra le Dolomiti, il presidente della sezione pasta di Aidepi, ha parlato di cottura al dente, un aspetto che secondo la ricerca Doxa è per il 76% l elemento decisivo quando scegliamo la pasta al supermercato. "Il segreto della tenuta della cottura è la capacità del pastaio di interpretare la materia prima, di utilizzare le sue caratteristiche fondamentali come il glutine e la tenacità del glutine. In cottura poi non bisogna abbandonarla perché in cottura la pasta soffre di solitudine". E l'alchimia della pasta perfetta sta a cuore a tanti italiani, soprattutto a quel 46 per cento che dichiara di mangiarla tutti i giorni. Un amore che a volte diventa un'ossessione, come ha spiegato Luigi Cristiano Laurenza, segretario generale dei pastai di Aidepi, nel commentare l indagine Doxa: "Un altra curiosità sono gli incubi dei consumatori italiani nel cucinare la pasta. Hanno paura che possa rompersi, che possa attaccarsi, che il condimento non sia sufficiente o addirittura che le porzioni non lo siano". Altro elemento chiave a garanzia della qualità, secondo gli intervistati, è la mano e la passione dei pastai, responsabili della scelta delle materie prime e chiamati ad adattare la tecnologia ad esse. "Solo così, nell abbinamento tra materie prime e tecnologia, che si riescono ad avere prodotti di altissima qualità", ha concluso Felicetti.

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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