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Le donne sfilano a Hollywood contro le molestie: hashtag #MeToo

sabato 18 novembre 2017
1' di lettura

Los Angeles, (askanews) - Su Hollywood Boulevard a Los Angeles numerose associazioni hanno sfilato per protestare contro le violenze sessuali sotto lo slogan divenuto hashtag "Me Too". Tante le scritte di denuncia, come "attori contro la cultura dello stupro", "insieme per combattere il patriarcato", "non staremo zitte", "il presente è donna" e così via... Vanessa Umana, organizzatrice della marcia con California For Progress: "Vogliamo garantire che queste sopravvissute non si sentano dimenticate. Perché alle volte i loro aggressori sono nelle loro case. E' una paura, è pressione. Vogliamo garantire che si finisca con questo ritardo della prescrizione, perché nel momento in cui lui o lei si sentiranno la forza per raccontare la loro storia saranno protetti" Una vittima, Michelle Dorow, racconta: "Io sono stata stuprata. Sono stata vittima di abusi sul posto di lavoro. Ho dei bambini, ho dei nipotini e voglio che abbiano una vita migliore e un mondo migliore". "Spero che inizi un cambiamento, spero che continui e non si torni indietro allo stato odierno", aggiunge questo manifestante. "C'è stato così tanto dolore e distruzione portata da uomini che si rifiutano di considerare le donne esseri umani con diritti, per me è difficile vedere il lato positivo - aggiunge questa donna - ma dico che dio benedica ogni donna e ogni uomo che ha il coraggio di raccontare gli orrori che hanno attraversato".

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Produzione materiale pornografico, 3 arresti a Bali tra cui un italiano

Roma, 17 mar. (askanews) - La polizia indonesiana ha dichiarato di aver arrestato due cittadini francesi e un italiano con l'accusa di produzione e distribuzione di materiale pornografico.

Si tratta di una donna e due uomini, arrestati, ha detto il capo della polizia del distretto di Badung a Bali, Joseph Edward Purba, parlando con i giornalisti, con l'accusa di aver cercato di "trarre profitto da video e contenuti pornografici".

Rischiano fino a 10 anni di reclusione per l'accusa di produzione di materiale pornografico e altri sei per la distribuzione online. Se Bali è a prevalenza indù, in Indonesia, a maggioranza musulmana, è severamente vietata la produzione di materiale pornografico.

La polizia ha reso noto che lo scorso venerdì funzionari dell'immigrazione hanno arrestato la donna francese - descritta come una "creatrice di contenuti" - e l'italiano mentre tentavano di lasciare Bali per recarsi in Thailandia. Il francese, descritto come il "manager" della donna, è stato arrestato alcuni giorni dopo a Badung.

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Kallas: l'Ue non ha interesse ad allargare missione navale a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) - I ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno mostrato "alcun interesse" ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell'Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l'Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell'Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

"Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c'è interesse a modificarne il mandato", ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles.

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Trump: chiesto alla Cina di rinviare il vertice con Xi Jinping

Roma, 17 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver chiesto alla Cina di rinviare di circa un mese il vertice con Xi Jinping previsto per l'inizio di aprile a causa della guerra in Iran.

"Ci stiamo lavorando in questo momento, stiamo parlando con la Cina. Mi piacerebbe molto ma a causa della guerra, voglio essere qui, devo essere qui - ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale - quindi abbiamo chiesto di rimandare l'incontro di un mese o giù di lì... È molto semplice, abbiamo una guerra in corso".

La Cina afferma di aver preso atto dei "chiarimenti" forniti dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, ha confermato che "le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire", ha affermato rispondendo a una domanda.

Il portavoce ha smentito che la visita sia collegata alla questione della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, dopo che alcuni media avevano suggerito che il rinvio potesse essere legato alla richiesta di Trump a diversi paesi, tra i quali la Cina, di contribuire alla riapertura dello stretto, bloccato dall'Iran in seguito all'attacco israelo-americano, che sta mettendo in grave difficoltà il transito del greggio.

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