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Salone Francoforte, Kaspersky: per auto connesse più sicurezza

sabato 23 settembre 2017
1' di lettura

Francoforte, (askanews) - Cybersecurity anche per le auto al salone di Francoforte. "Noi siamo una compagnia globale di cyber security e vediamo un grande trend nella direzione dei veicoli connessi e delle auto connesse. Tuttavia - ha detto Sergey Kravchenko, business development manager future tecnologies - pensiamo che dovrebbero essere prima protette e questo poi le renderà più sicure. Fin'ora se un'auto è sicura ed è connessa da qualche parte ci sono un sacco di possibilità di disattivare la sicurezza della macchina e questo significa che se la tua macchina è sicura ma non è protetta a livello informatico allora non è più sicura. Questo è il motivo per cui siamo qui: stiamo cercando di portare soluzioni e modelli per implementare la cyber security nell'automotive". "Noi abbiamo fatto il prossimo grande passo nella cyber security e nell'automotive: abbiamo creato una partnership congiunta con il nostro partner Avl, loro sono esperti in automotive e noi siamo esperti in cyber security" ha detto Kaspersky. "Abbiamo unito i nostri sforzi per creare tutte le soluzioni che rendano tutte le comunicazioni dentro l'aut, verso l'auto e dall'auto sicure. Questo è il primo approccio. Successivamente vedremo cos'altro possiamo fare. Ma abbiamo un'ottima base per questo. Abbiamo sviluppato un sistema di sicurezza operativo microkernel creato appositamente per device a bordo e particolarmente per le macchine e questo dovrebbe essere un sistema molto affidabile per chiunque voglia costruire device sicuri e specialmente auto per il futuro".

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Copenaghen, 24 apr. (askanews) - Migliaia di persone si sono radunate nella piazza del Municipio di Copenaghen per il Night Glow Festival, evento gratuito con mongolfiere illuminate a ritmo di musica.

Le mongolfiere sono rimaste a terra, ma si sono accese sulle note della colonna sonora di "Star Wars" e di brani del produttore svedese Avicii, davanti a un pubblico numeroso.

"Mi piace moltissimo, è molto bello, è molto interessante cambiare atmosfera, diciamo, in una serata di giovedì - dice Sibel, residente a Copenaghen -È fantastico, ha una bellissima energia, davvero, mi piace molto".

"Molto bello - gli fa eco Viktor Gerdin, turista - ci sono mongolfiere enormi ed è bello vedere come organizzano tutto. Però adesso l'attesa è questa: vorrei solo che si alzassero a un certo punto. Dai, su".

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Erevan, 24 apr. (askanews) - Centinaia di giovani hanno sfilato con le torce per le strade di Erevan gridando "Al combattimento!" alla vigilia della giornata di commemorazione del genocidio armeno, a 111 anni dai massacri compiuti sotto l'Impero ottomano. La marcia ha attraversato la capitale fino al memoriale di Tsitsernakaberd, tra bandiere, musica e richiami alla memoria nazionale.

La commemorazione arriva mentre Armenia e Turchia hanno provato negli ultimi anni a normalizzare i rapporti, dopo decenni di ostilità legate ai massacri della Prima guerra mondiale e al sostegno di Ankara all'Azerbaigian nel conflitto con Erevan. Ma tra molti armeni il disgelo resta un tema ancora molto sensibile.

"Penso che ogni Paese dovrebbe riconoscerlo - dice Vrej Kiledjian, comandante del movimento scout armeno di Erevan - perché è molto importante. Altrimenti le conseguenze saranno ancora peggiori. Perché, sapete, la Turchia in questo momento non si comporta molto bene".

Una parte della società armena continua a vedere con diffidenza anche l'ipotesi di apertura del confine con la Turchia, mentre altri ritengono che il riavvicinamento possa avere effetti positivi, a patto di non cancellare memoria e identità.

"Una parte degli armeni - dice Araksya Zakaryan, dentista e madre di due figlie - pensa che le frontiere con la Turchia dovrebbero aprirsi, mentre un'altra parte pensa di no. Capisco questa preoccupazione: temono che gli armeni possano essere assimilati da altre nazioni. Ma noi siamo armeni, lo siamo sempre stati e lo resteremo. Penso che l'apertura delle frontiere sarebbe utile sia sul piano economico sia su quello politico; dobbiamo solo continuare a crescere i nostri figli come armeni".

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Macron: "Non intendo fare politica dopo l'Eliseo"

Nicosia, 24 apr. (askanews) - Emmanuel Macron insiste sul fatto che "non si occuperà più di politica" quando lascerà il Palazzo dell'Eliseo nel 2027, dopo dieci anni di presidenza: "Non mi sono mai occupato di politica prima e non lo farò dopo", ha dichiarato durante un incontro con gli studenti della scuola franco-cipriota di Nicosia, capitale di Cipro, dove si trovava in visita ufficiale il 23 aprile, prima del vertice europeo informale.

"Prima ho fatto da consulente ad altri presidenti, poi sono diventato ministro, e poi ho pensato: 'Possiamo cambiare le cose in modo più incisivo e rapido' - ha ricordato Macron - così ho lanciato un movimento politico e poi sono arrivato alla presidenza. Ma il mio obiettivo è sempre stato quello di fare cose che ritengo non solo utili, ma di lottare per il progresso del mio Paese e della nostra Europa, e di difendere i valori in cui credo. Quindi è una questione di passione. Non si tratta tanto di un piano di carriera. Non mi sono mai occupato di politica prima e - ha concluso - non intendo farlo dopo".

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Roma, 24 apr. (askanews) - Via libera definitivo, nell'aula della Camera, al dl sicurezza con 162 voti a favore e 102 contrari (un astenuto). Il provvedimento, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, diventa legge.

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"Colleghi, abbiamo capito su, dobbiamo proseguire i nostri lavori" ha redarguito il presidente di turno Fabio Rampelli (Fdi) mentre è iniziato l'intervento di Riccardo Ricciardi (M5s) con l'espressione: "Buon 25 aprile".

Protesta delle opposizioni in aula anche al momento del voto definitivo sul decreto sicurezza. I deputati di Pd, Avs e Movimento Cinque stelle hanno esposto dei cartelli con la scritta: "La nostra sicurezza è la Costituzione".

Poco prima, al termine degli interventi sul 25 aprile, i deputati di Fratelli d'Italia hanno intonato l'inno di Mameli subito seguiti dalle opposizioni che si sono alzate in piedi. A rimanere seduti invece i deputati della Lega e i ministri Piantedosi e Salvini tra i banchi del governo. L'approvazione definitiva del decreto sicurezza è stata salutata con un applauso della maggioranza.

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