CATEGORIE

Tour de France: svelate a Parigi le 21 tappe dell'edizione 2018

sabato 21 ottobre 2017
1' di lettura

Parigi (askanews) - La prossima edizione del Tour de France sembra tagliata su misura per Chris Froome, vincitore di quattro edizioni della Grande Boucle, tra cui le ultime tre. Solo che gli è stata confezionata, perfidamente, al contrario... Froome, il campione da battere, potrebbe infatti avere davanti il percorso più difficile per le sue caratteristiche di passista-scalatore e cronoman, almeno secondo quanto si è potuto comprendere alla presentazione delle 21 tappe della 105esima edizione del Tour de France che si svolgerà dal 7 al 29 luglio 2018. Si partirà da Noirmoutier en l'Ile, nella Vandea, con l'arrivo tradizionale sugli Champs-Élysées a Parigi. Tra le novità , l'introduzione di 21,7 chilometri di pavé dell'Inferno del Nord, la Parigi-Roubaix, la salita di Plateau des Glieres, il ritorno ad Alpe d'Huez e una frazione pirenaica di 65 chilometri con traguardo sulle rampe del Col de Portet, a 2.215 m. Il Tour probabilmente si deciderà nelle ultime due frazioni nei Paesi Baschi, la Lourdes-Laruns di 200 chilometri, con i passaggi sul Col Aspin, il Tourmalet e l'Aubisque, e la cronoscalata di Nivelle-Espelette di 31 km.

tag

Ti potrebbero interessare

Mondiali, festa Argentina con tripletta di Messi. I tifosi: è un dio

Roma, 17 giu. (askanews) - Esplode la gioia dei tifosi argentini davanti allo stadio di Kansas City dopo la vittoria 3-0 della squadra contro l'Algeria nel match d'esordio in Coppa del Mondo.

Con la tripletta di Lionel Messi, l'Argentina elogia il capitano e sogna già un quarto titolo mondiale.

"Sulla partita in generale con tre gol di differenza non c'è molto di cui parlare, sul campo si è notato un po' a volte che l'Argentina ha alti e bassi ma ha un dio, Messi, punto. Tre gol, non c'è molto altro da dire" afferma un tifoso.

TMNews

Fertonani: "Il Sistema Sanitario Nazionale sta cambiando"

Genova, 16 giu. (askanews) - Marco Fertonani, CEO & Founder di CDS - La tua casa della salute, è intervenuto a margine dell'evento "G19+2 Sanità - Regioni a confronto" che si è svolto a Genova, promosso da Telenord e Motore Sanità. Un incontro che ha messo allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale, con Fertonani che si è soffermato sul tema dei cambiamenti: "Sta cambiando in questi ultimi anni il Sistema Sanitario Nazionale. Prima avevamo grandi natalità, invece adesso gestiamo la longevità e tutte le malattie croniche. Si è spostata l'esigenza sanitaria e sociale e questo ha portato a un incremento della spesa pubblica. La domanda cresce, l'offerta non è peggiorata o ridotta, ma non è stata strutturata per questo tipo di sistema sanitario. La priorità era quella di integrare il sistema sanitario privato con quello pubblico, cercando di dare tutto quello che è di medio-bassa complessità al privato, che riesce a gestirlo in maniera più snella, utilizzando poi tutte le risorse finanziarie ed economiche per quelle che sono le urgenze, le degenze, i grandi interventi e la ricerca".

TMNews

Bucci: "Le Case di Comunità stanno avendo grandissimo successo"

Genova, 16 giu. (askanews) - Il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, è stato tra i protagonisti del forum "G19+2 Sanità - Regioni a confronto" di Genova, promosso da Telenord e Motore Sanità. Bucci, a margine dell'evento che ha visto allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese confrontarsi sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale, ha dichiarato: "Abbiamo fatto una riforma molto importante, che ci ha consentito di dare molta evidenza e molta importanza alla sanità territoriale. Per questo abbiamo messo a punto tutte le 32 Case di Comunità previste dal piano, che sono state aperte da due mesi e stanno dando grandissimi risultati, visto che abbiamo avuto più di 30.000 visite negli ultimi tempi. L'idea delle Case di Comunità era già stata sviluppata nei paesi anglosassoni e qui in Italia sta riscontrando un grandissimo successo".

TMNews

G19+2 Sanità, le Regioni tra rischi e benefici delle innovazioni

Genova, 16 giu. (askanews) - Due giorni di confronto sulla sanità nazionale a Genova, ai Magazzini del Cotone del Porto Antico, dove si è svolta "G19+2 Sanità - Regioni a confronto", forum promosso da Telenord e Motore Sanità per mettere allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale.

L'edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con Delega all'innovazione tecnologica, era presente ed è la persona più indicata per parlarne e delineare gli obiettivi: "Relativamente al fascicolo sanitario elettronico bisogna dire che l'Italia è un paese lungo e quindi ci sono delle regioni che vanno più velocemente. Ma la nostra capacità al momento è quella di tenere tutti insieme, premiando quelle che sono le eccellenze e accogliendo le regioni che, per motivi storici, sono più rallentate. Il fascicolo sanitario-elettronico è indispensabile perché rappresenta la storia clinica di ciascuno di noi e consente al medico, ovviamente, di scegliere la cura e la terapia più appropriate".

Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. "Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un'interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l'utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea del GDPR, ma anche dell'AI Act".

L'altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: "Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E' stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c'è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d'attesa, ma è la presa in carico".

Infine, il SSN è come sempre tediato da alcune problematiche di base, come la carenza di personale, l'aumento della domanda e la sostenibilità economica. Ecco quali, secondo Quintavalle, possono essere i modelli organizzativi d'aiuto: "La medicina generale ha dei problemi, specialmente nelle strutture e nelle zone più disagiate, che non sono quelle cittadine. Come fare per superare questo problema? Non dimentichiamo gli operatori sanitari e gli infermieri, così come una programmazione costante, una riformulazione dei bisogni e una revisione di quello che è l'attuale modello, perché va cambiato".

G19+2 Sanità si propone non solo cole convegno, ma come spazio di ascolto, confronto e responsabilità condivisa per costruire una sanità più vicina ai cittadini, più digitale, più trasparente e più capace di rispondere alle disuguaglianze territoriali.

TMNews