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Meno errori giudiziari con la tecnologia e le scienze forensi

sabato 21 ottobre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Provare a ridurre gli errori giudiziari con l'aiuto delle scienze forensi. E stato questo uno degli argomenti affrontati nel corso del convegno internazionale sul tema, organizzato dall'Università Roma Tre. Alla conferenza hanno partecipato i massimi esperti mondiali, tra cui Barry Scheck, avvocato e fondatore di Innocence Project, l'associazione non profit che negli Stati Uniti si occupa di scagionare gli innocenti in carcere. Il professor Luca Luparia, direttore di Italy Innocence Project, docente di procedura penale a Roma Tre e promotore della conferenza: "Il convegno, oltre a una ricostruzione per così dire storica delle cause degli errori giudiziari negli Stati Uniti e in Europa negli ultimi anni, ha dato anche il via a possibili nuove frontiere, cioè alla scoperta di dove potrà annidarsi l'errore giudiziario del domani. Per questo si è parlato di nuove tecnologie e di nuove prove scientifiche, che da un lato, paradossalmente, possono essere causa di errore giudiziario e non solo lo strumento per scovarlo". Nel corso del suo intervento, Scheck ha ricordato come Innocence Project Usa negli ultimi 25 anni sia riuscita a tirar fuori dal carcere 351 innocenti, di cui almeno una ventina dal braccio della morte, grazie al test del Dna. L'avvocato americano ha anche messo in luce le principali cause degli errori giudiziari negli Stati Uniti: le testimonianze sbagliate, con un terzo dei confronti all'americana che porta ad accusare una persona innocente; le confessioni false, che sono circa il 25%; la superficialità nella gestione delle inchieste da parte della polizia; le indagini condizionate dal razzismo. Scheck ha poi sottolineato come le scienze forensi siano uno strumento fondamentale per riaprire casi giudiziari ma devono essere usate seguendo rigorosamente princìpi oggettivi: "Nella nostra esperienza abbiamo imparato che le scienze forensi, negli Stati Uniti come in Italia o in qualsiasi altra parte del mondo, se da un lato possono essere fondamentali per risolvere un caso, dall altro possono diventare diventare inaffidabili se lasciate all'interpretazione soggettiva di periti e consulenti tecnici." Hanno portato la loro testimonianza tre vittime di clamorosi errori giudiziari: Sunny Jacobs, condannata a morte negli Stati Uniti assieme al marito per l'omicidio di due agenti di polizia. Sedici anni dopo, in seguito alla confessione del vero assassino è stata scagionata, mentre il marito è morto sulla sedia elettrica; Peter Pringle, condannato a morte per un duplice omicidio avvenuto in Irlanda, è uscito dal carcere dopo 15 anni; Dean Gillespie, accusato negli Usa del rapimento di tre donne, è stato costretto a scontare 20 anni di reclusione prima di vedersi riconosciuto innocente.

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