CATEGORIE

Padiglione Italia in Biennale, una narrazione magica in tre tempi

sabato 20 maggio 2017
3' di lettura

Venezia (askanews) - "Un padiglione alla Biennale richiede che siano compiute scelte, secondo che nel fare queste scelte si abbia coraggio, terzo che si faccia vivere l'opera a fianco degli spazi. Non vado oltre". Potrebbe forse sembrare implicito, ma in realtà è molto chiaro, il giudizio del presidente della Biennale Paolo Baratta sul Padiglione Italia curato da Cecilia Alemani, una delle note più stimolanti della 57esima Biennale d'arte di Venezia, soprattutto perché riesce a proporre un'immagine diversa e forte, pertinente, di cosa rappresentano alcuni filoni di ricerca portati avanti dagli artisti nel nostro Paese. "Ovviamente - ci ha detto la curatrice - il Padiglione non vuole dare un ritratto o una panoramica dell'arte italiana, perché sarebbe impossibile, ma penso che attraverso l'approfondimento di questi tre lavori possiamo vedere un'immagine dell'Italia che sia cosmopolita e che sia anche aperta a una lettura della contemporaneità che non finisce semplicemente nel documentario, ma anche al recupero di tradizioni italiane come quelle dell'immaginazione e, spero, anche del magico". Dimensioni che hanno ispirato il lavoro di Alemani, che ha mutuato anche il titolo della mostra, "Il mondo magico", dal più celebre lavoro dell'antropologo Ernesto De Martino, uno dei più lucidi indagatori della persistenza della magia e dei riti arcaici nel mondo moderno. Una persistenza che i tre artisti scelti da Cecilia Alemani - Roberto Cuoghi, Adelita Husni-Bey e Giorgio Andreotta Calò - hanno raccontato ciascuno con il proprio linguaggio, ma costruendo una sorta di narrazione comune dal sottilissimo sapore fantascientifico, altro colpo di genio della curatice, capace di mettere insieme lavori che citano dichiaratamente un film come "E.T." e testi di dottrina cristiana del Quattrocento; battaglie politiche sullo sfruttamento del terreno e tarocchi; impalcature industriali e straordinarie visioni di un altro mondo possibile. "L'inizio è con Cuoghi - ha spiegato la curatrice - che qui presenta una officina di effigi e sculture che combinano la tradizione dell'arte italiana con la figura del Cristo, ma anche l'innovazione delle tecnologie più avanzate del fare scultura". Il lavoro di Cuoghi è profondo, a volte faticoso da affrontare e mostra esplicitamente il percorso - in gran parte tecnico-scientifico - che porta alla nascita di una scultura. La drammaticità delle figure, però, e la progressiva scomparsa di parti dei corpi sono contemporaneamente moniti filosofico-religiosi, che aprono quel baratro intorno al quale da millenni si danza tentando di rispondere alle domande sul senso della vita (e anche dell'arte). Il secondo movimento di questo Padiglione Italia che fa pensare anche a un'idea di sinfonia è quello dedicato ad Adelita Husni-Bey, con uno dei suo classici video, intorno al quale è costruita una coreografia coerente. "Lo spazio è occupato da una grande proiezione dai toni quasi fantascientifici, ma che tratta sempre di questa polarità tra il mondo più razionale e quello magico, raccontato da dei ragazzi americani". L'elemento di magia, in questo caso, è rappresentato da un mazzo di tarocchi e dalle possibili interpretazioni che se ne possono dare, come già ci aveva insegnato Italo Calvino. Accanto a questo, in coerenza con il percorso creativo di Husni-Bey, c'è anche il suo classico (e forse qui un po' meno interessante) ragionamento politico, legato ai diritti e al possesso del suolo. "La mostra - ha chiosato Cecilia Alemani - si conclude con lo spazio di Giorgio Andreotta Calò, che ha creato un'immagine, quasi un'immagine miraggio, ma ha trasformato lo spazio esistente, lo ha praticamente duplicato". Se esistono dei climax, che ovviamente non avrebbero mai voluto essere tali, ma che non possono fare a meno di esserlo, terminare la visita al Padiglione con la salita sui gradini dell'opera "Senza titolo (la fine del mondo)" di Andreotta Calò è uno di quelli. E' possibile, come ha scritto qualche commentatore, che tutto possa anche essere ridotto a "effetti speciali visivi", però è possibile anche che questa definizione non tenga conto di molto altro, per esempio di quel modo, magico per l'appunto, di creare una complessità perfetta attraverso un gesto molto semplice, oppure di come un artista possa usare tutto se stesso per diventare architettura, e contemporaneamente generare un'emozione che si moltiplica all'infinito, naturalmente in un gioco di specchi. Così, il voto finale a questo Padiglione Italia che ha emozionato, lasciamo che a darlo sia il ministro Dario Franceschini, che lo ha commissionato: "Io non sono un critico - ha detto all'inaugurazione - ma darei dieci e lode, perché veramente è emozionate".

tag

Ti potrebbero interessare

Rubio: "Trattative Israele-Libano un'opportunità storica"

Washington, 14 apr. (askanews) - Le trattive tra Israele e Libano iniziate oggi nella capitale Usa sono una "opportunita storica". Lo ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio, prima dell'inizio dei negoziati che sta ospitando a Washington. "Comprendiamo che stiamo operando contro decenni di storia", ha aggiunto il capo della diplomazia Usa consapevole che la situazione complessa non può essere risolta nel corso delle prossime ore. "So che alcuni di voi stanno chiedendo a gran voce dei cessate il fuoco. Qui si tratta di molto di più. Si tratta di porre fine in modo permanente a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo, e non solo ai danni inflitti a Israele, ma anche ai danni inflitti al popolo libanese", ha aggiunto Rubio.

TMNews

Sudan, Croce Rossa: più di 11.000 dispersi in 3 anni di guerra civile

Ginevra, 14 apr. (askanews) - Più di 11.000 persone risultano disperse dall'inizio della brutale guerra civile in Sudan, tre anni fa: lo afferma James Reynolds, vicedirettore per l'Africa del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), intervenendo a una conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra.

"Sapete già che ci sono più di 11 milioni di sfollati interni ed esterni e che il 70 o l'80% delle infrastrutture sanitarie nelle zone di conflitto sono diventate non funzionanti o gravemente carenti di risorse. Ciò che forse sapete meno è che, secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), il numero di persone scomparse continua ad aumentare, con molte reti di comunicazione distrutte, innumerevoli famiglie che hanno perso i contatti con i propri cari e l'incertezza sul loro destino sta causando una profonda e duratura sofferenza psicologica. Il numero di persone scomparse registrate dal Cicr in Sudan ha raggiunto quota 11.000, con un aumento di oltre il 40% solo nell'ultimo anno."

TMNews

Gaza, un bambino ucciso in un raid israeliano

Gaza, 14 apr. (askanews) - Alcuni palestinesi ispezionano un veicolo della polizia distrutto in un raid aereo israeliano che ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino piccolo, a Gaza City. All'obitorio dell'ospedale al-Shifa, i parenti piangono sul corpo del piccolo Yahya al-Malahi, di tre anni, ucciso nel raid. "Questa è la realtà per i bambini della Palestina e il destino del popolo palestinese: non conoscere mai la felicità", dice lo zio, mentre la famiglia di Yahya si dirigeva al matrimonio di un parente vicino al luogo del raid.

TMNews

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) - Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: "Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un'inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore".

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell'iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

"Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c'è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore" ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d'azione italiano per l'economia sociale, promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze: "È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell'impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso".

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d'eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall'Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un'alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

TMNews