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Una Marilyn inedita in mostra a Roma: donna, mito e manager

sabato 20 maggio 2017
2' di lettura

Roma (askanews) - E' una Marilyn Monroe inedita e piena di sfaccettature quella che racconta la mostra "Imperdibile Marilyn. Donna, mito, manager", che sarà fino al 30 luglio al Palazzo degli Esami a Roma. Trecento oggetti, dagli abiti ai suoi cosmetici, dalle pellicole dei suoi film agli utensili della sua casa, tante fotografie, filmati, il David di Donatello che nel 1959 le consegnò Anna Magnani a New York, raccontano la vita privata oltre che quella pubblica di una donna che prima di essere un mito è stata una intelligente artefice del proprio successo, una donna indipendente e anticonformista. Come spiega il curatore Fabio Di Gioia: "Tutti la conoscono come donna, come attrice, come star, ma l'aspetto del lavoro quotidiano, la capacità di rialzarsi dopo essere caduta, di fondare una casa cinematografica, di mettere mano anche alle questioni materiali, ai bilanci, alle produzioni, ai copioni... Si scopre veramente qualcos'altro, cioè quanto, per diventare mito, è necessario possedere tante, tante qualità: Marilyn era una ricetta, se vogliamo, una ricetta di elementi caratteriali e di bellezza che, messi insieme, hanno costruito questo mito". Gli oggetti esposti, fra cui spiccano il famosissimo abito bianco di "Quando la moglie è in vacanza", quello scarlatto di "Come sposare un miliardario", ma anche una lettera d'amore di Arthur Miller, la sceneggiatura originale di "A qualcuno piace caldo", il suo celebre profumo, sono dei presetiti di diversi collezionisti internazionali, primo fra tutti Ted Stampfer, che ha raccolto pezzi della vita di Marilyn sin dalla prima asta di Christie's del 1999. "Io penso che Marilyn risieda in ogni donna di oggi, per la donna emancipata che è stata, per quello che ha raggiunto, in un'epoca, come gli anni Cinquanta, fortemente caratterizzati da un predominio maschile. Si tratta di un esempio di emancipazione per tutte le donne della nostra società".

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"Abbiamo capito fin dall'inizio della crisi, della guerra in Medio Oriente, che avremmo potuto avere problemi, soprattutto con i PAC-3 - ha detto Zelensky - Ma penso che avremo problemi di questo tipo nel prossimo futuro, perché vediamo come stanno arrivando. Lentamente, un po' troppo lentamente, e dobbiamo spendere tutte le nostre energie su questo. Per noi è una posizione difficile, molto difficile".

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"Demarcare quei confini è compito affidato al giornalista, testimone diretto, mediatore tra i fatti e la loro rappresentazione e, in forza di questo, protagonista nella vita della società e dello stesso processo democratico. Il giornalista professionista è elemento essenziale nel dare attuazione al nostro ordinamento costituzionale", ha aggiunto.

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Il capo dello Stato ha portato ad esempio un suo ricordo: "In questo salone 8 o 9 anni fa uno studente mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere, io gli ho risposto che il potere può in effetti inebriare e far perdere l'equilibrio, ma ci sono due antidoti: uno è istituzionale, l'equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni tra i vari organi costituzionali, il secondo è la coscienza personale, individuale e un'alta capacità di autoironia è preziosa".

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"Ho molto rispetto per il papa. Mi piace, lo ammiro. Ho avuto modo di conoscerlo un po'. Non mi dà fastidio quando interviene sui temi del giorno, francamente, anche quando non condivido il modo in cui applica un determinato principio".

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