CATEGORIE

Ambasciatore libico: sui migranti serve una prospettiva positiva

sabato 20 maggio 2017
3' di lettura

Roma, (askanews) - Il 25 maggio ricorre l'anniversario della Giornata per l'Africa. Cambiare la percezione dell'Africa in Italia è il tema proposto nel 2017 dagli ambasciatori dei paesi africani in una tavola rotonda in programma a Roma il 23 maggio. Abbiamo chiesto all'ambasciatore libico in Italia, Ahmed Safar, come cambiare questa percezione: "In generale penso che quello che vogliamo dire su questo tema è che le percezioni negative riguardo il continente africano non debbano prevalere rispetto a quelle positive. Si parla di uno dei luoghi della terra con le maggiori potenzialità anche per futuri sviluppi. Il Continente africano è sempre stato oggetto di dibattito riguardo molte questioni. Ovviamente la principale è la stabilità economica e politica e le questioni riguardanti la sicurezza, anche in termini di riduzione della povertà - ha dichiarato - quindi è ora di cominciare a guardare in maniera positiva a quello che si può fare in Africa e come trattare i problemi africani". "Questo è un cambio di percezione che è assolutamente necessario e dal quale discendono le appropriate politiche per lo sviluppo. Perché se si comincia a pensare all'Africa in termini positivi si penserà in termini positivi anche alle politiche da impiegare. In realtà, finora abbiamo considerato solamente gli aspetti negativi: l'immigrazione, la sicurezza, la povertà, eccetera; e questo è un circolo vizioso perché la politica si trova a trattare sempre con le conseguenze di punti di vista negativi", ha aggiunto. Ma come si può lavorare per attirare risorse in Libia sotto forma di investimenti per lo sviluppo anche al fine di ridurre il flusso di migranti, che rappresenta un problema sia per l'Italia che per l'Europa? "Questo è un classico esempio di come vogliamo cambiare la percezione. Noi guardiamo sempre ai problemi dell'immigrazione illegale come a questione di sicurezza e pensiamo solo a come bloccare il flusso dei migranti ma la vera questione è perché le persone vogliono attraversare il Mediterraneo rischiando le loro vite, le vite dei loro familiari e abbandonando tutto quello che hanno, abbandonando le loro case. Queste sono scelte non facili e a queste dobbiamo pensare - ha spiegato, rilanciando - E io penso che se mettiamo il problema nella prospettiva positiva, pensando cioè a cosa si può fare per l'Africa, al fine di consentire agli africani di rimanere nei loro paesi, allora il problema cambia radicalmente. Ci sono molti modi per gestire questo tema, in un sistema internazionale guidato da organizzazioni internazionali e al tempo stesso bisogna trovare le potenzialità inespresse del Continente". "Le nazioni, gli individui, cosa possono fare veramente e cosa possiamo fare noi per potenziare quello che sanno veramente fare e per fargli avere davvero un futuro migliore. Non è solamente una questione economica o le necessità per lo sviluppo, ma anche aiutarli a trovare la loro vera identità all'interno del vario mosaico delle identità africane. E questo comporta anche la stabilità politica. Quello che i paesi più sviluppati possono fare è aprire alle potenzialità e alle opportunità dell'Africa, promuovendo e sostenendo un cammino di sviluppo", ha aggiunto. All'inizio di maggio ad Abu Dhabi c'è stato incontro tra il premier libico Al Serraj e il generale Haftar, che per molti ha rappresentato una significativa svolta negli sforzi per risolvere la crisi libica. Si parla di un secondo incontro in questi giorni al Cairo per ratificare tali accordi. Cosa ci può dire di più in merito? Per mettere le cose nella giusta prospettiva, l'incontro fra Serraj e Haftar svoltosi ad Abu Dhabi è molto più significativo in termini simbolici perché rappresenta i libici che si riuniscono, in un certo modo, per discutere come possiamo uscire al meglio dalla crisi che stiamo vivendo in questo momento. Non si è ancora concretizzato in una qualche forma tangibile, ma è un primo passo molto molto positivo. Il meeting successivo al Cairo è il secondo passo verso la possibilità che il popolo libico si riunisca insieme per trovare una soluzione ed eliminare gli ostacoli. E anche questo è un passo in avanti molto importante perché noi dobbiamo rompere il ghiaccio fra tutti gli attori libici per avere davvero un processo inclusivo di accordi e al tempo stesso concretizzare il precedente accordo del 2015, e per far questo abbiamo bisogno che tutti si siedano attorno a un tavolo. Al tempo stesso ci deve essere un processo giusto che possa garantire gli interessi di tutte le parti in causa".

tag

Ti potrebbero interessare

Rubio: "Trattative Israele-Libano un'opportunità storica"

Washington, 14 apr. (askanews) - Le trattive tra Israele e Libano iniziate oggi nella capitale Usa sono una "opportunita storica". Lo ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio, prima dell'inizio dei negoziati che sta ospitando a Washington. "Comprendiamo che stiamo operando contro decenni di storia", ha aggiunto il capo della diplomazia Usa consapevole che la situazione complessa non può essere risolta nel corso delle prossime ore. "So che alcuni di voi stanno chiedendo a gran voce dei cessate il fuoco. Qui si tratta di molto di più. Si tratta di porre fine in modo permanente a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo, e non solo ai danni inflitti a Israele, ma anche ai danni inflitti al popolo libanese", ha aggiunto Rubio.

TMNews

Sudan, Croce Rossa: più di 11.000 dispersi in 3 anni di guerra civile

Ginevra, 14 apr. (askanews) - Più di 11.000 persone risultano disperse dall'inizio della brutale guerra civile in Sudan, tre anni fa: lo afferma James Reynolds, vicedirettore per l'Africa del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), intervenendo a una conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra.

"Sapete già che ci sono più di 11 milioni di sfollati interni ed esterni e che il 70 o l'80% delle infrastrutture sanitarie nelle zone di conflitto sono diventate non funzionanti o gravemente carenti di risorse. Ciò che forse sapete meno è che, secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), il numero di persone scomparse continua ad aumentare, con molte reti di comunicazione distrutte, innumerevoli famiglie che hanno perso i contatti con i propri cari e l'incertezza sul loro destino sta causando una profonda e duratura sofferenza psicologica. Il numero di persone scomparse registrate dal Cicr in Sudan ha raggiunto quota 11.000, con un aumento di oltre il 40% solo nell'ultimo anno."

TMNews

Gaza, un bambino ucciso in un raid israeliano

Gaza, 14 apr. (askanews) - Alcuni palestinesi ispezionano un veicolo della polizia distrutto in un raid aereo israeliano che ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino piccolo, a Gaza City. All'obitorio dell'ospedale al-Shifa, i parenti piangono sul corpo del piccolo Yahya al-Malahi, di tre anni, ucciso nel raid. "Questa è la realtà per i bambini della Palestina e il destino del popolo palestinese: non conoscere mai la felicità", dice lo zio, mentre la famiglia di Yahya si dirigeva al matrimonio di un parente vicino al luogo del raid.

TMNews

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) - Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: "Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un'inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore".

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell'iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

"Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c'è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore" ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d'azione italiano per l'economia sociale, promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze: "È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell'impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso".

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d'eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall'Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un'alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

TMNews