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Usa, roventi polemiche dopo il licenziamento del direttore Fbi

sabato 13 maggio 2017
2' di lettura

Washington (askanews) - Si arroventano le polemiche sul licenziamento in tronco da parte della Casa bianca del direttore dell'Fbi James Comey che stava conducendo un'inchiesta sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dell'8 novembre 2016 e sui possibili legami tra lo staff di Trump e funzionari russi. Comey è il secondo direttore dell'Fbi a essere cacciato. Lo stesso destino era toccato nel 1993 a William Sessions: allora al numero 1600 di Pennsylvania Avenue sedeva Bill Clinton. L'opposizione democratica, che ha subito avanzato paragoni con lo scandalo Watergate, ha chiesto di aprire un'indagine indipendente e la nomina di un procuratore speciale per approfondire il cosiddetto Russiagate. Sarah Sanders, vice portavoce della Casa bianca, ha dichiarato che la decisione di cacciare Comey non è in alcun modo legata alla questione russa e che il presidente ci stava pensando dal giorno della sua elezione. La Sanders ha anche liquidato l'idea della nomina di un procuratore speciale: "Non pensiamo sia necessaria. C'è già una Commissione d'inchiesta alla Camera, una al Senato e al ministero della Giustizia che se ne occupano. Non penso che a questo punto sia il caso di aggiungere altro". Scelto da Barack Obama nel 2013 e sopravvissuto alle polemiche sorte sul finire della campagna elettorale per la sua gestione dell'emailgate riguardante Hillary Clinton, Comey è stato silurato dall'amministrazione Trump, ufficialmente proprio per quelle vicende. Il vice segretario alla Giustizia Rod Rosenstein aveva comunicato a Trump le sue preoccupazioni su Comey in riferimento alla conferenza stampa del luglio 2016 nella quale il direttore dell'Fbi aveva annunciato che Hillary non sarebbe stata incriminata nonostante un comportamento definito come "estremamente imprudente" riguardante l'uso di un server privato quando era a capo della segreteria di Stato. Secondo Rosenstein, non si fanno conferenze stampa solo per fornire informazioni dispregiative, in altre parole per fornire informazioni critiche senza poi procedere a incriminazion. Per di più Comey, agendo in questo modo, aveva scavalcato l'allora segretario alla Giustizia Loretta Lynch. La reputazione e la credibilità dell'Fbi hanno sofferto un danno notevole e ciò ha condizionato il ministero della Giustizia, spiegava Rosenstein in un memorandum per Trump. Ma la protesta continua a montare. Centinaia di dimostranti si sono raccolti davanti alla Casa bianca dopo la decisione di revocare l'incarico a Comey. "Se doveva essere licenziato, doveva esserlo molto prima - afferma una dimostrante - e penso che sia molto preoccupante il fatto che Comey stesse indagando sui rapporti tra Trump e la Russia e che ciò stia riducendo i margini della nostra democrazia. Sono molto preoccupata". "È una farsa di giustizia e un chiaro tentativo da parte di Donald Trump di rovesciare le nostri basi giuridiche e di distruggere dalle fondamenta la democrazia, un tentativo che sta portando avanti dal primo giorno della sua presidenza" fa eco un'altra dimostrante.

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