CATEGORIE

Londra, alla vigilia del voto bookmaker puntano sulla premier May

sabato 10 giugno 2017
2' di lettura

Londra (askanews) - Alla vigilia delle elezioni politiche in Gran Bretagna, e alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti, nei sondaggi l'esito appare molto incerto dopo una clamorosa rimonta dei laburisti sui conservatori. I bookmaker tuttavia, nonostante le recenti debacle come la vittoria della Brexit o l'elezione di Donald Trump, non si fanno condizionare e continuano a scommettere sulla premier Theresa May. La cui prevista vittoria le consentirebbe di gestire una maggioranza abbastanza confortevole di seggi. I rilevamenti che danno in risalita i laburisti risentirebbero infatti della timidezza dell'elettorato conservatore, meno propenso a dichiarare il proprio voto. Eppure molti vedono il leader laburista Jeremy Corbyn, 68 anni, vegetariano e dichiaratamente anti-monarchico, alla guida del prossimo governo di Sua maestà. Discusso nel Labour, dove ha guidato l'ala sinistra anti-blairiana, avversato dai maggiorenti del partito ma idolatrato dalla base, Corbyn ha conquistato nello stupore generale la leadership del Labour nel 2015, prendendo il timone dell'allora malandata navicella laburista. E ora lancia la sua sfida ai tory. "Lo stato nel quale i conservatori hanno lasciato il nostro sistema sanitario nazionale e quello scolastico è tutto tranne che forte e stabile" ha sottolineato il leader laburista. "Negli ultimi sette anni, hanno portato alla fame i servizi pubblici preferendo sempre regali fiscali a favore di qualcuno a scapito dei servizi pubblici dedicati alla maggioranza dei cittadini". E così un'altra vittoria Corbyn potrebbe ottenerla, anche questa a sorpresa, impedendo alla premier conservatrice di ottenere una maggioranza sicura in Parlamento. Se non addirittura di prendersi le chiavi di Downing Street. Dal canto suo la May, nelle ultime settimane, dopo tre attentati, una brusca retromarcia sul programma elettorale e una polemica scottante sui tagli alla polizia nei suoi sei anni da ministro degli Interni, appare più fragile e insicura, costretta a difendersi ricordando i voti contrari di Corbyn alle leggi conto il terrorismo. All'indomani del voto sulla Brexit e delle dimissioni di David Cameron, la May dal luglio 2016 ha voluto interpretare il ruolo di leader calma e competente, in grado di gestire le turbolenze dell'uscita dall'Unione europea. "Brexit vuol dire Brexit" è stato il suo mantra, per chiarire che non intendeva tradire la volontà degli elettori. Seconda donna a entrare a Downing Street dopo Margaret Thatcher, confortata dai sondaggi, ha indetto le elezioni anticipate per rafforzare la sua esile maggioranza parlamentare in vista del difficile negoziato sulla Brexit. Per ritrovarsi sulla strada, già difficile, il macigno del terrorismo internazionale. "In queste elezioni, si contrappongono un leader che ha come scopo ultimo della sua vita quello di sbarazzarsi della forza di dissuasione nucleare e un altra che si è impegnata a difenderlo" ha detto la May in campagna elettorale. "Un leader che si è vantato di opporsi a ogni legge antiterrorismo e quella che ha avuto il compito di farle adottare".

tag

Ti potrebbero interessare

Incendio ad aeroporto Dubai, drone colpisce serbatoio carburante

Dubai 16 mar. (askanews) - Fiamme e nuvole di fumo all'aeroporto internazionale di Dubai, dove un drone ha provocato l'incendio di un serbatoio di carburante. Il traffico aereo è stato sospeso per più ore, prima dell'annuncio di una ripresa graduale dei voli. Dubai è stata presa di mira più volte da droni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele contro l'Iran, a cui Teheran ha risposto colpendo i Paesi del Golfo.

TMNews

L'annuncio di Bebe Vio: lascio la scherma per l'atletica

Milano, 16 mar. (askanews) - Bebe Vio lascia la scherma per l'atletica. L'annuncio dell'atleta paralimpica a Che tempo che fa, condotto sul Nove da Fabio Fazio.

"Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente", ha detto Bebe Vio, per poi annunciare: "Purtroppo è finita con la scherma "

"Ho cercato di darmi da fare a livello fisico con una serie di altri sport, prima di tutto per stare bene fisicamente e adesso abbiamo - abbiamo perché dico la squadra, perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi stanno dietro in questo momento, veramente grande - e abbiamo iniziato con l'atletica", ha aggiunto, specificando che la prima specialità in cui si è cimentata sono i 100 metri.

TMNews

Sorj Chalandon a Dedica festival: scrivere dopo la violenza

Pordenone, 16 mar. (askanews) - Uno scrittore, un reporter di guerra, un uomo e un padre. Sorj Chalandon è il protagonista dell'edizione 2026 del festival Dedica di Pordenone, che ogni anno si concentra su un solo autore. Chalandon in Italia presenta anche il suo ultimo romanzo, "Il libro di Kells" (Guanda), che si bassa sulla storia della sua vita. "È autobiografia - ha detto Chalandon ad askanews, insieme all'interprete Marina Astrologo - perché è certamente una parte della mia vita, è letteratura perché rimane un romanzo, anche se io ho voluto mettermi una maschera un po' diversa, la maschera di Kells, ma è una confessione perché finalmente potevo dire chi ero stato, da dove venivo e questo è qualcosa che non avevo mai potuto fare prima".

Il titolo del nuovo romanzo è ispirato a un celebre libro irlandese, e l'Irlanda, con il suo conflitto, è stato uno degli scenari in cui Chalandon ha lavorato come inviato, ma una parte importante l'ha avuta anche il Medio Oriente. Gli abbiamo chiesto come si passa dalla scrittura giornalistica a quella letteraria. "Sono stato corrispondente di guerra per 25 anni - ci ha riposto - e non mai potuto dire io di fronte ai massacri, sotto le bombe, mai. Non ho mai potuto piangere nel mio giornale, non potevo odiare, non potevo dire che stavo impazzendo di fronte alla violenza inaudita che mi circondava. Non potevo mai dire io, non ne avevo il diritto. L'unico modo per me per dire io era il romanzo. Aggiungo una aneddoto: sono a Sabra e Shatila, sto assistendo a quello che sappiamo, mi siedo dietro un muro e piango. Mi si avvicina un collega de Le Figaro, un amico, e mi dice: Sorj devi trasformare le tua lacrime in inchiostro, ecco, nel mio romanzo trasformo le mie lacrime in inchiostro".

La violenza è il sottotesto di tutta la conversazione, l'indicibile che passa sotto gli occhi del reporter e poi arriva fino alla pagina dello scrittore. "Una cosa importante - ha concluso Chalandon - è che io non scrivo per guarire, non scrivo per stare meglio, non scrivo per dimenticare, scrivo per condividere. Io sono stato segnato dalla violenza e ancora oggi mi lacera per via dei bambini morti. Di notte a una cert'ora mi sveglio, mi alzo e vado in camera delle mie figlie, per vedere se sono vive oppure morte".

Fino al 21 marzo il festival Dedica presenta incontri, appuntamenti, proiezioni, spettacoli legati al lavoro dello scrittore francese. Giunto alla 32esima edizione è anche parte del progetto Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

TMNews

"Una Battaglia dopo l'Altra" trionfa agli Oscar con sei statuette

Roma, 16 mar. (askanews) - "Una Battaglia dopo l'Altra" di Paul Thomas Anderson trionfa alla 98esima edizione degli Oscar. Il film con protagonista Leonardo DiCaprio su un gruppo di ex rivoluzionari che oggi, nell'America dei suprematisti bianchi, deve vedersela con le conseguenze delle azioni radicali compiute negli anni Settanta, ha ottenuto sei statuette: per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale, il montaggio, il casting e per il miglior attore non protagonista, Sean Penn, qui nel ruolo di un paranoico e razzista colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. Il film di Anderson aveva già trionfato ai Golden Globe e ai Bafta.

Il film che era arrivato alla cerimonia di premiazione con ben 16 candidature, "Sinners", saga su vampiri e razzismo diretta da Ryan Coogler, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale, il miglior attore protagonista Michael B. Jordan, la colonna sonora e la fotografia. Niente da fare, quindi per Timothée Chalamet, protagonista di "Marty Supreme". Per quanto riguarda i ruoli femminili la statuetta per la migliore attrice protagonista è andata all'irlandese Jessie Buckley per "Hamnet" mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l'horror "Weapons".

"Mr. Nessuno Contro Putin" di David Borenstein ha ottenuto l'Oscar 2026 come miglior documentario, mentre per i membri dell'Academy il miglior film internazionale è "Sentimental Value" di Joachim Trier. E un premio quest'anno è andato anche all'italiana Valentina Merli, co-produttrice del corto live action "Two People Exchanging Saliva".

TMNews